|
Sezione "Pio La Torre" Alliste
Alliste
Alliste, 27 gennaio:
il giorno della vergogna
a cura del Collettivo
Femminile di Sinistra Democratica Sezione "Pio La Torre"
Queste
sono le scritte che, da qualche tempo appaiono sui muri di Alliste che
incitano all'odio razziale e all'intolleranza. C'è qualcuno nel nostro
comune che si preoccupa deldiffondersi di questa sub-cultura da
sottoproletariato urbano.C'è in questo paese qualche istituzione (suola,
chiesa, amministrazione comunale, tanto per rimanere nel vago) che si
preoccupa di questo rigurgito di imbecillità e del degrado dei valori
della civile convivenza? C'è fra le tante associazioni di
"volontariato", che ultimamente proliferano nel nostro paese almeno una
che voglia gridare insieme a noi la sua indignazione per queste scritte
frutto della politica della "non-cultura" e dell'insulto gratuito?
Il bavaglio alla Storia, l'amnesia dei
Valori
In questo paese, il 27 gennaio è trascorso
come un qualsiasi 27, giorno in cui si riscuote lo stipendio, anche
quello per le cariche politiche; così come il 27 dicembre è trascorso
come se nulla fosse accaduto sessanta anni fa, senza nessun ricordo che
in quello stesso giorno del 1947 nacque la nostra Costituzione, se non
fosse stato per due manifesti commemorativi della nostra sezione di SD,
unica rimasta a fare politica. C’è qualche professionista che
ha
avuto la fortuna di studiare, c’è qualche intellettuale, c’è qualche
socialista, c’è qualche democratico, c’è qualcuno, insomma, in questo
paese che abbia voglia di dire: “Si, io so cosa hanno fatto i
nazi-fascisti e ne provo orrore” oppure “Si, io credo nei valori
della Costituzione”? Nelle scorse amministrative per dividersi 4.250
voti c’erano quattro liste e 68 candidati; c’erano comitati elettorali
e sedi di movimenti politici in ogni strada. Dove sono oggi tutti
questi politici? E le segreterie dei partiti, i dirigenti provinciali
dove sono? Quale grave problema li tiene tanto impegnati da non avere
nemmeno il tempo di celebrare i fondamenti della repubblica
italiana? Cosa fanno rintanati negli uffici? Dispensano posti, prebende
e poltrone
27 gennaio 1945, 27 dicembre 1947
Due
date, due simboli, due eventi legati, perché l’uno è frutto dell’altro.
Il 27 gennaio, per ricordare l’orrore della Shoah e la vergogna delle
leggi razziali; il 27 dicembre per ricordare il riscatto della politica,
quando cattolici, laici, comunisti credenti e non credenti scrissero:
tutti gli uomini sono uguali senza distinzione di sesso, di razza, di
opinioni politiche e religiose. Parole poetiche, il cui
significato sfugge ai burocrati di partito, disoccupati che per campare
fanno politica, e pregiudicati che per sfuggire alla prigione si fanno
eleggere
in
parlamento. Nella “FOCARA” di Auscwithz furono bruciati i corpi dei
disabili, degli omosessuali, di gente che professava altre religioni e
furono bruciati anche i piccoli corpi dei loro bambini perché non
sopravvivesse che il seme e l’ovulo della pura razza italica e
ariana. Con la “FOCARA” dell’indifferenza si cuoce l’alimento che nutre
la “bestia umana” che rigurgita tragiche stupidaggini, come testimoniano
le tristi scritte sui muri di questo infelice paese. Ma lo spettacolo
deve continuare, e se da qualche parte c’è un dramma, come nella Napoli
di Achille Lauro, qualche dama di carità, per lavarsi la coscienza,
donerà a qualche poveraccio un mezzo chilo di pasta. Ma che paese è
questo dove, fra una festa e una sagra, persino i simboli universali
della cristianità, vengono trasformati in una carnevalata vivente.
24/5/2008 |