Sezione "Pio La Torre" Alliste

Politica

Signore e signori la televisione italiana,  negata a Sabina Guzzanti, a Beppe Grillo, a Daniele Luttazzi,

ha il piacere di presentarvi Licio Gelli.

Noi di Sinistra Democratica di Alliste nutriamo un’unica speranza, che il popolo italiano non si abitui.

Le destre

di Gianni Ferraris

Prevengono invece di curare? Me lo sto chiedendo da un pezzo. Questo governo ci sta abituando all’esercito per le strade. Parla Licio Gelli e dice che il nano di Arcore è l’unico che può portare avanti il suo piano. Parla il nano e dice che manderà la polizia nelle scuole. Poi nelle fabbriche? Verrebbe da chiedersi. Non so che sta succedendo, però non credo assolutamente che un premier parli a vanvera. Anche se il giorno dopo nega l’evidenza, e nega di aver detto quello che tutte le TV un po’ più libere delle sue trasmettono senza problemi, io non credo che sia stato un errore. Neppure che abbia parlato senza consultare, non dico i suoi consiglieri, almeno la sua intelligenza (e non fate battute, questo sta governando).  Forse questo signore, allevato alla scuola della P2 ed allattato al seno della demagogia populista, ha semplicemente parlato “per vedere l’effetto che fa”. E’ vero che siamo in una democrazia solida. Ed è vero che Napolitano è una garanzia per tutti noi.

Quello che mi inquieta però è l’impressione di essere in uno stato di emergenza. Fascisti che irrompono nei cortei di studenti. Mantovano che in TV, di fronte all’allibita Rosi Bindi, e di fronte alle immagini che mostrano mazze tricolori, dice che bisogna vedere bene cosa è successo. Un sottosegretario che in parlamento mente dicendo che i fascisti hanno picchiato perché … “sono stati quelli di sinistra a provocare”. Sindaci pistoleri che armano fino ai denti i loro vigili con l’alibi della sicurezza. Lo sdoganamento, di fatto, delle ronde di civili. Sono tutti segnali inquietanti. E lo sono ancora di più se pensiamo che questa crisi economica potrà durare a lungo e fare danni irreversibili a chi ha sempre meno. Perché di fronte alla povertà, alla disoccupazione, all’incertezza, sarà difficile fermare le richieste di equità sociale che arriveranno a gran voce. A meno che non lo si faccia con metodi “decisi”.

La sciagurata Gelmini sta, di fatto, proponendo la scuola per ricchi e quella per poveri e via dicendo.  «…Un piano che era volto al bene perché volevamo più disciplina. L´ordine era cambiare le cose che non funzionavano, come la magistratura…» questo lo dice Licio Gelli. E questo sta facendo il governo più a destra della storia della repubblica. Perché il piano prevedeva meno libertà per le persone, tutti dovevano lavorare senza disturbare i manovratori. Quindi il controllo dell’informazione, delle TV, dei media tutti. Perché la verità deve essere una. Certo, abbiamo anticorpi ben saldi al nostro interno. Però, e sono veramente pessimista, quel che sta accadendo pare già disegnato a tinte forti. Soprattutto in mancanza di un’opposizione che sia capace di farsi sentire dalle persone. Il fascismo non è più quello del ventennio, oggi si manifesta in modo nuovo. Oggi Berlusconi è il nuovo uomo della destra.  Il pericolo di fughe in avanti di qualche sciagurato potrebbe diventare reale.  

La necessità di un’opposizione vera, reale, presente nella società è impellente. Un tempo c’erano le sezioni in ogni paese o quartiere. Oggi ci sono i loft da una parte e una sinistra sparpagliata e spersa dall’altra. L’incapacità di comunicare è enorme. Il buono, poco o tanto che sia, del governo Prodi è passato praticamente sotto silenzio. Basta vedere il clamore dell’abolizione dell’ICI ai ricchi di questo governo contro i silenzi di quella del governo di centro sinistra che l’aveva abolita per le persone normali. Eppure oggi ci si ricorda solo ed esclusivamente delle liti di quel governo. E non certo per merito dei belligeranti di allora, solo per la capacità di questa destra di utilizzare i mezzi di comunicazione. La stessa “emergenza sicurezza”,  fatta passare come il male assoluto  è stata cavalcata iniettando dosi di paura crescente contro l’invasore straniero .

Oggi non si enfatizza a sufficienza che le misure emergenziali hanno partorito solo topolini in quanto la criminalità non è diminuita. Però ci teniamo  l’esercito per le strade e la polizia domani nelle scuole. Questo interessava a chi governa oggi, e questo ha ottenuto. Lo stesso valga per gli sbarchi di sciagurati che aumentano e sono destinati a diventare un fiume inarrestabile perché, se qui c’è nuova povertà, quelli arrivano da dove la miseria è endemica e non possono più sopravvivere. Probabilmente non passerà molto tempo prima che un Maroni qualunque militarizzi, con il suo degno camerata di governo La Russa, anche le frontiere. Così ci sentiremo protetti e sicuri.  E’ tempo veramente di tornare ad informare, di riprenderci  gli spazi che dovremmo avere per parlare il linguaggio della democrazia. Ed è tempo di uscire dal depressione post elezioni e di ritessere il filo del dialogo fra le opposizioni e le persone. Senza questo non c’è via d’uscita. Senza partecipazione i partiti saranno quello che vogliono le destre: apparati di governo che amministrano uno Stato come una industria. E spero vivamente che qualcuno che sta all’opposizione non sia affascinato da questa visione delle cose.

4/11/2008

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