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Politica

Un Partito democratico "celodurista"? Si può fare!

di Gianni Ferraris

Et voilà. Oggi ci si propone il PD in salsa padana. Mica me lo vedo il Cacciari andare in giro urlando che lui ce l'ha duro.

Sono un po' perplesso in realtà. Avevo la maestra unica e portavo il grembiulino nero con il fiocco azzurro. Uno dei primi insegnamenti imparati in matematica è stato "non si possono sommare pere con mele". Attualizzando si potrebbe dire, per esempio, che non si potrebbero sommare Binetti con Fassino . Ma il Valter vuole "battere la fisica" evidentemente. Se lo fanno in America può farlo pure lui no?

Ma una parola definitiva il Valter "I care" l'ha detta alla buon'ora. E' andato al PSE a dire a chiare lettere "noi non siamo socialisti"; avrebbe voluto aggiungere "perché i socialisti puzzano", ma era ospite e non poteva. In realtà pare che in quell'assemblea molti abbiano sbuffato dicendo "Ha scoperto l'acqua calda, lo sapevano anche i leghisti italiani che non sono socialisti questi qui" (con chiaro riferimento al QI di Borghezio). Ed ha detto, sempre in modo chiaro ed inequivocabile, che noi potremmo essere amici dei socialisti, ma a debita distanza (sempre per questioni olfattive, ovviamente).

Nel frattempo Fassino firma, in nome e per conto dei DS, il manifesto del PSE stesso. Ussignur che casino. Ma il PD è IL NUOVO per eccellenza. Mica come i vecchi partiti. Quelli avevano una linea comune, che palle. Il PD no. Loro discutono. In Piemonte come in Puglia, a Torino come a Bologna, le correnti, ops, loro non hanno correnti, diciamo allora "i singoli [Amici? Compagni? Ma no, chiamiamoli copartitici] che hanno idee comuni su alcune questioni dirimenti nel partito".

Propongo ai democratici che leggono un emendamento: La parola Partito evoca tempi cupi, quando c'erano dei loschi figuri come Berlinguer. Chiamiamolo, che so, conclave. Gli aderenti comunque discutono serenamente e pacatamente, senza minacciare dimissioni, per carità, (Avevo il forte sospetto che la Bresso fosse la longa manu del KGB; oggi ne abbiamo le prove) di come approcciare le elezioni prossime venture. E siamo a pochissimi mesi dalle stesse. Speriamo che trovino un denominatore comune. Altrimenti, dopo aver eletto un sindaco leghista, a Bologna stanno ancora a fare lo spoglio delle loro primarie.

Quando leggo cronache locali, in ogni dove, le liti delle anime dei questo partito sono all'ordine del giorno. Pere e mele assieme. Intanto il governo fa il suo lavoro e lo fa bene. Un uomo di destra di ispirazione piduista governa conseguentemente. E le sinistre… Forse ci saranno un giorno. Per ora aspettiamo il 13.  E speriamo che sia la volta buona per non continuare a rotolarci fra distinguo di varia natura. Qualcuno può fare un miracolo? Ridateci Fanfani, ridateci Berlinguer, e faccio anche un sacrificio, ridateci Altissimo, e anche Longo (quello del Psdi). Andreotti c'è sempre e ci sarà in eterno. Ha visto tutte le repubbliche, ha visto la dittatura, giocava a nascondino con la regina. E non era interventista nel 15/18. E da piccolo diffidava di quella testa calda di Mazzini.

9/11/2008

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