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Sezione "Pio La Torre" Alliste Prospettive della sinistra
A
beautiful mind Eppure qualcuno ci ha fatto anche un film che ha vinto diversi Premi Oscar e, da che mondo è mondo, quelli di sinistra difficilmente se ne perdono uno. Almeno ai tempi dell’università era così che succedeva: giù a sacrificare notti e notti di studio per discutere del film. Evidentemente questo sarà sfuggito ai piccoli segretari dei piccoli partiti di sinistra. Per centocinquanta anni gli studenti di economia hanno appreso dal padre fondatore dell’economia moderna, Adam Smith che “la ricerca egoistica del proprio interesse giova tendenzialmente all'interesse dell'intera società”. Fior fiore di economisti sono cresciuti all’ombra di questa storica conquista del pensiero economico. Per chi, come noi, crede che il pensiero si evolva per fasi successive e senza salti, va da sé che il grande economista e, soprattutto, filosofo Smith aveva messo un punto fermo nell’analizzare il comportamento umano. Ma ciò premesso, il mondo accademico si pose la domanda successiva: in quale punto fermarsi nella ricerca egoistica del proprio interesse? Qual è il limite oltre il quale migliorando la posizione del singolo, non migliora la posizione dell’intera società? Pareto diede una spiegazione perfetta di quando si raggiunge l’ottimo: “quando non è possibile alcuna riorganizzazione che migliori le condizioni di almeno una persona senza diminuire quelle degli altri”. Insomma Pareto spiegò col suo punto di equilibrio che cos’è quella che a Napoli chiamano “a cazzimme”. John Forbes Nash, matematico che studiò nello stesso Campus dove insegnava Einstein, Princeton, era un ragazzo intelligentissimo, ma ad un certo punto si scopri malato di schizofrenia, perse la cattedra. Riuscì a riavere la cattedra e addirittura nel 1994 vince il Premio Nobel per l’economia. Un giorno, da studente, John F. Nash stava parlando di donne e di come non sprecare una serata senza che la compagnia si perdesse tutta dietro la stessa donna, la più bella, con il rischio che al massimo solo uno avrebbe potuto trascorrere una serata memorabile, mentre per gli altri del gruppo sarebbe stata una serata in bianco. Tutti i colleghi di Nash, che sarebbero diventati esimi professori ragionavano in base al pensiero d Smith: “l'ambizione individuale serve al bene comune", e di conseguenza "il risultato migliore si ottiene quando ogni componente del gruppo fa ciò che è meglio per sé". Ma c’era qualcosa che in questo discorso a Nash non tornava, in quanto così ragionando alla fine i più veramente trascorsero la serata in bianco. Il giovane Nash corse in camera e buttò giù d’un fiato la teoria delle “dinamiche dominanti”. La nostra sinistra è ferma a centocinquanta anni fa. Non solo, ma se ne infischia pure di Pareto: i segretarini, o aspiranti tali, cercano tenacemente di farsi le scarpe l’un l’altro. Così prendendo lo 0,001% mica dalla destra, ma dall’altro partitino di sinistra, essi dicono trionfanti: avete visto che il popolo di sinistra vuole la falce, o ne vuole mezza, e così via. John Forbes Nash, era già in preda alla malattia, quando completò il pensiero di Smith e scoprì che se tutti i partecipanti al gioco agiscono, non per ottenere il miglior risultato per se, ma per ottenere il miglior risultato per il gruppo alla fine, indirettamente, otterranno anche il miglior risultato per se. Ma, ammoniva Nash, bisogna che i protagonisti del gioco agiscano in maniera razionale e che fra di loro si instauri una cooperazione.
Dio solo lo
sa quanto bene potrebbe fare una “beautiful mind” a sinistra. Purtroppo dobbiamo constatare che proprio ieri ci ha
lasciato un grande uomo di pensiero, Sandro Curzi, come diceva lui
stesso, ma che non amava i recinti. Un giovane vecchio che non aveva paura di
mettersi in discussione, insomma anche lui una beautiful mind.
23/12/2008 |
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