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Politica

Napoli, il richiamo di Napolitano: basta corruzione e clientelismo

“Haddè veni'… Ferdinando”

Ma in che modo si intende porre rimedio a clientelismo e corruzione dilagante??

Quello che vorremmo capire di queste frasi ad effetto è con quali mezzi la Repubblica Italiana si sta  attrezzando per combattere la corruzione e il clientelismo? In tutti i paesi del mondo ciò avviene per mezzo della magistratura e degli organi di controllo. Sulla delegittimazione della magistratura  e sullo scempio di legalità consumato in questo paese abbiamo ormai consumato tutte le parole.

E crede il Presidente Napolitano che la situazione dell’editoria in Italia sia una situazione da paese normale? Ma anche in questo comparto abbiamo detto tutto quello che c’era da dire.

E la legge elettorale per l’elezione del parlamento è una legge che permette di selezionare candidati di specchiata onestà? E l’allargamento a sei assessori  nei Comuni fino a 15.000 abitanti, l’abolizione del Comitato Regionale di Controllo sugli atti del Comune, la legge elettorale con maggioritario secco, che permette ad un Comune (il mio), per esempio di 6.000 abitanti con 4.500 elettori di attribuire 12 seggi a chi prende un voto in più e 5 seggi a chi prende un voto in meno, ed avere 6 assessori oltre al sindaco e un Presidente del Consiglio Comunale, in una parola, la legge sulla semplificazione amministrativa o legge Bassanini, che diminuisce le competenze del consiglio ed aumenta quella delle Giunte Comunali e dei Dirigenti (almeno 5 nell’esempio citato) vanno nella direzione di rafforzare il sistema dei controlli o invece Bassanini ha scientificamente reso il Consiglio Comunale un ente inutile che andrebbe soppresso?

È inutile fare delle prediche, perché, se questo è lo stato dell’arte, un altro mondo, almeno in Italia, è impossibile. Né si può in un sistema democratico sperare in un monarca illuminato alla maniera di Ferdinando di Borbone.

Una democrazia ha delle regole e non è vero che il voto popolare lava qualsiasi peccato: se  all’origine c’è illegittimità, illegalità, incompatibilità,  il voto popolare, almeno nelle democrazie, non le può sanare. Così nessuno, in democrazia, può essere garante di se stesso. La pur legittima richiesta di stabilità non può essere attuata ad ogni costo, come è stato in Italia: se si voleva passare dal proporzionale puro, al maggioritario si doveva rafforzare il sistema dei controlli e non diminuirli; si dovevano  potenziare i controlli sulla legittimità e le compatibilità delle candidature: questo dice non solo la ragionevolezza giuridica, ma il buon senso comune.

Altrimenti tutto si risolve in una sterile predica: basta corruzione e clientelismo lo può dire un comune cittadino: chi occupa alte cariche  deve dire impedire lo scempio di legalità sapendo dire no, altrimenti sono solo pistolotti demagogici.

Gli atti concludenti ci narrano, invece, di una legge ignobile, come il Lodo Alfano, promulgata da chi oggi predica basta corruzione e basta clientele e affermazioni che nessuno sente il dovere di censurare come apologia di reato, l’inchiesta “Mani pulite”  ha distrutto quei partiti che hanno garantito lo sviluppo per cinquant’anni: non si vede come tutto ciò possa condurre questo paese nella direzione della moralizzazione della vita pubblica?

3/11/2008

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