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Sezione "Pio La Torre" Alliste Politica Il compito di Sinistra Democratica
Di
necessità virtù È un esercizio inutile seguire Berlusconi nelle sue scenette da comico di sagra di paese, o nelle sue gaffe di cafone invitato a pranzo dai nobili. Lui per natura è uno che fa ridere con i doppi sensi ed è un cafone, questo è ormai assodato. La sua trovata sta nel fatto che usando queste sue “doti naturali” ha scoperto il modo di spostare l’attenzione degli italiani. Questo diciamo è l’effetto minimo della sua strategia. Ma ha ottenuto anche che larga parte dei politici e dei commentatori politici chi, perché ha capito la strategia e contribuisce ad amplificarla o perché si arrabbia di fronte a tanta dabbenaggine, si arrovella a meglio qualificare le performance del cavaliere ora per vantarlo ora per dire: “ma che figura di merda!” Quel signore aveva l’obiettivo di tornare a stretto giro al governo, temendo che davvero le sinistre al governo avrebbero fatto la legge sul conflitto di interessi, avrebbero fatto applicate la sentenza della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia Europea mandando sul satellite Rete 4, avrebbero fatto concludere, come in ogni paese civile, i processi a suo carico con una sentenza. Infatti, all’indomani della vittoria di Prodi non voleva lasciare Palazzo Chigi e dichiarava che c’erano stati brogli elettorali e sin dal primo giorno gridò “alla crisi, alla crisi”, e tanto tuonò che alla fine piovve. Dall’aprile di quest’anno è al governo e mentre i suoi servitori fanno tutto quello che egli desidera, lui per distrarre fa il giullare. Molti ne approfittano di questa “distrazione” generale. Anche il PD ne fa tesoro. Il caso Latorre non è un caso. Il PD e il PDL combattono la stessa partita. Il suggerimento di Latorre all’esponente del PDL si giustifica in questa prospettiva: dopo aver devastato la sinistra, si deve devastare anche l’Italia dei Valori. Incombono le elezioni europee e ora, non potendo più invocare il voto utile agli elettori di sinistra che hanno salvato il PD dal coma profondo, Veltroni dirige le sue armate contro il partito di Di Pietro, che in effetti ha come unico punto nel suo programma la lotta al Berlusconi (che effettivamente per un partito è un po’ poco). L’UDC, a proposito “Chi l’ha vista?”, se ne sta calma e a cuccia, non stuzzicando troppo ne a destra ne a manca, perché il famoso sbarramento al 5 %, ventilato sulla legge elettorale europea, aveva proprio il compito di fagocitare il partito di Casini coniugato Caltagirone, dividendosi fra PD e PDL l’area della Rosa Bianca e l’area di Casini. Insomma proprio come a Yalta!
Ora, a
parte la diabolica pensata di Vespa di invitare cotanto esponente
“pizzinaiolo”del
PD, Latorre, definito più volte di sinistra e, mentre lui
lasciava fare, nessuno
si indignava di
questo fatto (come se la sinistra non avesse
già troppi problemi di suo) tutti
gli
altri sinistrati hanno più volte ribadito: “Si
è vero abbiamo giocato al tanto
peggio, tanto meglio”. In uno scenario del genere in cui si preferisce assistere inermi all’escalation di orrori di civiltà prodotti dal governo delle destre, perché ognuno poi deve dire io avevo ragione, Sinistra Democratica ha il dovere di provarci fino in fondo senza fare contorcimenti di ragionamenti per non essere accusata dagli uni di comunismo, dagli altri di ruota di scorta del PD. Né l’uno né l’altro, ma un partito italiano della sinistra che non deve per forza, per acquistare credibilità, dire che assomiglia al PSOE, piuttosto che ai Labour. In ogni paese ogni partito si confronta con situazioni particolari e i modelli non sono esportabili. C’è chi come il PSOE deve gestire un paese che ha superato l’Italia, mentre il Labour inglese deve gestire un paese che è liberista nel profondo dell’anima. Ci tocca questo tentativo a noi di sinistra democratica, ma il nuovo partito italiano della sinistra non può e non deve essere “anti”, neanche anti-berlusconiano. Deve essere un partito che ha un suo programma con il quale confrontarsi con il nuovo partito di centro che è il PD, che come tutti i partiti di potere e di centro ha diverse anime, anche quella di sinistra. Questo se vogliamo parlare di cose concrete, di come si governa se si vince, di come si fa opposizione se si perde. Il resto, soprattutto l’indignazione nei confronti del cafone comico di paese, lasciamolo perdere perché se una cosa geniale ha fatto è proprio questa: di necessità ha fatto virtù. 20/11/2008 |
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