Sezione "Pio La Torre" Alliste

Politica

Dall’ottimismo della volontà all’ottimismo dell’ignoranza

Ovvero dalla padella alla brace

È un ottimista dall’aria vagamente socialista, e poi non sbaglia mai?”

“Si crede Mitterrand ma è peggio di Nerone”

Questa la foto scattata in due canzoni negli anni in cui si “beveva Milano” di un “leader” i cui danni politici sono sopravvissuti a lui stesso, senza entrare nel merito dei processi penali in cui è stato protagonista e ai quali si è sottratto perché latitante.

Invece oggi: “Cosa ne pensa delle recessione e con quale provvedimenti crede di affrontarla?”

A siffatta domanda può uno statista rispondere come ha risposto Berlusconi: “Bishogna eshere ottimishti, gli italiani devono spendere di più. Bishogna aumentare i consumi.”

Se non fosse la risposta di un ignorante, e quindi da compatire, sarebbe la risposta beffarda di un ricco e satollo epulone.

D’altra parte, un ricco sfondato senatore del centro-destra si chiedeva, in una riunione con il suo elettorato in un paesino: “Come può una famiglia campare con 3.000,00 (diconsi tremila) euro al mese?”

Il ricco sfondato senatore del PDL non sa che 3.000,00 euro al mese sono lo stipendio di 4 famiglie, bene che vada.

Tutto ciò da un lato dà la percezione di quanto distante dai problemi reali sia la classe dirigente che oggi imperversa in Italia, dall’altro che non hanno proprio il minimo delle nozioni per poter capire quello che sta succedendo nel paese.

Quando la scienza economica, la più difficile delle scienze, consiglia di aumentare i consumi delinea la necessita di determinate misure di politica economica (una risposta seria la diede Keynes). Non  si riferisce al fatto che, volontariamente, i consumatori non consumano. Berlusconi, recessione, che tradotto in volgare significa siamo alla fame,  significa che i consumatori non hanno i soldi per comprare i beni di prima necessità, cioè non hanno di che sfamarsi.

Detasheremo gli straordinari”, dice ancora l’ignorante ricco e satollo epulone. E invece di tirare pomodori marci sul palco, il popolo, il suo popolo, si produce in un’ovazione. Straordinari?! E quale pazzo industriale ordina ai suoi operai di fare straordinario quando si è  in recessione, che significa che beni e servizi rimangono invenduti?

Ci chiediamo: c’è qualcuno in giro che ha la dignità di dirgli: “Ma che c…. stai dicendo!”

26/112008

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