Sezione "Pio La Torre" Alliste

Politica

La democrazia ai tempi di Berlusconi

Purché i cittadini si scoccino di votare si spendono 400 milioni in di euro, cioè 775 miliardi di lire

di Gianni Ferraris

Ho appena ascoltato un economista parlare per radio. Dice che il giochino di prestigio del governo di convocare le elezioni amministrative, europee e politiche in tre domeniche diverse anziché in un’unica tornata,  costerà allo Stato la somma di 400 milioni di euro. Il tutto per far fallire un referendum non voluto da chi guida il governo e anche da ampi settori di chi sta all’opposizione. E si che a raccogliere le firme ricordiamo anche personcine per bene come Fini e il democraticone La Russa. Bene, siamo in periodo di crisi e il buon capo famiglia dovrebbe ben badare al risparmio. E se riflettiamo sul fatto che le social card sono costate solo 200 milioni di euro vien da pensare che qualche pensionato al minimo, forse, avrebbe potuto beneficiare del risparmio. Ed è superfluo ricordare a chi guida il governo che i 400 milioni sprecati in nome e per conto di chi non vuole un referendum, saranno a carico dei contribuenti tutti. Compresi i pensionati che hanno diritto alla lauta somma di 40 euro mensili.

25/2/2009

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