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Politica

Elezioni provinciali Lecce, la situazione nel centro sinistra

Primarie si, primarie no, primarie forse

di Gianni Ferraris

Ho visto cose che voi umani neppure potete immaginare” diceva un noto comico. Ma non sapeva, lui, che l’incredibile vero è sempre in agguato. Lui non sapeva che a pochi mesi dalle elezioni un partito finalmente districa la matassa, il PD infatti, per le provinciali di Lecce, ha fatto una sintesi estrema delle posizioni al suo interno, da mesi si ragiona fra: chi vuole le primarie, chi non le vuole e chi non sa se le vuole o meno. E se non è chiarezza questa…  Il tutto mentre la destra estrema (leggi PDL) ha il suo candidato che già è in campo per togliere l’ultimo baluardo di amministrazione al centro sinistra. E mentre una scheggia pesante (Poli Bortone, già ministro con Berlusconi, già stravotata sindaco della città) esce da AN per passare al grande centro di Casini e si candida alla stessa provincia preparandosi, in attesa delle primarie del centro sinistra, al ballottaggio con il PDL stesso. Già, non sapeva quel comico che basta guardarsi attorno. E leggendo di Alessandria non mi pare che le cose stiano messe molto meglio in verità. Il grande partito liquido si sta espandendo. Mi fa un po’ tenerezza Franceschini che  prova a dire cose di sinistra. E lo fa in un partito allo sbando completo. Diviso fra ex tutto. Il dramma è che chi ha mani libere per governare lo fa ad ogni costo. Il ponte sullo stretto è un debito con qualcuno e deve essere fatto? Finalmente lo si farà. E se mancano le altre infrastrutture chi se ne frega. Qualcuno chiede a gran voce la cementificazione dell’Italia intera? E sia. Forse che Bush ha lesinato favori ai petrolieri che l’hanno votato? E perché dovrebbe farlo lui? I debiti si pagano.  Si tranquillizzi il padano Bossi, non vogliono fare case per gli immigrati. Vogliono banalmente mettere le mani sulle coste. Soru mica ha perso la Sardegna perché non gli piace il mirto. Macchè, voleva impedire che si deturpassero  coste che sono fra le più belle del mondo.  “Non sia mai”, risponde Berlusconi mettendo uno dei suoi servi muti alla guida della regione.  E vincendo ovviamente. Perché i costruttori erano in fibrillazione. 

Primarie si o primarie no?  Nel frattempo abbiamo più chiaro il concetto di democrazia del Silvio: Votino solo i capigruppo, anzi, alle prossime elezioni il parlamento sarà composto da cinque persone, e, per fare più in fretta, verranno scelte direttamente dal premier. Si fanno i nomi di: Bondi, Tremonti, Fido (il cane di silvio), oltre che dello stesso Berlusconi e, per eccesso di democrazia, Fini rappresenterà l’opposizione senza diritto di voto contrario. Resta il problema Bossi, pare sia allo studio l’istituzione del regno di Varese, così si farà la sua democrazia da solo.

Mentre sto per spedire il tg dice che il centro sinistra non farà le primarie. Annunciato il ritiro dalla politica da parte di esponenti del PD uno dei quali si è arrabbiato perché voleva essere lui il candidato. 

12/3/2009

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