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Sezione "Pio La Torre" Alliste PoliticaOssessionato dai comunisti di Gianni Ferraris “…Mia moglie ha creduto alla stampa della sinistra…” Queste le parole dell’individuo a capo del governo. In parole povere sua moglie è un’imbecille che si lascia abbindolare da quattro giornalisti bugiardi e, per di più, comunisti. E, per la proprietà transitiva, proprio i comunisti sono responsabili del suo divorzio. Ci si dovrebbe astenere di fronte a fatti privati. E sarebbe ottima cosa. Però quando un divorzio è annunciato con un comunicato all’ANSA e quando si ascoltano e si leggono simili affermazioni del diretto interessato che fra l’altro è anche capo del governo, allora il privato e il pubblico veramente hanno altri confini. Perché questo signore ci rappresenta in giro per il mondo. Passino le troppo frequenti gaffe che costellano ogni sua uscita pubblica, ma qui si sta veramente passando il segno. I silenzi dei suoi alleati sono quanto meno inquietanti. Certo si devono sentire molto a disagio, almeno alcuni di loro. Perché da persone che fanno del razzismo la loro fede non ci si deve attendere rispetto per le donne. Il loro problema è fare in modo che i dirigenti scolastici denuncino i bambini non italiani. Il loro problema è incassare una buona parte dei 150 milioni di euro che gli italiani si giocano ogni giorno al lotto, superenalotto, slot machines e via dicendo. Uno stato che per incassare fa il biscazziere non è democratico. Questi giochi stanno rovinando persone e famiglie. E stanno arricchendo le mafie. Il problema non è il divorzio dell’individuo che governa dopo aver festeggiato un compleanno a Napoli (evocativo di altre cerimonie, in altri tempi, con altri baci). Se la cavi da solo senza tirare in ballo i comunisti che ormai non ci stanno più neppure in Cina. Il problema è dove questo signore, con apparenti manifestazioni di comportamenti e pensieri strani, vuole portarci. Il problema è chiedere ai suoi alleati se vogliono esserne complici ad ogni costo. Il problema è manifestare solidarietà con Veronica Lario. 5/5/2009 |
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