Sezione "Pio La Torre" Alliste

Politica

Che razza di... candidati!

di Gianni Ferraris

“I CANDIDATI - Tra i 19 candidati della Lega alle provinciali di Milano del 6-7 giugno prossimi figurano anche il gioielliere Giuseppe Maiocchi e il tabaccaio Antonio Petrali. Il primo, nel tentativo di difendersi durante una rapina avvenuta il 13 aprile 2004 nella sua gioielleria in via Ripamonti, insieme con il figlio sparò quattro colpi di pistola contro il montenegrino Mihailo Markovic, poi morto (il colpo mortale fu quello del figlio). Antonio Petrali è il figlio di Giovanni Petrali, che il 17 maggio 2003 uccise un rapinatore, Alfredo Merlino, e ferì gravemente il suo complice, reagendo a un tentativo di rapina nel suo locale di piazzale Baracca a Milano.”

 “Salvini spiega poi i motivi della sua presa di posizione: «Uso i mezzi a Milano da vent'anni e vista l'arroganza, la maleducazione e la violenza che regnano, così come una volta c'erano i posti riservati ai reduci, agli invalidi e alle donne incinte, avanti di questo passo fra dieci anni se non si interviene ci saranno posti o vagoni riservati ai milanesi e alle persone perbene. Se non si mette un limite.” 

Il problema non è tanto le cose che si dicono, un tempo si sarebbe zittito chi le diceva con la contestazione, magari anche con un paio di schiaffoni. Il vero problema è che amministratori pubblici possano dirle impunemente e rimanendo al loro posto.  Si pescano voti facendo passare per eroi popolari personaggi che sparano agli immigrati, e facendo propaganda degna del KKK. Il problema è che questi signori verranno votati anche da immigrati meridionali che difenderanno la loro italianità, anzi la loro padanità.  Qualcuno diceva che sarebbe bene analizzare, più che Berlusconi come persona, il berlusconismo che impregna la società italiana,  perché questi figuri possono esistere grazie a questo.   Certo, ci sono prese di posizione indignate anche da parte del Secolo d’Italia, però non basta. La cultura della democrazia deve riprendere il sopravvento.  Se continuano a passare messaggi come questi ci avvieremo verso una catastrofe dello stato di diritto.   “Ingresso vietato ai cani e agli italiani” diceva un cartello in un ristorante in un paese del nord Europa molto tempo fa.  Ci saremmo indignati, allora, oggi non ne avremmo il diritto perché noi siamo esattamente visti così.  Perché chi dice queste cose ci rappresenta a livello nazionale e non solo. La peggior sciagura che ci può capitare, a questo punto, è aver bisogno di un Martin Luther King. Non lo vogliamo, perché la sua intelligenza deve essere occupata diversamente, perché abbiamo bisogno di lui per crescere, non per difenderci dalla barbarie. Non vogliamo essere costretti a difendere quello che la resistenza ci ha lasciato in eredità. Perché deve essere acquisito, indiscutibile. Leggendo le parole dei figuri della lega (non scordiamo che Salvini è europarlamentare) mi è passata davanti la figura di Sandro Pertini. Mi sento a disagio, mi vergogno d//i fronte a lui. Scusaci Sandro.

8/5/2009

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