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Nichi Vendola a Lecce 14 maggio 2009 trascrizione di Gianni Ferraris “…Non so se dovremo abituarci all’idea di coniugare il barocco con il nucleare, le masserie con le centrali atomiche. Ho letto che il Salento è considerato dagli studiosi dell’ENEA il lembo d’Italia più interessante per la localizzazione di centrali nucleari. Ed ho visto che dopo che i giornali hanno scritto che si parla di Ostuni, di Avetrana, o ancora più a sud, il centrodestra si è affrettato a dire che le mappe non sono ancora pronte. Non ha detto “no, non vi preoccupate”. Siamo una regione che regala al paese l’88% dell’energia che produce. Che ha avuto il coraggio di diventare, da zero, la prima produttrice di energia del sole e del vento d’Italia. Una regione che ha alzato la bandiera del futuro, che ha posto, anche sulle rinnovabili, paletti e vincoli. Ho bloccato per un anno l’eolico perché troppi trafficanti maneggiavano. Abbiamo fatto i piani regolatori del vento, coinvolgendo i comuni. Il fotovoltaico è raro nel resto d’Italia. Noi copriremo tutti gli edifici pubblici, ospedali, scuole, di pannelli solari…. Abbiamo fatto piani per rivalutare l’agricoltura impedendo che avvoltoi acquistassero a prezzi bassi terreni per destinarli ad un assalto incontrollato del fotovoltaico, avventurieri dell’ energia. Poi le centrali a biomasse, abbiamo fatto in modo che fossero a filiera corta. Centrali piccole, legate alle serre che usano i residui che producono energia con i loro scarti. Il 40% del prodotto che serve deve essere prelevato nel raggio di 70 Km. Perché non ci piace l’idea che venga devastata l’agricoltura del terzo mondo per alimentare i nostri cicli industriali. I cialtroni della destra che si sono opposti e scoperti ambientalisti hanno dimenticato che il ministro Fitto ha portato la mia legge davanti alla corte costituzionale perché troppo restrittiva. Abbiamo messo l’ambiente al centro in Puglia. Ci sono 15 parchi. Ognuno di questi ci costa sudore e rischi. Hanno cercato di malmenarmi a Barletta per il parco fluviale dell’Ofanto. La destra soffiava sul fuoco dei finti contadini che sull’Ofanto hanno edificato . Abbiamo fatto il piano tutela acque, della costa, idrogeologico. Perché si costruiva senza un piano aggiornato dopo il 1911. Poi succede come a Gallipoli, dove un palazzo sprofonda in una voragine del diametro di trenta metri…. Abbiamo aperto nel Salento una battaglia epocale contro la diossina. Abbiamo sfidato il padrone del vapore, l’ing. RIVA all’ILVA di Taranto. Ed abbiamo dovuto affrontare un governo il cui ministro dell’ambiente, Prestigiacomo, sembrava l’addetto stampa di Riva. “Vendola fa licenziare gli operai dell’ILVA” Abbiamo dovuto lottare ed essere pazienti. Ci hanno tolto 500 milioni di euro che ci servivano per pagare i fornitori della sanità. Però io ho preso un impegno con 2500 bambini di Taranto che mi hanno mandato lettere angoscianti che raccontano che in ogni aula elementare c’è un bimbo malato di cancro. Io non ho interesse a fare il presidente della regione se devo deludere quei bambini. Abbiamo provato qui a costruire un moderno e razionale ciclo dei rifiuti. Il sindaco di Maglie ha affisso un manifesto in cui ci accusa di aumento delle tariffe. Dimentica il sindaco di parlare con il nipote. Io ho sottoscritto tariffe stabilite ed approvate dalla passata amministrazione regionale. Qui nel Salento si è costruita artatamente una crisi dei rifiuti. Un gruppo di banditi di Ugento ha creato il caso. La localizzazione della nuova discarica è stata individuata in un sito che abbiamo trovato pieno di amianto. Il custode era il sindaco Ozza. Potevamo fare finta di nulla e buttare cemento e continuare. Abbiamo costretto chi ha fatto lo scempio a bonificare a proprie spese. Sei mesi di tempo. Abbiamo dovuto sopraelevare Burgesi. Però c’erano persone pagate, insieme all’assessore Scarcia, insieme a certe persone di Gemini che erano li a costruire la finta rivolta di una popolazione per finire sui giornali. Vi pare normale che in tutta la Puglia l’unico luogo che urla alla crisi dei rifiuti sia nei dintorni do Maglie? E che noi siamo così folli da fare solidarietà con la Campania raccogliendo centomila tonnellate di rifiuti suoi, essendo contemporaneamente in crisi? Non è credibile…. Proprio loro che dovrebbero tacere e chiedere scusa. Perché c’è una semplice parola che dice tutto: COOPERSALENTO…. Però ci sono speranze. Abbiamo incontrato, a Bari, 2000 ragazzi dei “principi attivi”, un progetto che abbiamo fatto dicendo ai giovani di portare progetti geniali, importanti. Li abbiamo messi in rete, non per una gara, ma attraverso la costruzione di un network. Abbiamo messo 25.000 euro su ogni idea che ha passato la selezione per portare avanti il progetto. Abbiamo fatto i cineporti, vere fabbriche di cinema con falegnami, sarti e tutto l’indotto. A Lecce e a Bari. Perchè i giovani devono partire, conoscere, studiare, ma tornare in Puglia a lavorare. Abbiamo bisogno di loro. Abbiamo investito sul turismo. Il sito della banca d’Italia dice che siamo al primo posto in Italia. Con la precedente amministrazione regionale la Puglia è cresciuta dell’1%. Oggi, nonostante la crisi siamo al più 8% di presenze e più 5% di addetti. Ci accusano di aver sprecato denaro con le notti bianche che ci sono costate 6 milioni di Euro. E’ vero… Ci siamo inventati a dicembre tre notti bianche per destagionalizzare. Duecentomila contatti sul nostro sito da fuori Italia. Migliaia di presenze. Gli studi delle camere di commercio e delle facoltà universitarie ci dicono che hanno procurato un giro d’affari di 50 milioni di Euro per gli operatori pugliesi. E’ valsa la pena. La crisi si combatte anche così. Esorcizzando la paura, recuperando i valori della comunità, fare festa, prendersi per mano, abbracciarsi, recuperare anche la socialità come un grande valore da immettere dentro la lotta politica. Ci sono motivi per spaventarsi. Sono stato in padania l’altro giorno, Bergamo, Verona, Lecco, Brescia; mi sono spaventato. Le ordinanze dei sindaci del nord “popolo della libertà”. Verona: ordinanza per lo sradicamento della panchine, sono una pericolosa calamita di socialità. I naltro luoghi 500 euro di multa per chi siede sugli scalini dei monumenti. Divieto di vendita del kepab. Il popolo della libertà? Loro non mentono quando dicono popolo della libertà. E’ una libertà specifica, proprietaria: “padroni in casa nostra”. Ritorno ai principi della terra e del sangue. Ed è proprietà predatoria “posso dare una palpatina alla signora?” Hanno sdoganato un linguaggio violento. Le donne sono trastullo per gli uomini… Sappiamo tutto della crisi della famiglia Berlusconi e ci dispiace per papy. Solo che io, per sapere qualcosa di un’altra crisi che in Puglia riguarda 2500 persone, devo comprare i giornali tedeschi. So della festa a sorpresa che papy ha organizzato per Barbara. Non so però quello che Marchionne ha detto ai sindacati tedeschi nella trattativa con l’OPEL. Non so cosa sarà dei nostri operai…. Non so ancora perché sono morte 300 persone in Abruzzo. Perché il corpo dell’imperatore si è frapposto fra noi e lo schermo della tragedia. 300 persone non sono state uccise dal terremoto. Sono state uccise dai palazzinari. Da chi ha costruito facendo il cemento disarmato… Attraversando l’Italia ci si accorge di quanto sia fragile, spolpato il nostro territorio. E’ un paese, il nostro, che non ha bisogno di costruire le piramidi per Berlusconi. Il ponte di Messina. Ho preso 4 querele in poche ore, una in particolare mi ha fatto molto piacere. Ho detto che il ponte unisce non due coste, ma due cosche. E’ così. Non c’è solo il rischio di infiltrazione mafiosa, c’è la certezza. Dal 1984 a oggi ci sono circa 140 morti ammazzati per l’accaparramento dei terreni dalle due parti. Ora faranno opere ingegneristiche a terra e lo sbancamento delle coste. Il ponte non si farà, non reggerà al terremoto, neppure al vento…. Altri sono i problemi. Abbiamo un sud a rischio crolli. Ho dovuto abbattere un ospedale a Foggia. Qualcuno ha speso 30 miliardi di vecchie lire per metterlo in sicurezza. C’è un’Italia che deve guardarsi allo specchio, vedere le proprie ferite, la propria bellezza. Invece stiamo andando indietro. Feriti i diritti sociali, civili, lesionati i diritti umani. Nei giorni in cui urlavano “svegliati Eluana” nella mia famiglia abbiamo dovuto affrontare il dramma di staccare un respiratore. Guai se uno fosse entrato a casa mia in un momento così doloroso e si fosse permesso di dire una sola parola di giudicare. Non posso immaginare che Sacconi entri a casa mia e mi dica cos’è morale. Voglio decidere io come morire e come vivere. E se quel che dico è un errore voglio vivere l’errore. Perché lì c’è la libertà e la laicità dello stato. Diritti negati perché educhiamo una generazione alla precarietà. Noi in Puglia una sbarra l’abbiamo spezzata. 7500 lavoratori della sanità precari sono ora stabilizzati. Ed ora abbiamo una certezza: “L’Italia non sarà un paese multietnico”. E’ arrivato in ritardo Berlusconi. La civiltà multietnica c’è da qualche millennio in Italia, soprattutto al sud. Dobbiamo sradicare i nostri centri storici con le viuzze arabeggianti? Dobbiamo andare in grecìa a dire che è vietato parlare grico? O andare a Calimera a cancellare quella frase grica che dice “forestiero tu non sei a Calimera” ? Altro mondo, altro che la padania. Costruivamo la civiltà più avanzata del mondo quando lassù erano ancora indietro anni luce. Si rilassino. Sull’altare della basilica di Bari c’è una scritta incisa che dice Hallah akbar , Dio è grande. Devo dore al vescovo di cancellarla? E San Nicola, vescovo di Mira, era negro. Se San Nicola fosse venuto qui adesso sarebbe in un CPT o in un lager libico. Sono tempi barbarici, melmosi. Sono colpito e sconfitto dalla volgarità al potere. Vivo con dolore questo tempo. Ho chiesto alle sinistre di accorgersi che siamo tutti sconfitti. E’ tempo che la smettiamo di combatterci come tribù nemiche. E’ tempo di unirsi e che ognuno porti la propria differenza non come minaccia, ma come dono in una grande casa della sinistra. Sinistra e Libertà deve diventare un partito. Con un processo costituente per una sinistra grande. Le storie che sono confluite devono essere guardate con ammirazione…. Sono contento e grato ai compagni verdi che ci hanno insegnato molto in fatto di ambientalismo, non possiamo cambiare nulla se non avremo la visione della centralità della questione ambientale. Ai compagni che portano il riferimento alla storia del socialismo italiano. In quella storia c’è l’origine del movimento operaio… Sinistra perché senza di essa c’è molta solitudine. La Libertà dobbiamo liberarla. E’ stata sequestrata dalla destra, l’ha trasformata in un prodotto di plastica. Libertà è partire dalla dignità individuale. Libertà per i bambini e per i loro diritti nelle scuole e fuori. Per gli anziani che non debbono essere un peso. Per le donne che non devono essere schiave di un vecchio patriarcato berlusconianamente rinato. Libertà per le persone e per i migranti. Libertà per quella ragazza di 17 anni ammazzata su quel barcone dalla nostra miseria umana. A quella ragazza dedicheremo una cosa importante della regione Puglia. Dobbiamo cercare i voti senza camuffare le nostre ragioni. I nostri lutti per quella ragazza. Non una ragazza nera. Una nostra ragazza. E’ lei al centro delle nostre passioni. 14/5/2009 |
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