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Sezione "Pio La Torre" Alliste PoliticaDiritto calpestato fra dis-egualianze di censo e di razza 9 maggio 2009: Un giorno da ricordare di Gianni Ferraris E così succede che abbiamo a capo del governo un signore che, dice la magistratura con una sentenza, è corruttore oltre che evasore fiscale. Uno che, se non si chiamasse papy, non esiteremmo a definire avanzo di galera. Certo, siamo garantisti ed attendiamo l’appello e la cassazione. Almeno, l’attenderemmo, ma qui non si può. Perché non sapremo mai se papy è colpevole o meno. Lui si è fatto una legge che lo rende non processabile. Mi stavo chiedendo se questa situazione è molto diversa da quella di altre persone che, per non incappare nelle reti della giustizia, sono fuggiti in Francia piuttosto che ad Hammamet. Potremmo chiamarla una fuga legalizzata, una latitanza legale. E se una persona, sia essa papy o meno, si rifiuta di sottoporsi a processo, di difendersi nelle sedi opportune, il sospetto che non sia proprio così candidamente innocente si insinua. E il garantismo si infrange contro un muro. La magistratura è cattiva con papy. Manca solo che lo accusino di abigeato e c’è di tutto. Però come stalliere aveva Mangano, non ci dovrebbe stupire neppure quello. Ma non sapremo mai. Lui non è processabile. Una persona democratica si sottoporrebbe a giudizio per fare piena luce sulla sua integrità. Già, un democratico. Non andrà dai giudici, ma in parlamento a riferire. E ci fa sapere che in quella sede dirà tutto quello che pensa dei magistrati. Aria brutta tira nelle istituzioni. Anche La Russa dice che la magistratura ce l’ha con Papy. E se lo dice lui che di democrazia se ne intende…. Nella stessa giornata un’altra notizia niente male per una bella botta alla democrazia. Una preside di Genova entra nelle classi, scrive sulle lavagne i nomi degli immigrati e impone loro di portare i permessi di soggiorno. E lo fa prima che la cosa venga imposta per legge da un governo leghista xenofobo e razzista. Segnale inquietante che proviene da una persona che dovrebbe educare, non escludere. Si è sostituita, la signora preside, agli organismi addetti al controllo, facendo le sue liste di proscrizione. Maroni, Borghezio, la Russa ringraziano la delatrice. Ricordi di un periodo nero per l’Italia. Quando anche al bar si doveva stare attenti a non parlar male del duce. C’era sempre un barista o un avventore che andava a riferire. E poi ci dicono che siamo in un paese democratico. 20/5/2009 |
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