Sezione "Pio La Torre" Alliste

Politica

Referendum: Non votare, Non votare, Non votare

di Gianni Ferraris

 Brano tratto dal piano di rinascita democratica del Sig. Licio Gelli.

…l'immediata nascita di due movimenti: l'uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra) e l'altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale). Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini  politici ed esponenti della società civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l'anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale. Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacità, onestà e tendenzialmente disponibili per un'azione politica pragmatistica, con rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da parte della pubblica  opinione è da ritenere inevitabile” 

Ho letto  le motivazioni per il SI-SI-SI del PD di Alessandria ai referendum, e cerco di capire.

…”ecco la spiegazione dei quesiti e perché votiamo SI:

Il primo e il secondo quesito prevedono premio di maggioranza alla lista più votata e innalzamento della soglia di sbarramento. Finora il premio di maggioranza per chi vinceva le elezioni, alla Camera e al Senato, era dato alla "singola lista" o alla "coalizione di liste" che otteneva il maggior numero di voti. In questo modo, però, la soglia di sbarramento è quasi inutile: se un partito non supera la soglia minima di voti per entrare in parlamento, ci può entrare lo stesso (e con il premio) se fa parte della coalizione del vincitore. E si aumenta il rischio dei ricatti di partiti anche piccolissimi, come quello di Mastella, che ha causato la caduta dell'ultimo governo Prodi! Votando SI, il premio di maggioranza viene finalmente attribuito alla lista singola (e non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi: il primo che arriva governa.”

Traduzione: assestiamo il colpo definitivo a tutto quello che sta alla nostra sinistra. Se un partito ottiene il 25% del voti ed è il primo, è giusto che abbia il 55% dei seggi. Ognuno interpreta la democrazia come  meglio crede.  Inoltre  facciamo in modo di mantenere ben salda la maggioranza del PDL per il prossimo ventennio almeno. Governabilità garantita. Sul come e da chi è ininfluente. Due piccioni con una fava:

1 -  Ci liberiamo di Fava, Vendola e compagni pensando di convogliare i loro voti sul   grande partito di : Veltroni, Rutelli, Binetti e Franceschini. (un tempo erano Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer, oggi siamo moderni, vuoi mettere Veltroni con Togliatti?) . Esaustiva la spiegazione che il PD offre sull’innalzamento dello sbarramento. “Oltre noi il deserto” sembrano dire questi novelli amanti di una legge molto simile a quella definita “truffa” molti anni fa.

“Mac dimm un po’ l’Alcide cosa el fa? Adess l’a inventà la legge truffa. I giurnal a Milan piassa del Dom, la gent cunt i cartel comunista. La legge truffa no non passerà, PCI votate per la verità. L’è andata mal Alcide nient de fa, Alcide ciapa su e porta a ca…” (Ivan Della Mea)

(per gli amici salentini: Ma dimmi un po’ l’Alcide cosa fa? Adesso ha inventato la legge truffa. I giornali: Milano, piazza del duomo, la gente con i cartelli comunisti: La legge truffa no non passerà, PCI votate per la verità. E’ andata male Alcide, niente da fare. Alcide prendi e porta a casa.)

 2 – Mettiamo una bella lapide sulla riforma elettorale.  L’obbiettivo dichiarato è quello di farla finita con la pluralità. Meglio un sano dualismo evitando tutte le sfumature presenti nella società.  Anche a costo di garantire solo, allo stato attuale, il partito unico delle destre. Il confronto con le minoranze è roba da prima repubblica, oggi siamo tutti  bipartitici. Soprattutto a destra lo sono. Avrà senz’altro pochi problemi  Storace ad omologarsi all’attuale capo del governo. Diverso è il caso di chi vuole dialogo anziché appiattimento. O di chi vede nell’uniformità  l’inutilità di andare a votare. Cari amici del PD,  l’America è lontana ma può avvicinarsi molto. Soprattutto per quanto riguarda le astensioni.

“Il terzo quesito riguarda l'abrogazione delle candidature plurime in più di una circoscrizione per uno stesso candidato.
L'eletto in più circoscrizioni, attualmente, decide il destino di tutti gli altri candidati…”

Traduzione: l’attuale legge elettorale  è sacra ed intoccabile, quindi vanno bene piccole correzioni, così facciamo la nostra porca figura di progressisti, lasciando  per scontato ed ovvio che la destra al governo non vogliamo schiodarla.   

“AL REFERENDUM VOTA E FAI VOTARE........SI, SI, SI!”

Traduzione: se vuoi dare la possibilità ai due partiti maggiori di fare terra bruciata di tutto il resto e soprattutto se vuoi mantenere saldo al governo Berlusconi o un suo omologo (visto che non sta passando un periodo molto roseo il Silvio) con le mani libere, vota SISISI. Se invece rimane un po’ di speranza in quella cosa strana che chiamiamo democrazia e pluralità di idee e di visione della società, possiamo tranquillamente rifiutare quelle schede omologatrici e   utili solo al berlusconismo. L’unico voto utile è il non voto.

19/6/2009

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