Sezione "Pio La Torre" Alliste

Politica

Utilizzatore finale

di Gianni Ferraris

"Ancorché fossero vere le indicazioni di questa ragazza, e vere non sono, il premier sarebbe, secondo la ricostruzione, l’utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile..." (Avv. Mavalà Ghedini)

Utilizzatore finale. La terminologia usata dall’esimio avvocato la dice lunga sulla considerazione che ha delle donne, e probabilmente delle persone in genere, dei sottoposti. Nulla avrei obiettato  se avesse parlato di rapporto fra maggiorenni consenzienti. I regali, siano essi bracciali, catene, anelli o quattrini, sono affari loro. Però in questo caso non si tratta di cadeaux, ma, in quanto “utilizzatore finale” di un pagamento, esattamente come una lavatrice o un cellulare. E’ questo il vero scandalo, non certo i comportamenti sessuali del mandrillo dopato capo del governo. E, indegnità su indegnità, lo scandalo è nel promettere concessioni edilizie in cambio di altre concessioni.

Non penso siano i comportamenti in sé da condannare, neppure da giudicare, ritengo però che il confine fra vita pubblica e privata sia proprio la concessione edilizia, piuttosto che una candidatura, l’utilizzo di un aereo di stato piuttosto che continue menzogne a chi da questo viagra-dipendente deve essere governato. Sarebbe facile ironizzare, ma qui ci troviamo di fronte ad una concezione delle persone e delle cose che segna la differenza fra avere un’ideologia piuttosto che un’altra.  Ritenere che l’immigrato sia pura forza lavoro da utilizzare finché serve, salvo poi  farlo tornare a casa quando è “esubero” travalica la dignità delle persone. “Siamo come le sigarette, ci usano quando serviamo e poi ci gettano via…” non mi stanco di ricordare questa frase detta da uno di loro usato per raccogliere pomodori. Non mi scandalizza il fatto che il sultano non sia “penalmente perseguibile”, mi indigna il suo considerarsi “utilizzatore finale”.

E ricordo che solo pochi mesi prima aveva lamentato la sua impossibilità di avvicinarsi alla comunione in quanto divorziato. E ricordo quanto, in nome e per conto del papa, si spese contro il signor Englaro. Quale capolavoro di ipocrisia in tutto questo. Se non è penalmente perseguibile, è comunque  eticamente condannabile alla massima pena: il disprezzo. Rimane immutato il principio di non condannare nessuno prima di avere prove certe. In questo caso però quand’anche si trattasse di una montatura ordita da D’Alema che detta la linea editoriale a qualche decina di giornali sparsi per il globo,  quell’”utilizzatore finale” è prova provata di xenofobia linguistica, di razzismo ideologico, di fascismo proto leghista ed etico. E aspetto con ansia i trottolini amorosi del suo governo: le Gelmini, le Brambilla (quella che si sloga il braccio perché troppo teso nel saluto romano) e via dicendo. Aspetto che dicano qualcosa. Una botta d’orgoglio per Dio, le utilizzate finali di oggi, domani potrebbero essere vostre sottosegretarie.

24/6/2009

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