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Sezione "Pio La Torre" Alliste PoliticaImmaginaria (?) lettera al ministro della giustizia Alfano detto “il lodo” di Gianni Ferraris Pregiatissimo, illuminato e dotto Signor Ministro della Repubblica Alfano, Noi sottoscritti: Antonio, 85 anni, pensionato a 1200 € al mese, non totalmente autosufficiente. Luisa, 82 anni, pensione di 800 € mensili, malata di alzheimer. Carlo, 78 anni, bisognoso di continua assistenza. Tiziano, 55 anni, gravemente disabile fisico e psichico dall’età di 8 anni. Apprendiamo dalla TV che da oggi siamo a tutti gli effetti dei criminali. Le norme approvate con l’imposizione della fiducia ci hanno infatti resi colpevoli di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Proprio come i signori che affittano i loro bilocali a prostitute immigrate, proprio come gli scafisti, proprio come gli impresari che mandano quei poveretti su impalcature senza alcuna sicurezza. E siamo passibili, dice la TV, di multe fino a 5000 euro e della detenzione. Caro Signor Ministro, la detenzione non ci fa alcuna paura perché Lei dovrebbe essere al corrente che oltre una certa età il carcere non è previsto. In quanto alla multa potrà accedere alla cessione del quinto della pensione, così giustizia sarà fatta, oddio, saranno tempi lunghi, però contiamo di vivere abbastanza per poter estinguere il debito con la società che Lei, Signor Ministro, degnamente rappresenta. Raggiungerà così il suo scopo, Signor Ministro, di impedirci di dare quel poco che possiamo alle nostre badanti se privati di una pensione già misera. Perché noi, caro giovane Ministro, abbiamo bisogno di assistenza quotidiana. E perché ricorriamo a signore che ci accudiscono ogni giorno. Da oggi però anche loro sono criminali. Ree del peggior reato che si possa immaginare: voler vivere. E le nostre assistenti sono passibili di multa da 5000 a 10000 euro. Signor Ministro della Repubblica, non hanno tutti quei soldi le signore che stanno con noi. Perché mandano a casa loro quello che guadagnano per allevare figli che vedono una volta ogni due anni. Certo, Caro signor Ministro, forse Lei pensa di rifarsi sui nostri figli, correi, che lavorano, magari precari, ma hanno il tempo, l’età e la possibilità di finire in galera. Però sappia, Signor Ministro, che gli unici colpevoli siamo noi. Non permetteremo che i nostri congiunti paghino per reati commessi da noi sordidi criminali. Quindi, Signor Ministro della Giustizia, chiediamo sommessamente di estendere una piccola norma che renda veramente la legge “uguale per tutti” come c’è scritto nei nostri tribunali. Estenda anche a noi il suo lodo. Lei se ne intende, Lei può, Lei sa come fare. Signor Ministro, lodi anche noi per favore. Terminiamo dicendo che non possiamo che ringraziare le varie Tatiana, Maria e via dicendo che stanno sacrificando le loro vite in attesa di un maledetto pezzo di carta che dica loro che hanno diritto a sopravvivere. Permessi che arrivano a rilento, Ignobili ritardi sulla pelle degli italiani prima, degli stranieri poi. Certi di un benevolo accoglimento della richiesta porgiamo prostrati saluti. Antonio, Luisa, Carlo, Tiziano, sono nomi di fantasia. La loro situazione è invece assolutamente vera. Li conosco uno ad uno. Però non mi sostituirò alle orde dei rondaioli o dei poliziotti che da domani avranno l’onere di andare casa per casa a stanare pericolosi criminali intenti ad imboccare o pulire un anziano, quindi non denuncio. 5/7/2009 |
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