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Sezione "Pio La Torre" Alliste Politica Panettieri, domande e perdonanze di Gianni Ferraris Immaginiamo un paese nel deserto. Lontano 1000 km dal più vicino centro abitato. L’unico fornaio della città decide, ad un certo punto , di non vendere più pane, ma solo matite copiative. La gente chiede timidamente pane, ma lui niente, dice che non è più tempo di pane, che si è modernizzato. Anzi, a pensarci bene si pente di averne venduto troppo e addirittura chiede scusa. Ad un certo punto un signore, noto consumatore abituale di grissini che non ha mai acquistato una sola pagnotta, dice che il pane è indispensabile. I garzoni del fornaio ci ripensano ed iniziano, timidamente, ad accendere il forno. La folla applaude. Perché da un locale dove c’è un forno era assolutamente ovvio che uscisse pane. Non serviva applaudire un fornaio che sforna pane, era un fatto encomiabile ma scontato. Gli applausi a Fini della festa del PD sembrano un inno liberatorio per gli annichiliti democratici dopo che il fornaio Valter aveva deciso di vendere matite marca Binetti. La seconda repubblica ci porta anche a pensare “meno male che Fini c’è”. Mentre scrivo apprendo dalla radio che abbiamo un altro primato di cui andare fieri. Mai nel mondo era successo. Il signor S. Berlusconi ha querelato le domande che un giornale gli ha rivolto. Una volta alla domanda del giornalista si poteva rispondere o meno, si poteva anche dire di non condividerne i toni. Mai è successo che si querelasse chiedendo un milione di euro di risarcimento, alla faccia della crisi. Bella storia veramente. Ma non finisce mica qui. Berlusconi S. doveva andare a L’Aquila a scambiarsi un segno di pace con la CEI dopo le porcherie dei cadaveri che galleggiano nel mare nostrum. Giusto prima di partire per la Libia, a suggellare un accordo la cui segretezza fa inalberare l’Europa i europei. Perché ritengono che gli accordi dovrebbero essere trasparenti. E se a qualcuno venisse in mente di vendere armi? Che malpensanti questi europei. A L’Aquila avrebbe partecipato al giorno della perdonanza. Tutti i peccati emendati con il semplice gesto di recarsi in loco e pentirsi, fare ammenda. Tarallucci e vino insomma. Un paio di giorni prima, però, la CEI fa sapere che per la chiesa il signor Berlusconi S. non potrà accedere ad alcun indulto in quanto divorziato. Qualche maligno pensa: “e non solo”; altri ricordano che fu lo stesso Berlusconi S. a chiedere alla santa sede un “lodo divorziati”, lui voleva proprio farla la comunione, a Villa Certosa c’era posto anche per una chiesetta, del tipo: casa e lavoro. D’altra parte il signor S. Berlusconi aveva dato prova provata di etica e morale, dall’alto del suo concetto in materia non ha esitato un attimo a dire a noi come comportarci con la nostra vita, ha legiferato su come morire (noi), alle donne dice che la RU è immorale. Insomma, è in odore di santità. I ritiri spirituali a villa Certosa ne sono un limpido esempio. Ma la chiesa non capisce. Cardinal Martini peggio di Ezio Mauro. Dopo il grande rifiuto deve aver pensato a lungo. Ghedini gli avrà detto che non può denunciare il papa e tutti i cardinali per calunnia. Non ha convocato la conferenza stampa programmata per dire che lui non ha mai divorziato. E’ stata la sua prima moglie a farlo. Veronica è solo sciocca, si fa corrompere da Repubblica. Chiedere a La Russa di organizzare un’invasione del vaticano non era il caso. Bisogna fare buon viso a cattivo gioco. Però, forse in un conclave con gli strateghi Bossi, Castelli e Capezzone, avrà anche pensato “se dimostro che siamo tutti uguali va a finire che un comportamento discusso diventa norma, tutti colpevoli nessun colpevole”. Detto fatto. Il giorno dopo il signor Feltri, direttore di un giornale di proprietà della famiglia Berlusconi, che quasi fosse “il direttore a orologeria”, esce con un bell’editoriale in cui dice che due anni prima il suo collega a capo del giornale della CEI aveva fornicato (reminiscenze, nessuno di noi sapeva assolutamente cosa significasse. D’altronde la parola “masturbazione” era vietata quando ero piccolo). Scoppia la bomba, Silvio si mostra scandalizzato per questa uscita del suo giornale e dice subito che Feltri è uno sciocchino. Però, dopo averne sentite tante di cose dette, smentite, ridette, scoperte affossate, insabbiate, rinvenute. Dopo averci abituati al fatto che qualcuno fa un’affermazione salvo poi negarla categoricamente poche ore dopo anche davanti alle registrazioni televisive. Dopo aver riflettuto su chi è l’unica persona che può trarre vantaggio da questa porcheria. Un dubbio, neppure troppo piccolo, viene nel pensare a chi avesse innescato il timer di Feltri. Fossimo in una democrazia non inquinata forse i suoi stessi alleati si porrebbero qualche domanda. Almeno la faccia potebbero tentare di salvarla, anziché difendere a spada tratta ogni cosa. Ed è dell’ultima ora l’annuncio di Bossi: “andrò in Vaticano a dire al papa che la lega è cattolica”. Nel frattempo ha dato alle stampe un accurato studio di uno dei più noti storici padani: Borghezio. Si dimostra che Betlemme fosse in realtà una frazione di Bergamo, (betlem di hut in dialetto), i re magi erano falegnami della Brianza che portavano in dono: Polenta, Caseula e bagna cauda. La mucca era sicuramente valdostana e l’asino indubitabilmente padano e, per conseguenza, leghista. 1/9/2009 |
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