Sezione "Pio La Torre" Alliste

Politica

Nello stesso stile de "Il Giornale" , l'omologo foglio di casa PD, "Il Riformista", con l'articolo firmato dal vicedirettore Stefano Cappellini "Che sVendola" , manda a dire al Presidente della regione Puglia che deve togliere l'incomodo. Per la sua alta indegnità vi invitiamo a leggere l'articolo di Cappellini che gronda odio in quantità industriali. Possiamo tranquillizzare Cappellini dicendogli che la vittoria di Vendola si colloca metà strada fra un incidente e un miracolo, per cui difficilmente ripetibile, a meno di uno scatto di reni del popolo pugliese. Ci consoliamo con il commento di Gianni Ferraris, commentatore non sospettabile perché, forse per sua fortuna è nato in Piemonte.

Ma che sta dicendo Cappellini?

di Gianni Ferraris

Limitiamoci a rifletterci sopra, a pensare, incazzarci se è il caso. Scegliere come e per chi votare guardando in faccia i candidati.  Quando la politica era coinvolgente, quando era questione di scelte di campo, di idealità, di programmi e prospettive diverse ma dialoganti, o litigiosamente fiere della loro “unicità”. Allora eravamo, è vero, nella repubblica detta “prima”. Quella che, però, inciampò sulle tangenti. Quando molti esponenti di un partito, sedicente di sinistra come il PSI,  faceva del business, del denaro, la forza motrice della democrazia. Si sono resi colpevoli di aver rarefatto le differenze ideali fino ad unificarle. "Sono tutti uguali".

E' vero, i socialisti che rubavano erano esattamente uguali agli altri ladri. Quelli che rubavano, solo loro.  E il Berlusconi di oggi è figlio, e ne è stato amante, sodale,  di quel Bettino morto latitante. Poi tutto è cambiato. Ed è arrivata la repubblica detta “seconda”. Ha vinto non solo le elezioni il capo di tutte le ville Certosa, ha vinto nella filosofia e nelle (in)coscienze. E’ passato quello che potremmo definire il “modello nani, saltimbanchi e ballerine”: si portano in alto utili idioti e le majorette della televisione, purché si limitino ad essere prostrati (in senso lato) al padrone,  ad ogni costo e si limitino a  difenderlo in ogni occasione, meno pensano, meglio è. Tralascio il capitolo del "piacere personale offerto in cambio di...". Però le leve del potere stanno nel denaro (ancora una volta e sempre di più) e nella assoluta mancanza di ideologie. Spazzate via come vecchi arnesi. Così i fascisti sono diventati “popolo delle libertà” dicendo che prima non è che sbagliavano proprio, al massimo ammettono qualche scorribanda fanciullesca nell’estremismo. 

Dall’altra parte nasce una cosa strana:  un partito che vuole coniugare la Binetti con il pensiero laico, con i nefasti ”ma anche” di veltroniana memoria, che hanno tanto contribuito alla vittoria del razzismo leghista e della spudoratezza berlusconiana nelle scorse elezioni. Un partito "liquido" (qualcuno spieghi cosa diamine significa) che ha unito il liberismo (s)frenato con una democrazia controllata e fieramente globalizzatrice. Ho sentito qualcuno dire, in pubbliche riunioni, “dobbiamo scusarci per essere stati comunisti”. Buttando alle ortiche il bambino e l’acqua sporca. Quasi il comunismo italiano, quello della resistenza, della via italiana al socialismo, quello dello strappo in tempi non sospetti con l’unione sovietica, fosse stato il male assoluto in Italia. Santificando, per proprietà transitiva, tutto il resto, Berlusconi compreso. Per contro non ha mai sentito nessuno dire "dobbiamo chiedere scusa per aver dialogato con la mafia". Molti procedimenti in tal senso sono bloccati infatti da varie immunità parlamentari.   Oltre che da leggi fatte ad hoc. Il padrone delle TV è presidente del consiglio? “E’ la democrazia, ragazzo”. Il cavaliere dai finti capelli assume Mangano? “Siamo pluralisti, ragazzo”.

Vendola, in questo desolante quadro, ha   offerto la sua storia personale al servizio della regione che governa, ha osato, nel luccicante mondo delle TV e di quelli che corrono da soli, parlare di sogni. L’attacco che si fa a lui personalmente in questi giorni è talmente speculare a quello che coinvolge personaggi villacertosini, da destare qualche sospetto per la tempestività con il quale giunge. Quasi stessimo assistendo a un Feltri ad orologeria. Il padrone innesca, il direttore si inchina ed esegue. Altro che libertà di stampa. Da Feltri a Fede Emilio non ci passa uno spillo, entrambi proni (o supini, dipende). Una tempestività già sperimentata nella  perla dello Jonio, pervasa da rifiuti che evaporano improvvisamente il giorno dopo le elezioni provinciali. Ricordiamo i boatos in terra fittiana: “E’ colpa di Vendola e di Pellegrino, non possiamo farci nulla”.   Sono passate 24 ore dalle elezioni e il problema è stato risolto. Meraviglioso, Gabellone ancora non sapeva di aver vinto e già risolveva i problemi di Gallipoli.   Hanno tenuto in ostaggio i gallipolini e le persone per bene.

 Se le accuse agli  assessori regionali si riveleranno fondate sarà forse il caso,  per Vendola,  di costituirsi parte civile e lesa contro i cretini che hanno fatto del simil - berlusconismo la loro religione e il loro agire politico. E sarà forse il caso di passare ai raggi x i futuri eventuali candidati alla giunta regionale. Non dimentichiamo che Vendola non è, allo stato delle cose, su nessun registro degli indagati.  E non dimentichiamo che il maggior avversario di Vendola, quel Fitto incidentalmente ministro, si è salvato da un mandato di arresto grazie solo all’immunità parlamentare. Definire “beffarde” le prese di posizione di Vendola, gli azzeramenti di giunta, è quanto meno poco onesto intellettualmente. Non risulta, infatti, da nessuna parte altra un comportamento simile.

Ci sono sindaci indagati che non azzerano alcunché, ci sono ministri con talmente tanti faldoni aperti nelle varie procure da non tenerne più il conto. Ci sono deputati ricandidati senza ben sapendo del loro inserimento in inchieste dove manca giusto il reato di abigeato per fare  l'en plein.   C’è un primo ministro che non può essere processato solo grazie a leggi ad personam, che dice “la colpa è della sinistra”. Non si sottopone a giudizio perché dice “la magistratura mi odia”. Con buona pace dello stato di diritto, della costituzione, dell’onestà intellettuale. Vince il più furbo e il più appariscente, vince il più ricco.  E pare abbia ancora un consenso blindatissimo, anche da quei finti cattolici che la domenica vanno in chiesa a pregare, e il lunedi plaudono al pluridivorziato libertino. Bella storia.  Chiedo scusa, preferisco i sogni di Vendola. Il problema grosso della sinistra è quello di non aver saputo far passare un messaggio vincente altro, diverso, di onestà. Perché se stravince il berlusconismo il problema per la democrazia c’è. E perchè anche partiti oppositori ai saltimbanchi di governo accettano di combattere sul campo della destra, non osano osare.   

Sacrificare Vendola in nome e per conto di un’alleanza con Casini, come vorrebbe anche una parte non so quanto grande del PD , è cosa , questa si, veramente scorretta politicamente, eticamente, umanamente. Ed è una scelta che si farebbe  in nome di un’alleanza nuova  (anche se molto probabilmente perdente), ma di un ritorno al passato, senza nulla concedere ad altre possibilità ed opportunità. Ma soprattutto è un modo per tentare di togliere di mezzo una volta per tutte ogni cosa che sta a sinistra di quel partito. Il sogno veltroniano che si avvera. La tradizione che si ripropone. Quella del PCI che non ammetteva alcunché alla sua sinistra.  L’amministrazione Vendola è quella dei sogni, ma è quella che ha realizzato qualcosa di  fittianamente inammissibile: trasformare la Puglia nel maggior produttore di energie del sole e del vento. E’ quella che sta portando Bari e Lecce al centro del mondo del cinema, con posti di lavoro per scenografi, falegnami, elettricisti ecc. Così diversa dalla Puglia delle future centrali nucleari voluta da altri. O dei depositi di scorie stoccate che verranno, nonostante le registrate e archiviate promesse delle destre in campagna elettorale, quando tutti si sbracciavano nel dire "in Salento mai". Forse quei signori non hanno letto i rapporti dell'Enea. O non sono a conoscenza di quel che è noto al governo sulle localizzazione. E non hanno neppure parlato con greenpeace che ha pubblicato rapporti dettagliati in materia.  O non sapevano o mentivano.  E’ così diversa la Puglia del deputato Barba, del ministro Fitto, del sottosegretario Mantovano, che in parlamento tubano e si prostrano ai desideri della lega nord, vanno a braccetto con Calderoli, il quale nei suoi comizi al nord  li chiama terroni. O con Salvini che canta le porcherie razziste che conosciamo. A questi votatissimi deputati sarebbe bene chiedere conto. Coerenza vorrebbe che si ponessero il problema di difendere le persone che li votano liberamente, anche da Bossi e da Calderoli anziché usare due pesi e due misure: meridionalisti in Puglia e prostrati ai razzisti della lega in parlamento. Quasi i voti ricevuti fossero di loro proprietà. Quasi li avessero comprati anziché ottenuti. Ma ben sappiamo che in  democrazia, i voti si ottengono, nessuno li può acquistare. O no?  

L’impressione  è semplicemente che sacrificare la ricandidatura Vendola sia una sconfitta per quel che rimane della sinistra tutta, anche per quella parte del PD che ancora crede in una possibile democrazia. E soprattutto che se perdiamo anche la capacità di avere un sogno, la vita sarà molto più cupa e noiosa, oltre che più villacertosina.

 E qui mi fermo. Senza certezze e con molti dubbi sul futuro prossimo. Saluti

9/9/2009

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