Sezione "Pio La Torre" Alliste

Politica

Un governo che non governa, la privatizzazione della sete, la balbuzie del PD sul Nichi Vendola

L’ex costituzione, l’acqua, il governo,  le alleanze.

di Gianni  Ferraris

Sono le amenità raccontate dalle cronache in questi giorni. Una volta c’era la “Costituzione della Repubblica Italiana”. Poi è arrivato il governo di villa Certosa ad eroderne piccoli pezzi fino a scarnificarla. L’uscita indecorosa di Schifani “se la maggioranza non è unita si va al voto” è solo l’ultimo attacco alla carta delle regole che governano, almeno dovrebbero farlo, l’Italia. E’ un disconoscimento bello e buono. Le camere possono essere sciolte esclusivamente dal Capo dello Stato, recita la Costituzione. Ora siamo all’assurdo che il vice capo di Stato dice chiaro e tondo che le camere le scioglie la maggioranza. In spregio alla sua carica.  E’ un messaggio neppure velato allo stesso Presidente della Repubblica. “Guarda che se andiamo sotto in qualche votazione tu non provi a fare proprio nulla, si va immediatamente al voto”. Dove sono finite le prerogative? Dove gli steccati? Dov’è finito il ruolo di garante che le massime cariche dello Stato debbono avere? Soprattutto dov’è andato a nascondersi il giuramento che è stato fatto? Sarebbe esagerato pretendere da chi riveste alte cariche di attenersi alla Carta? Schifani in questo momento non può essere un uomo di partito, ma delle istituzioni. E deve rispettarne ogni piccolo dettaglio. Se vuole fare  comizi ai mercati rionali, si dimetta. 

Intanto si vota   il decreto che vuole privatizzare l’acqua. Ci siamo dovuti vergognare per  aver assistito al deprimente spettacolo di un presidente del consiglio che racconta barzellette, per altro vecchie e già dette in più occasioni pubbliche. L’occasione era ghiotta:   si parlava della fame che ammazza un bambino ogni 5 secondi. Lui, da buon papi e scafato psicologo, sa che ridere aiuta a vincere anche la fame. L’ha imparato da Apicella “canta che ti passa”, diceva. Lui ha sostituito canta con “ridi”. E moriva dal ridere leggendo che l’Italia guidata da lui è all’ ultimo posto per il mantenimento degli impegni assunti verso il terzo mondo. Ed ha cinguettato con il suo compare di merende Gheddafi, sempre con ilarità. Il colonnello però ha voluto segnare il territorio. 200 ragazze alla sua festa. Altro che le poche sciacquette di villa Certosa.  Dopo questo scempio, volete che ci stupiamo per il semplice fatto che sua maestà voglia regalare ai privati l’acqua che è un bene universale? Un tempo non si poteva tagliare l’acqua neppure ai morosi. La Francia sta tornando indietro su questa scelta sciagurata.  E’ pur vero che da oltre 10 anni ci sono, in Italia, delle SPA a gestire i servizi, sotto il controllo pubblico comunque. In questi anni che è successo? Le tariffe sono aumentate del  60% , mentre gli investimenti hanno un segno meno pari a 300 miliardi.

Non serve fare uno scoop per sapere quali appetiti susciterà questa sciagura. Chi gestirà l’acqua al sud? Chi a Milano?  Quanti e quali capitali “scudati” (per usare un neologismo in voga) verranno riversati in queste operazioni? Qualcuno conosce magnanimi privati che investono per la gloria e per il popolo? Che faranno  per riparare gli acquedotti che perdono attualmente il 60% del prezioso liquido?  Forse  andranno a lezione dall’ACEA di Frosinone, città leader in fatto di privatizzazioni.   Ha solo aumentato 4 volte più del consentito le tariffe,  solo per la normale amministrazione. Il resto verrà pagato dall’aumento indiscriminato delle bollette, ovviamente.  L’energia elettrica è privatizzata, però esiste un’autority che ne impone i prezzi massimi, la concorrenza si fa sotto quella soglia. Per l’acqua nulla di tutto ciò.  Chissà quale barzelletta sta preparando il capo di villa Certosa per quei 900 milioni di persone che nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile. Lui ai funerali ci va giusto per dire amenità e facezie, mica per altro. Durante le dichiarazioni di voto per questa indegna scelta, un deputato (pochissimo onorevole) del PRI, per giustificare il suo re, ha detto che in Italia si spreca acqua perché “…costa troppo poco, aumentiamola e vedrete che risparmieranno”. Questione di punti di vista, questione di intelligenza più o meno acuta. Quel signore che vuole aumentare le tariffe ha uno stipendio da parlamentare.  

A quando la privatizzazione dell’aria?  Un bel conta respiri, il Totò Riina di turno  a emettere bollette. Tempi duri per gli innamorati e i loro sospiri d’amore. 

Il governo invece sta fibrillando un po’. Fini non ama Berlusconi. Schifani detesta Fini. Maroni è detestato da Fini e un po’ anche da Schifani. Bondi ama tutti quelli che pensano come Berlusconi. Bossi, che in certe occasioni è più avveduto del suo ruolo di ministro, rispetto ad altri, non lo dice, ma lo pensa ogni sera prima di coricarsi: “io ce l’ho duro”. Non ricorda più di cosa parla, però sa che fa deve pensarlo intensamente.  

Il problema delle alleanze è invece dirompente nel centro sinistra. Aspettiamo con pacata calma Bersani e le sue mosse. Al momento duetta con Di Pietro su chi è più antiberlusconiano di chi. Casini fa come quelli che  aspettano il miglior offerente. Solo in Puglia ha le idee chiare. Gli andrebbe bene anche un cavallo al posto di Vendola. Se Nichi legge queste righe, ci può dire cosa diavolo gli ha combinato?  Soprattutto dopo aver dimostrato capacità di governo inaspettata ed inedita. Anche gestendo gli inquinamenti lasciati dai precedenti governi regionali. A questo proposito ricordiamo che un solo assessore della sua giunta è stato indagato. La giunta Fitto aveva una serie di mandati di arresto da paura. Compreso il suo. Anche sull’acqua Vendola è andato contro corrente, presentando un decreto per togliere ai privati l’acquedotto pugliese, e si impegna ad impedire con ogni forza le centrali nucleari che il barzellettiere vuole imporci.  La palla è tutta nelle mani del PD. Abbiamo assistito a primarie in cui i tre candidati regionali hanno giurato che Vendola sarà il prossimo candidato. Ora che Casini pone dei veti così pesanti e non vuole allearsi, il PD deve decidere, o conferma Vendola coerentemente, o si allea con Casini rischiando i voti della sinistra.  Dovrà pur spiegare Blasi a chi l’ha eletto segretario regionale, che aveva scherzato parlando di Vendola presidente.  Però è ancora un partito composito, in molti vogliono proprio impallinare Nichi, le sue fabbriche e tutto il resto. Un mondo di cecchini.  Tralascio di parlare dello zero virgola qualcosa dei comunisti italiani che vorrebbero fare la voce grossa ma sono un po’ afoni. I giochi di posizione, alla lunga, logorano.

19/11/2009

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