Sezione "Pio La Torre" Alliste

Intervista di Gianni Ferraris a Luigi Crespino, consigliere comunale di “Sinistra e Libertà, Ecologia” segretario della Sezione “Pio La Torre” di Alliste e Felline (LE) pubblicata il 21 novembre 2009 su “Il Paese nuovo”

Politica. In viaggio! Dove abita la sinistra salentina?

Gianni Ferraris è “straniero” qui! Ospite, dalla sua Alessandria nell’estremo di questo Sud, “a sud del sud dei santi” e dei Tarantati presi da malinconie ed estremi rimorsi (e non solo loro). In questo Sud di segnali stradali che conducono “in ogni direzione” è facile perdersi! Che fare per trovare la meta? Lui da sempre scrive e indaga nomade nel Web, crea ponti alla comprensione. Lo interessano i luoghi dove abita e lo interessa la Sinistra, dove un po’ governa e dove dai banchi dell’opposizione spera che qualcosa si muova… che qualcosa cambi. Con lui ci mettiamo in viaggio (m.m.) – Presentazione dell’intervista su “Il Paese nuovo”

Per avere nuove Ali

di Gianni Ferraris

 

Ad Alliste ho incontrato   Luigi Crespino (di anni 52 impegnato in politica dal 1997). L’appuntamento è nella sede di Sinistra Democratica intitolata emblematicamente a Pio La Torre, vittima di mafia. Entrando si respira aria di “appartenenza”.  Qualcuno seduto gioca a carte, altri parlano. E’ una presenza viva sul territorio questa piccola sezione di un partito che ancora non c’è.

“Siamo un presidio sul territorio, abbiamo fatto il nostro percorso. Da PCI a DS, non abbiamo aderito al PD ma a  Sinistra Democratica che è solo un movimento per creare   Sinistra e Libertà, il partito” mi dice Luigi. E c’è in tutti molta attesa per il “nuovo”  che ha tempi esageratamente lunghi nel nascere.

Com’è composta l’amministrazione comunale?

Alle elezioni del maggio del 2006 si presentarono 4 liste. Per il centro destra: “Progetto Città” – composta in parte da giovani e  “Melograno”- 2 di centro sinistra : “Unione Democratica” che voleva essere un momento di sintesi fra le anime della sinistra. C’eravamo noi di Sinistra Democratica,  oltre i segretari di Rifondazione, DS e Margherita.

L’altra “Arcobaleno di idee” di Anna Campagna (non candidata, ma anima della lista) ex sindaco DS di Alliste  che noi, quando ancora eravamo DS, avevamo espulso dal partito.  In precedenza io mi ero dimesso da assessore ai lavori pubblici e da consigliere per varianti strane sul piano regolatore che si volevano fare. Successivamente altri dieci consiglieri, fra cui sette compagni Ds si dimisero determinando lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale. 

Voti validi circa 4500 con questi risultati:         

Progetto città 36% (11 consiglieri + sindaco)

Melograno 29% (2 consiglieri) -opposizione

Unione democratica 23% (2 consiglieri) – opposizione

Arcobaleno di idee 12% (1 consigliere) – opposizione

Dunque il 64% degli elettori rappresentato dalla minoranza.

Ultimamente Alliste è stata all’onore delle cronache per una vicenda legata alle scuole, che è successo?

Durante le elezioni provinciali eravamo ai seggi e un consigliere di minoranza della lista Melograno che per altro lavora nella scuola,   mi riferiva  di un crollo alla scuola che aveva addirittura distrutto un computer. E’ rimasto un fatto “sussurrato”. Da allora   il primo piano della scuola di via Montello rimase chiuso. Il bello è come siamo venuti a saperlo “ufficialmente” noi consiglieri comunali. Il Sindaco, in consiglio comunale in settembre,  interviene ringraziando i tecnici per aver consentito l’apertura della  scuola in altri locali nei tempi giusti “dopo quello che è successo in via Montello”. Noi di minoranza ci guardammo e la domanda fu spontanea “Scusi Signor Sindaco, ma cosa è successo?” “Nulla di grave il vicesindaco,che è anche  ingegnere, dice che si è staccato solo un pezzo di intonaco.” Questo successe a giugno, noi lo apprendemmo a settembre. Al successivo Consiglio comunale il consigliere Cazzato propone un’interrogazione corredata da fotografie in cui si evidenzia non un distacco di intonaco, ma un vero e proprio crollo di soffitto. Ne seguì una discussione molto nervosa. La maggioranza e i tecnici minimizzano il danno e lo stato dell’edificio. Nel frattempo le scuole sono iniziate in due altri edifici, rinfrescati, pur  non essendo messi a norma di sicurezza, in tutta fretta. La spesa complessiva dell’operazione trasloco è stata di 80.000 euro. 26 mamme si sono però allarmate per la sicurezza degli edifici che stanno ospitando i ragazzi delle scuole ed hanno redatto una lettera da inviare al dirigente scolastico, al sindaco e ai giornali. Io, su esplicita richiesta di una mamma, ho   fatto da passacarte con i giornali. La lettera era, a tutti gli effetti, dei genitori, senza alcun input da parte nostra. Il fatto che fosse stato Luigi Crespino a inviare la lettera ai giornali ha suscitato aspre critiche. Allo stato delle cose il primo piano delle scuole, pur non essendo dichiarata inagibilità, è chiuso.

Ma se si trattava di ripristinare un pezzo di intonaco che senso aveva spendere 80.000 Euro per mettere a posto locali vecchi e fuori norma e non riparare il piccolo danno?   Link della determina dirigenziale

Ce lo chiediamo anche noi. Aggiungiamo il fatto che i soldi per le “nuove” scuole sono stati prelevati dalla vendita di lotti cimiteriali. Una partita di giro insomma, dove troveranno i fondi per il cimitero prossimamente?

Tra l’altro la cattiva amministrazione per la scuola  è inquietante. Su 6000 abitanti ci sono 6 plessi scolastici. L’attuale maggioranza vuole proseguire sulla strada delle altre amministrazioni (compresa quella dell’ultimo sindaco DS) di non voler affrontare il problema della razionalizzazione, costruendo, per esempio, una cittadella delle scuole perché elettoralmente questa politica non paga. Si continua con la politica dello spreco, perche, tanto a destra quanto a sinistra, è più importante raccattare consensi elettorali che preoccuparsi della sicurezza degli edifici dove ci sono bambini e il reperimento di risorse per ampliare il diritto allo studio. Chiudendone alcuni si potrebbe investire in qualità per i rimanenti, in servizi. Non è una scelta facile e può risultare impopolare, proprio per questo noi ci siamo messi a disposizione per condividerla in toto se chiamati a farlo e coinvolti nelle scelte in merito. Il fatto è che non ci vogliono al tavolo delle riforme  perché dove scorre denaro ci sono appetiti, incarichi che noi non dobbiamo contribuire a gestire.

Allo stato delle cose siamo in una situazione in cui le maestre non hanno cattedre e la mensa è somministrata nei corridoi. Mancano estintori e uscite di sicurezza. I permessi dell’ASL, se si sono avuti, come si sono avuti? E l’emergenza non ha un termine previsto. Sappiamo solo che l’affitto dei locali provvisori è stanziato per tutto l’anno scolastico. Aggiungo che alcune mamme si sono “pentite” per  la firma sulla lettera perché trovano disdicevole essere rappresentate dalla minoranza. D’altra parte molte piccole imprese stanno lavorando per il comune. Noi stiamo combattendo in solitudine. Scontiamo il fatto di essere l’unico partito di minoranza che si muove sul territorio, che agisce, che parla con le persone. Per il resto nell’opposizione è il deserto e la maggioranza ha mano libera.

La situazione attuale dell’amministrazione?

Il sindaco è stato eletto come UDC, poi è passato alla formazione di Fitto. Lui si dichiara neutro, però era candidato ed è stato eletto alle provinciali nelle stessa lista che a Bari vedeva candidata la D’Addario. Questo significa non essere “né di destra né di sinistra” come ama dire?  Poi c’era, giusto per fare un esempio, l’unico consigliere del PD stava in una  maggioranza di destra perché, in corso d’opera è stato cooptato nella margherita, quindi nel PD, ultimamente ha saltato il fossato ed è UDC.  Ora il sindaco è anche presidente dell’ATO 3. Situazione di ordinaria amministrazione, senza sforzi per gestire problemi.

I vostri rapporti con il PD come sono?

Le minoranze sono scollate. Noi ci siamo messi e ci mettiamo a disposizione del PD per lavorare assieme, ma il PD, senza consiglieri, è un partito fantasma ad Alliste. Vorremmo combattere una  battaglia comune ed utile al paese,  ma  aspettiamo spero non invano una risposta. Di fatto ci sono almeno 2000 voti che hanno dato la preferenza ad altre formazioni di minoranza che non sono rappresentate. Siamo gli unici a batterci quotidianamente. Delibera per delibera, a leggere ogni foglio ed a commentare ogni decisione. Gli unici nel paese ad opporci. 

Problemi non risolti da questa amministrazione?

I problemi non li affrontano proprio, e quello della scuola è un esempio lampante: nonostante ci fosse nella programmazione dei lavori pubblici i fondi, sicuramente insufficienti, sono stati ricavati dalla vendita dei lotti cimiteriali.  Non si concertano tavoli con le poche attività produttive per parlare di occupazione. Per i giovani c’è in progetto la  creazione di un internet point che spacciano per cultura. Nel frattempo spendono un sacco di soldi per fare pochissimi grandi eventi estivi lasciando perdere la cultura in senso lato. Rinunciano a parlare ai giovani per dialogare solo con i turisti di pochi giorni.  Ci sono reali problemi di imprenditori agricoli che sottopagano la mano d’opera, minicriminalità, emigrazione per mancanza di prospettive. Tutto tace.

Gestione rifiuti?

Siamo passati alla raccolta differenziata che dovrebbe commisurare il tributo al conferito in discarica. Quindi le famiglie dovrebbero risparmiare. Di fatto però la legge è prorogata e disattesa, quindi l’imposizione sui metri quadri non ha di fatto diminuito la tasse. Alliste è un paese di emigranti e disoccupati. Di persone che lavorano per pochi euro al giorno. Quella sui rifiuti è una vera e propria tassa sulla casa. Poco importa quanti componenti e quale reddito abbiano le famiglie. Per contro  abbiamo moltissimi spazzini. Assunti a tempo brevissimo, pochi giorni. Non si contribuisce così a far risorgere il paese, anzi.

Creare occupazione è possibile?

Le persone si stanno spostando dove c’è lavoro. Certo il problema della mancanza di imprenditori, nel senso che la scienza economica dà a questo termine,  esiste,  e il comune non è un datore di lavoro. I calzifici a conduzione famigliare, che erano attivi, ora stanno chiudendo per via di strane triangolazioni di grandi “imprenditori”  con i paesi sottosviluppati che comunque consentono di marchiare il prodotto come italiano. Il sindaco si limitò ad una lettera che chiedeva agli imprenditori, che meglio definirei come “datori di lavoro”,  di assumere persone del paese.  Non si stanno   facendo politiche che incentivino l’imprenditoria. Agevolando le energie alternative come altri comuni.  Melpignano ne è prova.   Noi avevamo in programma anche il gemellaggio con un comune fra Piemonte e Liguria che sta facendo commercio di energia eolica e agricoltura biologica. Cose che Alliste è in grado di fare. Invece si governa il quotidiano. In prospettiva esiste il nulla.

Altri problemi?

Ci sono modalità bizzarre di affrontare alcune cose. Cito la pista ciclabile  fatta in modo tale da non poter essere raggiunta agevolmente. Bisogna andarci in auto perché è troppo fuori paese, scaricare la bicicletta, fare i pochi metri di cui è composta, ricaricare in auto la bici e andarsene. Forse è stato solo un modo per prendere stanziamenti.

Criminalità?

Ci sono problemi di micro criminalità, la SCU aveva qui un buon terreno di coltura. Poi si è depotenziata. Sembra un paese tranquillo, però ci sono piccoli episodi. Non ci risulta ci siano famiglie evidentemente esposte. Qualcuno che campa di espedienti c’è sicuramente.

Ma è vero che in Salento esiste la compravendita dei voti?

Guarda, non mi risulta nei fatti. Però quando facciamo campagna elettorale ci sentiamo chiedere spesso “quanto mi dai?”. Questo è un segnale inquietante. Probabilmente esiste qualcosa di poco chiaro. Se qualcuno chiede, vuol dire che altri offrono. Non ad Alliste, ma in altri luoghi si narra di uova di Pasqua con bracciali d’oro, di conti in macelleria pagati, di affitti arretrati risolti alla vigilia delle elezioni o immediatamente dopo.

La fabbrica di Nichi Vendola?

Vendola ha fatto un’ottima politica per il territorio. Stanziamenti per la cultura, per i comuni, per il sociale. Però quando i soldi li eroga il centro destra li utilizza come cassa di risonanza. Noi, che siamo opposizione attiva sul territorio, non riusciamo ad avere contatti con la regione. Non parlo di  trasparenza che deve essere garantita, però qui c’è un governo locale quanto meno discutibile. L’amministrazione regionale dovrebbe avere un occhio di riguardo anche per le opposizioni presenti sul territorio. Qui ci sono dei veri e propri palazzinari al governo della città (così li chiamiamo anche in consiglio comunale). Addirittura alcune lettere riservate che abbiamo inviato in Regione sono state girate al sindaco e pubblicate. Mi sembra che ci sia una disattenzione verso i piccoli comuni che sono comunque maggioranza in Puglia. Il sindaco fa tacitamente passare per propri traguardi raggiunti anche gli scuola bus comprati con il sostanzioso contributo della regione. Questo politicamente è dannoso per la regione, oltre che per noi. Vendola non ha avuto l’accortezza di incontrarci. Questo è un problema della sinistra. Le sezioni, poche, che lavorano sul territorio arrancano e ci sentiamo isolati da tanto silenzio.Qui ci sono posti di lavoro a tempo che si tramutano in voti.   Ci sono scambi di favori fra comuni. Ugento che assume abitanti di Alliste con contratti a termine e così via.  Aggiungiamo il fatto che, al momento attuale, il consiglio comunale conta poco. Chi decide è la giunta. E’ la morte della politica nei comuni piccoli soprattutto. Chi ha un voto in più si prende “il cucuzzaro intero”. Il 34% dei voti corrisponde al 70% dei consiglieri.  La minoranza è sottovalutata ad ogni livello. Nel nostro comune il segretario comunale si è permesso di dire a un consigliere di minoranza che chiedeva spiegazioni:  “non far perdere tempo agli impiegati” . Questi sono fatti gravi. E’ un concetto di proprietà dell’amministrazione che parte dal governo centrale.

La fabbrica di Vendola? Guarda, i miei “eroi” non si chiamano Vendola o Fava. Sono i pensionati, i disoccupati, i giovani di Alliste che vengono in sezione, nonostante tutto, a chiedere una tessera solo perché ci credono. Pretendiamo ascolto a chi sta più in alto. Siamo stanchi di comizietti  fatti in giro per l’Italia. Vogliamo parlare di problemi.   Il partito deve nascere oggi, le sezioni dei paesi devono essere cullate, non dimenticate.  Il PCI del 30% non era così grande perché fatto di intellettuali, era presente fra le persone. La fabbrica può essere una grande momento di ripartenza se le istanze verranno ascoltate.  

21/11/2009