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Sezione "Pio La Torre" Alliste Politica Regionali: fra Campania, Calabria e Abruzzo la Puglia di Vendola è proprio un'anomalia. Forza PD distruggi pure questo! Lettera aperta di Gianni Ferraris al Signor Blasi Prefazione alla lettera di Luigi Crespino "... ma Gianni Ferraris non sa... Prima di farvi leggere la lettera aperta che Gianni Ferraris, piemontese che trascorre molto tempo nel Salento - forse perché cerca qui le ragioni per cui continuare a considerarsi italiano - è mio dovere spiegare a Gianni lo spessore del personaggio a cui scrive. Stimato sindaco di Melpignano, ridente cittadina della "grecìa salentina", mitico paesino della "notte della taranta", per quanto chi è salentino e ha avuto modo di leggere "La terra del rimorso", forse eviterebbe di mitizzare la taranta e la sua notte, che De Martino descrive come la notte della coscienza di un popolo che è stato "morso" e che vive di "rimorsi". Per essere lasciati liberi bisogna fingersi "pazzi", tarantati, non nel pieno delle proprie facoltà, malati, perché solo ai malati è concesso di comportarsi in maniera "strana" (da persone libere). E gli ossessivi colpi di tamburello servono a far rinsavire la "pazza". Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta, guarda caso, di tarantate (genere femminile), qualche uomo (un "diverso"? chissà!). Il ritmo ossessivo della "pizzica-pizzica" doveva far rientrare, chi aveva grilli per la testa, nei canoni della "normalità": "così va il mondo!"; "mondo era, mondo è e mondo sarà!". La "pizzica" non è un ballo liberatorio è invece l'esorcismo per espiantare le idee di chi pensa di poter essere una persona libera, e chi c'era più sottomesso delle donne? Questo ha fatto del Salento la terra del rimorso: qualcuno vuole festeggiare questo? Va bene lo faccia pure, ma tant'è... Ma torniamo a noi, caro Gianni. Nel corso della campagna elettorale delle comunali di Alliste del 2006, ero il candidato sindaco nella lista dell'allora "Ulivo". A reggere le sorti del DS provinciale c'era proprio, guarda caso, Blasi. In quella lista, "Unione Democratica", c'erano candidati i segretari di tutte le liste del centro-sinistra e anche il segretario cittadino dei DS. Io, candidato sindaco, ero tesserato DS e la maggior parte dei candidati nella lista di colazione erano DS. I DS di Alliste avevano espulso dal partito, a sensi dello statuto nazionale, persone che appoggiavano liste avverse. Il segretario di federazione Blasi uscì con un articolo rivolto a noi il cui titolo era "Giù le mani dal simbolo DS. In questa campagna elettorale i DS non si presentano ufficialmente e sono presenti in diverse liste civiche" . Cioè una lista civetta, che in pratica ci ha condannati al terzo posto, e una lista di centro-destra. Non solo, ma mentre tenevo un comizio, in quella campagna elettorale, uno dei grandi amici di Blasi, che appoggiava la lista di centro-destra distribuiva ai cittadini un comunicato del collegio di garanzia della Federazione di Lecce in cui si sconfessava l'operato del legittimo segretario della sezione DS di Alliste. Il tempo come sempre è galantuomo perché poi il presunto elemento di sinistra eletto nelle liste del centro-destra e dichiaratosi PD, quando si è sciolta la neve è passato armi e bagagli nell'UDC. Anche noi, a volte, abbiamo l'impressione di essere degli inguaribili tarantati, refrattari a qualsiasi rito "normalizzatore". Allora caro Gianni vuoi ancora scrivere a Blasi? Noi cerchiamo di recapitagli la tua missiva, anche se la nostra esperienza non ci dice nulla di buono...! Tanti saluti da Luigi Crespino Lettera aperta al Signor Blasi di Gianni Ferraris Egregio segretario regionale del Partito Democratico Ho sentito alcuni amici telefonicamente, tutti costernati per la decisione da voi assunta di rifiutare la candidatura di Vendola. Molti di questi amici l’avevano votata alle primarie perché credevano in lei, nelle sue parole e promesse. Ora sono delusi e disillusi. In particolare mi riferisco alla garanzia più volte reiterata da lei e dai suoi contendenti la carica di segretario regionale, di ricandidatura del governatore uscente. Ed hanno, gli amici che le hanno dato la preferenza, plaudito la sua coerenza, non più tardi di pochi giorni fa, quando lei e l’assemblea dei dirigenti del PD pugliese avete detto SI a Vendola che si è ricandidato, forse stanco dei tira e molla infiniti. Certamente si è sentito in dovere di dare una svolta decisa ed una risposta ai milioni di pugliesi che gli chiedevano chiarezza. Improvvisamente tutto è mutato. Il Signor D’Alema è arrivato ed ha scompaginato le carte. Vendola non è più il candidato di riferimento. Signor Blasi, ora i suoi ex sostenitori sono seriamente preoccupati. Forse nella campagna elettorale delle primarie qualcosa è sfuggito. Forse era il caso parlare di un partito commissariato da Roma? Ora chi sarà il vostro candidato? Non importa molto allo stato delle cose. Quel che interessa è sapere quanto gli eventuali elettori si potranno fidare delle promesse elettorali. Per sintetizzare, diciamo che il vostro candidato garantisca di opporsi in ogni modo al nucleare in Puglia. Che succederà se dopo le elezioni ed eventuale vittoria, D’Alema o chi per lui a Roma, deciderà che a Nardò deve esserci una centrale? In sostanza, signor Blasi, fate in modo che ad ogni comizio, ad ogni incontro prossimo venturo, ci sia la presenza del signor D’Alema a siglare ogni promessa. Altrimenti rischiate veramente di perdere il residuo di credibilità che questa faccenda triste vi ha lasciato. E sarebbe un gravissimo danno per la sinistra tutta. Quella che crede all’onestà intellettuale di chi si candida a governare. Di chi si propone come alternativa alle destre. Perchè, vede Signor Blasi, i suoi elettori alle primarie si aspettavano onestà intellettuale. Chiarezza di programmi. Non certo mezze parole rimangiate pochi giorni dopo la sua elezione a segretario del Partito Democratico. Cordialmente Gianni Ferraris 29/11/2009 |
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