Sezione "Pio La Torre" Alliste

Politica

Dieci anni fa moriva Fabrizio De Andrè .

Dal 1969 al 1979  i Servizi  Segreti, invece di prendere gli esecutori

e i mandanti delle stragi o  scoprire dove era detenuto Moro, spiavano Faber.

Un programma per  La Sinistra

 De Andrè è morto dieci anni fa. Lui non amava le celebrazioni , così noi non lo celebreremo, anche perchè  cantava "quando si muore si muore soli". Tuttavia De Andrè  aveva un pregio: lui ha scritto i suoi testi anche  per chi non sa cantare. Puoi comperare un suo libro di canzoni e puoi leggerlo come si legge un libro di poesie. E allora rimaniamo agli scritti: canzoni o poesie che siano (anche se qualche purista fuori luogo quando si parla di poesie storce il naso). Bene in quegli scritti c’era però qualcosa di talmente importante che catturò l’attenzione dei servizi segreti. In effetti nella loro dabbenaggine, quei buontemponi facevano bene a interessarsi di De Andrè e delle cose che scriveva. Ce ne vogliono di frasi e di discorsi per spiegare che un sistema capitalistico fagocita tutto,e quindi anche la salute diventa un affare (alla Clinica Santa Rita di Milano, capitale immorale della Padania hanno dato un esempio tragico: asportazione del seno ad una diciottenne che non aveva tumore, perchè le AUSL rimborsano bene l’intervento): “E allora capii fui costretto a capire, che fare il dottore è soltanto un mestiere che la scienza non puoi regalarla alla gente, se non vuoi ammalarti dell’identico male, se non vuoi che il sistema ti pigli per fame”. Chi conosce la produzione deandreiana troverà un’indagine sociologica sconfinata e criteri che rendono una società più giusta. La stupidità della guerra, oltre alla sua tragicità la descrive mirabilmente in due canzoni: “Ninetta mia crepare di maggio ci vuole tanto, troppo coraggio, Ninetta bella dritto all’inferno avrei preferito andarci d’inverno” ; “Ma lei che lo amava aspettava il ritorno di un soldato vivo di un eroe morto che ne farà”.

C’è in giro certa gente che  pretende di avere una supremazia morale rispetto ai “peccatori” e alle “peccatrici” e fanno leggi bigotte, e di domenica, riveriti dai benpensanti, con tutta la famigliola, va in chiesa nel suo orto elettorale: “Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone forse l’unica che sola ti può dar una lezione. Quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie, quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.”. Il vecchio professore somiglia molto al deputato di uno dei partiti eredi della Democrazia Cristiana, Cosimo Mele tutto puttane e chiesa: “sex, drug and rock ‘n roll”.

De Andrè ha mostrato alla sinistra una strada, “La cattiva strada”, dove i valori diventano stile di vita, dove gli imperativi morali non sono nel ghetto né di una chiesa né di una sezione, ma sono il programma della propria quotidiana esistenza. Certo è che oggi questo programma è lontano perché in una domenica,  “la domenica delle salme, gli addetti alla nostalgia accompagnarono tra i flauti il cadavere di Utopia. La domenica delle salme fu una domenica come tante il giorno dopo, però, c’erano i segni di una pace terrificante”. Lui, anarchico di sinistra, né pentito né dissociato,   non aveva fatto come gli apostoli che. vedendo un loro fratello sanguinare sulla croce avevano  “chiuso la gola alla voce”  senza avere il coraggio “di gridargli un addio per non essere scoperto cugino di Dio”.

Proprio i custodi della pace terrificante, che fra il ‘ 69 e il ’79 spiarono De Andrè, capirono che da quelle poesie poteva partire una rivoluzione “senza spargimenti di sangue o di detersivo”.

Gli sbirri e i carabinieri” avevano capito ciò che tutti quei dirigenti della sinistra, che sicuramente da giovani avranno cantato le sue canzoni, non hanno capito allora e nemmeno lo hanno capito oggi: la sinistra ha un terreno comune sconfinato sul quale costruire un partito che metta al centro l’uomo e non il profitto. Questo è quello che cantato Faber dal 1957 fino al l’11 gennaio del 1999: i comizi passano le canzoni restano.

11/01/2009

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