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Sezione "Pio La Torre" Alliste Politica Dieci anni fa moriva Fabrizio De Andrè . Dal 1969 al 1979 i Servizi Segreti, invece di prendere gli esecutori
e i mandanti delle stragi o
scoprire dove era detenuto Moro, spiavano Faber.
Un programma per
C’è in giro certa gente che pretende di avere una supremazia morale rispetto ai “peccatori” e alle “peccatrici” e fanno leggi bigotte, e di domenica, riveriti dai benpensanti, con tutta la famigliola, va in chiesa nel suo orto elettorale: “Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone forse l’unica che sola ti può dar una lezione. Quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie, quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.”. Il vecchio professore somiglia molto al deputato di uno dei partiti eredi della Democrazia Cristiana, Cosimo Mele tutto puttane e chiesa: “sex, drug and rock ‘n roll”. De Andrè ha mostrato alla sinistra una strada, “La cattiva strada”, dove i valori diventano stile di vita, dove gli imperativi morali non sono nel ghetto né di una chiesa né di una sezione, ma sono il programma della propria quotidiana esistenza. Certo è che oggi questo programma è lontano perché in una domenica, “la domenica delle salme, gli addetti alla nostalgia accompagnarono tra i flauti il cadavere di Utopia. La domenica delle salme fu una domenica come tante il giorno dopo, però, c’erano i segni di una pace terrificante”. Lui, anarchico di sinistra, né pentito né dissociato, non aveva fatto come gli apostoli che. vedendo un loro fratello sanguinare sulla croce avevano “chiuso la gola alla voce” senza avere il coraggio “di gridargli un addio per non essere scoperto cugino di Dio”. Proprio i custodi della pace terrificante, che fra il ‘ 69 e il ’79 spiarono De Andrè, capirono che da quelle poesie poteva partire una rivoluzione “senza spargimenti di sangue o di detersivo”. “Gli sbirri e i carabinieri” avevano capito ciò che tutti quei dirigenti della sinistra, che sicuramente da giovani avranno cantato le sue canzoni, non hanno capito allora e nemmeno lo hanno capito oggi: la sinistra ha un terreno comune sconfinato sul quale costruire un partito che metta al centro l’uomo e non il profitto. Questo è quello che cantato Faber dal 1957 fino al l’11 gennaio del 1999: i comizi passano le canzoni restano. 11/01/2009 |
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