Sezione "Pio La Torre" Alliste

Politica

Berlusconi vuole cambiare i regolamenti parlamentari

Nelle mani di Fini

Salvo i casi di alto tradimento e attentato alla costituzione, Berlusconi non è processabile, perché, è questa la ratio al fondo della legge, il voto popolare, che a furor di popolo, appunto, ha fatto eleggere Berlusconi, non può essere inficiato solo perché l'imputato Berlusconi Silvio ha fatto delle mascalzonate che hanno rilevanza penale.

Il lodo Alfano, così si chiama questa indegna legge, firmata dal Presidente della Repubblica in fretta e furia, fa tornare alla mente quelle scene che ogni tanto si vedono nei vicoli di Napoli, quando la polizia va ad arrestare qualche capo bastone e la gente si rivolta contro aggredendo i malcapitati tutori dell'ordine che vogliono far rispettare la legge. Anche quella è volontà popolare, anzi è una volontà ancora più esplicita del voto. Allora perché due pesi e due misure? Estendiamo il lodo Alfano anche ai camorristi che abbiano questo tributo concreto da parte della gente. L'alto tradimento potrebbe essere il tentativo di un colpo di stato, stile cileno, finito male: ma chi possiede le televisioni, come il papa, non ha bisogno di corazzate: manipola le coscienze in maniera meno cruenta.

Di attentati alla costituzione Berlusconi ne ha fatti tanti in poco meno di un anno. Ma gli Azzecca-garbugli hanno buon gioco in Italia, perché è maledettamente difficile capire dove finisce l'opinione di un parlamentare nell'esercizio delle sue funzioni e dove inizia lo stravolgimento della legge fondamentale dello stato. Il presidente della Repubblica, più volte bacchettato dal primo ministro in questi mesi, non ha battuto ciglio di fronte all'ennesima dichiarazione sovversiva di Berlusconi: votino solo i capogruppo. Berlusconi vuole che  parlamentari deleghino un uomo solo a rappresentarli, così come avviene in una riunione di condominio quando al capo condomino si dà la delega per decidere sulla pulizia della fogna nera. Ci saremmo aspettati che, se non tutti, almeno una cospicua parte dei parlamentari avesse detto "la prossima volta che dici una cosa del genere te ne torni a casa" . Invece solo Fini, figlio prediletto di Almirante, che, per carità, non vuol dire nulla, ha detto "la costituzione non lo prevede". Già la costituzione, che dice chiaramente che il parlamentare non ha vincolo di mandato. Ma per Berlusconi è una legge intollerabile. Non succederà, ma puta caso che l'affaire Guzzanti (padre) abbia a replicarsi con altri parlamentari, perché ogni parlamentare, anche il più abietto servitore di Berlusconi, dovrebbe avere il suo punto di rottura, per esempio, una moglie a casa che gli dice "ma insomma non ti sei stancato di seguire quel buffone", oppure un figlio che ha studiato quel che è rimasto del diritto che dica all'onorevole padre che le leggi devono valere per tutti e non per tutti meno uno, in questo caso il problema potrebbe diventare serio. Certo che sopportare che in una riunione di parlamentari Berlusconi tiri in ballo i casi privati del ministro degli esteri senza che questo gli dica "fatti i c... tuoi", vuol dire che la corda è difficile che si spezzi. Nel frattempo non ci resta che confidare in Fini il quale, pur di toglierselo davanti, lo manderebbe anche a fare il presidente della repubblica. Ma a quel punto penso che l'Italia sarà completamente fuori dai paesi  democratici, nel senso  occidentale del termine, e la pensata di Fini finirebbe per essere il drammatico epilogo di una paese che non ha più legge

11/3/2009

Ritorna all'Indice      Ritorna alla Home Page