Sezione "Pio La Torre" Alliste

Politica

Per Brunetta quelli della sinistra dei guerriglieri

Comunisti come Di Vittorio,

sovversivi come Gesù, 

guerriglieri come Pertini

Sempre meglio che essere un ministro di Berlusconi

Comunisti, sovversivi ci mancava guerriglieri. Ci ha pensato uno dei nani della corte di Craxi  a chiamare gli  studenti così. Le ballerine hanno altri argomenti per farsi notare, ma i nani, se non possono farsi vedere, devono farsi sentire.

Comunisti come Di Vittorio. Sovversivi come Gesù. Guerriglieri come Pertini, perché i partigiani erano guerriglieri. Bene, crediamo che gli studenti non devono che  essere contenti di questo. Un po’ meno contenti dovrebbero essere i genitori di questi ragazzi, molti dei quali, abbiamo motivo di ritenere, hanno votato per il PDL, perché quando si impartisce l’ordine di caricare gli studenti che manifestano contro quelle che sono le menzogne del governo sulla scuola è ormai chiaro il percorso che si vuole intraprendere. Quanti fra noi non avrebbero potuto “accedere ai gradi più alti dell’istruzione” se le condizioni dell’accesso fossero quelle previste da questo governo? Tanti. Durante la prima repubblica, se così vogliamo dire, la scolarizzazione di massa ha consentito a milioni di figli di operai e di contadini di migliorare le condizioni d vita nelle quali sono cresciuti ed hanno potuto offrire ai nipoti del quarto stato un avvenire diverso. Tutto questo oggi è posto in discussione e la precarietà, che altro non è che l’arte di arrangiarsi, è diventata sinonimo  di modernità.

Della recessione economica si offre in pasto ai tele-cittadini una versione che solletica l’immaginario collettivo, come sempre Berlusconi ha fatto. Le banche sono l’origine della recessione, questa è la battaglia personale che ingaggiato “Vladimir” Tremonti ed ha impartito ai  prefetti la disposizione di precettare le banche che non concedono credito. Qui il discorso diventa complesso,ma possiamo dire che nemmeno noi, che siamo nati criticando il "libero" mercato, avremmo mai pensato una cosa del genere. Invece da che “capitalismo è capitalismo” le crisi sono di sovrapproduzione, ergo i prodotti ci sono ma non si vendono. Perché non si vendono? Perché la classe che ha la più alta propensione al consumo, cioè quella formata da  operai e impiegati, è ridotta alla fame. Sotto questo punto di vista le politiche del lavoro sono all’origine delle recessioni. Il precariato non crea flessibilità crea povertà che a sua volta crea impedimenti oggettivi alla concessione del credito. I comunisti, i sovversivi, i guerriglieri è proprio questo quello che dicono. Per fortuna la storia economica ci restituisce un quadro diverso da quello che ci viene fornito dalle televisioni che ripetono le imbecillità che dice Brunetta.

19/3/2009

Ritorna all'Indice      Ritorna alla Home Page