Sezione "Pio La Torre" Alliste

Politica

La Sinistra e  la “ggente” di Funari

Oggi apre “Sinistra e Libertà”, speriamo che il primo giorno di primavera possa essere di buon auspicio all’Italia. Riprovare a ridare voce ad un Partito della Sinistra è un nostro dovere: la democrazia non può essere privata da chi l’ha costruita, anzi dalla parte più importante nell’opera di ricostruzione della democrazia.

Franceschini può  ottenere una standing ovation dai suoi quando urla che l’Unione è morta e sepolta, ma non può nascondere la verità che l’ansia sua e di Veltroni di occupare il potere ha gettato sul lastrico e nella disperazione l’Italia E’ vero l’Unione è morta, è morta nella misura in cui la sinistra doveva essere il fratello scapestrato di una famiglia perbenista, ma il partito democratico non sa parlare a nessuna delle classi sociali, è muto di fronte allo smantellamento delle norme più elementari della democrazia. A chi come noi siede ancora sui banchi di qualche assemblea elettiva incombe l’obbligo di parlare il linguaggio della verità e di dire che senza lotta comune con le forze del lavoro non si riesce ad ottenere una rappresentanza sufficiente a portare nelle istituzioni la voce di studenti, lavoratori, precari disoccupati che fino a qualche tempo fa erano, malamente rappresentati, ma erano rappresentati. Questo passa attraverso la morte del PD, partito di plastica riciclata, ancor più del partito di Berlusconi. Partito del niente  che al niente è approdato.

Il vero inganno della democrazia non è stato Berlusconi e l’ex Msi che oggi definitivamente si sdogana in Mediaset, riconoscendo nel suo proprietario il segretario del partito, il vero inganno è stato quando si è voluto prendere un sogno infantile molto hollywoodiano  e trasformarlo in una proposta politica. Su quel sogno si sono raccolti i seguaci di D’Alema, il cui primo collaboratore è il “pizzinaro” Latorre e la feccia degli assatanati dello scempio urbanistico dell’Italia: questo è stato vero in Sardegna, come in Abruzzo, come anche nel piccolo paesino dal quale scriviamo. Gente senza mestiere, non disoccupata, ma gente che non sa fare nulla che magari sfrutta i lavoratori nelle sue speudo-aziende, i cui proprietari sono semplicemente dei caporali. Tutto questo compone il partito democratico è inutile continuare a fingere e ad avere educazione nei confronti di chi sarà, se sarà, un alleato comunque scomodo, perché molti chiederanno favori: questo è bene dirselo a chiare lettere.  Se poi la “ggente” farà ancora confusione fra noi  e  coloro che la politica la fanno per affari o per risolvere problemi personali o per fare speculazione edilizia, questa è l’ultima chiamata.

Dopodichèchi è causa del suo mal pianga se stesso”!

20/3/2009

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