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Sezione "Pio La Torre" Alliste Politica Italiaset SpA Per superare le difficoltà alle quali erano soggetti quelli che un tempo venivano definiti partiti fuori dall'arco costituzionale, Alleanza Nazionale, già MSI, ha dovuto sdoganarsi facendo un patto con Berlusconi: su questo punto c'è poco da smentire. Non solo, ma Fini capo di partito, diversamente dal Fini presidente della camera, ha dovuto riconoscere a Berlusconi il ruolo di leader indiscusso e indiscutibile, lo ha dovuto fare ufficialmente e urlando dal palco del congresso. Ancora, ha dovuto piegarsi non ad una semplice alleanza, ma a quel partito che è stato formato sul predellino di una macchina a piazza San Babila a Milano: in quell'occasione Fini ebbe l'ultimo sussulto di sardonica ironia almirantiana: "Siamo alle comiche finali". Oggi Fini si ritrova nello stesso partito con ex comunisti di quart'ordine, come Bondi e Maiolo, degli accoliti del socialista Craxi, come Cicchitto e Brunetta (cioè i "fratelli siamesi del “sinistrume italiano", così li definì Almirante in un comizio) e con qualche radicale libero alla Capezzone. Hecce homo! Indimenticabile, per chi l'ha vista, la scena in cui Craxi fu investito da una pioggia di monetine all'uscita del Raphael di Roma: i lanciatori più accaniti furono gli ex moralisti dell'MSI. È facile "moralisteggiare" quando il potere non lo si vede nemmeno con il binocolo: un po' più complesso è farlo quando si entra nella stanza dove c'è tanta marmellata a portata di mano. Cambia la musica, cambiano le parole, cambiano le alleanze e i leader incorruttibili diventano anche loro mezze tacche, tanto quanto quelli che un tempo militavano nel cosiddetto “partito degli assessori”. Questo e non altro è quello che oggi passa sotto il nome di "crollo delle ideologie": partiti non ideologici ma pragmatici, cioè cedimento alla politica delle poltrone e alle auto blu di stato. La pragmatica del potere ha generato partiti nuovi e ha soppiantato i partiti nati dalle grandi correnti di pensiero del '900. Ma se fino a ieri il progresso civile, economico, giuridico dell'occidente è stato non disgiunto da un elevamento del tenore di vita di milioni di persone e da un crescente tasso di alfabetizzazione, oggi il capitalismo maturo non riesce a sostenere quei livelli di sviluppo. Il capitalismo posto di fronte alla totale circolazione delle merci, degli uomini e dei denari - così come hanno sempre teorizzato gli economisti liberali – è praticamente esploso e riemerge il vecchio “new deal”, perché parlare di aiuti di stato o di intervento dello stato nell’economia è cacofonico. Qui ed ora la politica dovrebbe, invece, riacquistare il suo ruolo. Sempre nei periodi "post-qualcosa", la politica ha giocato un ruolo decisivo, specie nei paesi fragili come l'Italia. Nell'evidenza dei problemi, nell’acuirsi delle contraddizioni sociali si sono formate generazioni di pensatori politici, e non certo volgari tycoon, che approntavano, per esempio, politiche economiche di ampio respiro. Oggi nulla di tutto ciò è ipotizzabile e, paradossalmente, l'ultimo partito del '900 a sparire è quello che, fino a ieri, conservava il simbolo della fiamma tricolore e che era fuori dall'arco costituzionale. Questo partito da ieri è stato triturato nella macina del partito azienda di Berlusconi che ha ben chiaro cosa fare della Costituzione, perché, nel frattempo, grazie anche ai post-fascisti, la sua azienda non si chiama più Mediaset, ma si chiama Italia. 23/3/2009 |
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