Sezione "Pio La Torre" Alliste

Politica

A tutti coloro che ancora avevano dei dubbi Partito plurale? Partito laico? Fusione di due partiti?

Il capo sono io!

L’incorporazione del M.S.I. in Forza Italia è cosa fatta. Fini, dall’alto della sua scuola di partito porta a casa abbracci e applausi, dopodiché “A cuccia” ha detto il padrone. Non sarà il partito del pensiero unico, certamente sarà il partito dei personali tiramenti di Berlusconi: pensiero unico comporrebbe troppa coerenza e con le pendenze che ha non è proprio il caso. La laicità tanto quanto basta per consentire a lui di divorziare e di essere fedifrago nel caso qualche bella gnocca voglia fare carriera. Si riafferma la posizione contro la Costituzione e si riafferma che al comando c’è un uomo solo e la sua corte di nani e ballerine che sempre di più pesca nel famelico mare degli arrivisti di Alleanza Nazionale. Fini ha parlato da leader del PD e agisce come un presidente della Camera del PD: partito del centro moderato spendibile in Europa. Fini conta sull’anagrafe, ha dalla sua l’età, ma Berlusconi è la punta di un iceberg e certo il “presentabile” Fini non sarà il suo successore.

Ma detto e ridetto questo, perché il cosiddetto congresso di costituzione del PD...L non ha né aggiunto né tutto nulla al problema che l’Italia vive da 1994. Ciò nel senso che questo è l’ulteriore passo verso il consolidamento della destrutturazione dello stato democratico in Italia, che non può essere compiuto, sic et simpliciter, “ manu militari”. Un piano complesso come quello della loggia massonica P2 ha i suoi tempi di sedimentazione. Licio Gelli o, naturalmente, chi per lui non pensava certo ad una dittatura di stampo nazi-fascista "che trova il tempo che trova". Viceversa pensava ad un assetto stabile. Una democrazia formale ed etero diretta (o etere diretta) che, annullando la capacità di discernimento, rendesse stabile  e il più possibile sopportabile la dittatura e, anzi, con evidenti segni di libertà: lo share di cui gode “Annozero” o una trasmissione con  Saviano, piuttosto che su De Andrè sono il segnale che “tutto va bene signora la Marchesa”. Di fatto l’allentamento dei controlli sugli organi elettivi, la legge elettorale in cui il capo decide chi verrà eletto e l’ideologia, o l’apologia, della de-ideologizzazione,  hanno svuotato nella sostanza i meccanismi di funzionamento della democrazia.

Chi si ricorda più della “legge truffa” voluta da De Gasperi, su proposta dell’ineffabile ministro dell’interno Scelba? Questa altro non era, o meglio era, il sottoprodotto della legge attuale: l’attribuzione di un premio di maggioranza a chi avesse ottenuto, con la vigenza del sistema elettorale proporzionale, la maggioranza relativa: cioè niente in confronto alla legge odierna. Quella legge passò solo con l’approvazione della DC e suoi accoliti, mentre da destra e da sinistra si sollevarono vibrate e fruttuose proteste. Per uno 0,3% le forze apparentate non ottennero il premio, mentre aumentarono seggi e percentuali il PCI, il PSI, il MSI e i monarchici. Figure come Piero Calamandrei (ancora lui), Ferruccio Parri ed altri padri nobili e colti di quella democrazia post-fascista si mobilitarono e la legge, dopo le elezioni del 1953, fu abrogata. Ecco perché è importante studiare la storia di ieri e non quella di mille anni fa, perché già dopo il fascismo la svolta “pidduista” del paese era dietro l’angolo, solo che la fame e l’assenza del potere omologante della televisione rendevano un popolo di “ignoranti" più consapevole delle proprie scelte. Allora Sinistra dove sei? Cesare Salvi, Oliviero Diliberto, tralasciamo volutamente Ferrero perché non sappiamo bene cosa sia, voi che sapete a mena dito queste cose perché vi prestate al gioco sporco della P2?

29/3/2009

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