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Politica

Presentata "Sinistra e Libertà", ma Pietro Ingrao vota PRC

Ingrao: il più giovane politico italiano

Per accorgersi che è invecchiato bisogna sentire la fatica della sua voce. Invece se lo si legge e se si legge qualche sua intervista, Pietro Ingrao non può avere più di quarant’anni.

L’inizio di una maturità politica frutto di tanti eccellenti maestri, di tante letture, di tanta vita vissuta che però non determina, come succede a tanti, di arroccarsi dietro analisi nostalgiche, ma gli consente di guardare il mondo di oggi e cercare soluzioni adeguate con risposte nuove ed attuali senza rovistare  fra vecchie scartoffie.

Peccato che abbia così tanti anni. Tuttavia lo si ascolta come un compagno operativo che rimette in discussione tante nostre certezze e sovente le nostre risposte i nostri pensieri devono passare attraverso il filtro della sua analisi. Insomma non un teorico, ma un vero capo partito vivo e vegeto e in attività. Ma alla domanda all’intervista concessa all’Unità il 28 marzo “per chi voterà Ingrao?” lui risponde per rifondazione di Ferrero del quale non condivide molte cose, ma vede in Rifondazione un partito organizzato. La spiegazione di questa scelta ci sembra un po’ debole. Verso Ferrero ministro e verso Diliberto segretario del suo PdCi la nostra area non ha manifestato riserve. Anzi! Però un primo segno di burocratica incrostazione l’abbiamo avuto durante la campagna elettorale congiunta della “Sinistra Arcobaleno”.

Per la prima volta siamo entrati all’interno delle loro sezioni e abbiamo avuto la sensazione che il tempo si fosse fermato. Il pensiero di sinistra (senza svendersi alla D’Alema o alla Veltroni) vive se riesce a comprendere anche sotto il punto di vista organizzativo i mutamenti. Il che non significa demolire “statuto dei lavoratori”, regole costituzionali, antifascismo, difesa del lavoro buono (l’unico che crea ricchezza) o altre cose del genere. Significa che il pensiero della sinistra che era, è e resterà moderno, anzi quanto di più moderno abbia potuto dare la storia delle dottrine politiche, ha un mondo di interlocutori diverso da quello del passato. Diversi sono gli stili di vita, diverse le distanze, diverse le velocità rispetto al passato. Il qualunquismo è l’ideologia dominante, poca è la voglia di studiare e quindi capire. C’è chi tutto questo lo ha capito e  cavalcando questa voglia di “ignoranza” sta crendo un potere stabile e duraturo.

Oggi il compito della sinistra e molto più difficile di qualche anno fa. La scuola rappresentava un punto di approdo importante per modificare le condizioni della propria esistenza. Il Pietro Maso “eroe” di tanti giovani segna un  punto di inversione drammatico  e il  declino della  società verso i disvalori. Berlusconi rappresenta il Pietro Maso della politica: personaggio discusso, discutibile, che non ha avuto nessun tipo di remora, una volta conquistato il potere a disbrigare i suoi affari personali. Questo lo sanno tanto coloro che lui fa eleggere in ogni assemblea elettiva,  tanto coloro che lo votano. Lui ha detto: "la legge non può essere al di sopra della volontà popolare e la volontà popolare vuole che io comandi, non che governi, ma che comandi". Questa è la conclusione del congresso costitutivo del PDL di ieri. E allora il punto oggi qual è: non certo costruire una sinistra il cui valore fondante sia antiberlusconismo, per quanto l’antifascismo fu un denominatore comune che unì tante forze politiche. Il  punto è invece incontrarci nel percorso ideale e politico descritto dalla costituzione, che pone al centro la ricerca di una società possibile e non un feticcio irraggiungibile. Va da se che la modifica della seconda parte della costituzione, laddove necessaria, dovrà rispettare la parte prima della costituzione, altrimenti non si comprende di quale società stiamo parlando: non si può far entrare dalla finestra della seconda parte della costituzione ciò che è uscito dalla porta della prima parte, che esattamente quello che vogliano fare le destre italiane.

La sinistra nelle istituzioni serve proprio a questo. Su questo punto pensiamo che il movimento di Sinistra democratica, Il Movimento per la sinistra e gli altri partiti che aderiscono al progetto di “Sinistra e Libertà” (e prendiamo per buono che S&L diventerà presto un partito) stanno legando le loro manifestazioni, il loro pensiero, le loro battaglie, proprio alla Costituzione e alla realizzazione di uno stato laico, solidale ed equo (anche se di cui non se ne parla né sui giornali né in televisione, perché ciò mette in pericolo il fragile collante che regge, o reggerà fino a giugno, il PD.

La costituzione è permeata di valori socialisti ed ecologisti che rendono coeso il, speriamo, futuro partito che nascerà da “Sinistra e Libertà”. Conforta che la classe dirigente che si è riunita intorno al tavolo e ha fondato “Sinistra e Libertà” ha anche un’età giovane: a cinquant’anni si conosce molto sia del mondo dei vecchi che di quello dei giovani e Vendola, Fava, Francescato, Belillo ci sembra che sappiano bene porsi di fronte alle vecchie come alle nuove problematiche, e, confidiamo, che siano abbastanza esperti e maturi da non essere presi da raptus liederistici. Perciò, almeno per questa volta, speriamo che il giovane Pietro si sbagli!

31/3/2009

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