Sezione "Pio La Torre" Alliste

Filibustieri e censori.

Ovvero la politica deve rimanere una cosa sporca.

"Fuitevenne 'a Napule" gridò Eduardo, l'uomo che “era” Napoli, il grande artista che solo Napoli poteva esprimere che è stato uno dei pochi italiani veramente grandi.

Quando tutto è perduto non resta che scappare, andare via.

Ci aspettavamo nella nostra "ingenuità" una sollevazione non dico popolare, ma almeno dei giornalisti, di fronte al gravissimo atto censorio della Rai perpetrato ai danni non di un uomo, non di una trasmissione, ma ai danni della libertà. Invece nulla. La parola d'ordine è isolare il "diverso", lasciarlo solo, farlo apparire incazzato, rosso dalla rabbia. Ma è la rabbia di chi sa di aver lavorato bene e di aver fatto solo il suo lavoro. Nell'Italia dominata da Berlusconi e i suoi accoliti colpevole non è il delinquente ma chi scopre le magagne. Così l'imputato diventa giudice ed è, dispiace dirlo,  agli occhi degli italiani più credibile del magistrato. Lui, il magistrato, è  oggettivamente colpevole grazie al fattore “TR”, toga rossa.

Attaccare i magistrati, invece,  è un atto terroristico che colpisce uno dei tre poteri dello stato moderno ed è terrorista chiunque lo uccida o chiunque ne tappi la  bocca in virtù di una presupposta sovranità che prescinde dalla legge stessa.

Qui a Lecce, intanto, sui giornali volano i piatti sporchi della politica e più sono sporchi e più la tiratura dei “giornali” aumenta, specie quando al centro della lite da comari ci sono l'ex segretario nazionale della Fgci, nonché figlio prediletto di Berlinguer, già primo ministro, ex ministro degli esteri (che ha il numero di cellulare di Condoleezza Rice), Massimo D'Alema e dall’altra parte il due volte presidente della Provincia Lorenzo Ria, ex presidente dell'ANPI,   l'uomo che reso famosa la Provincia di Lecce nell'Italia intera, fino ad aver già collezionato tre legislature, profeta, insieme al primo, dell'Ulivo ante-litteram. Si ricorderà che ai tempi della prima elezione di Ria alla provincia, mentre il PPI e PDS a livello nazionale erano uno contro l'altro armati, a Lecce il sodalizio sfociò nella prima volta di ex-DC ed ex-PCI insieme.

In questi giorni con tanto di virgolette sulla stampa "provinciale" volano le frecciate al vetriolo fra l'uno e l'altro. Non sono trascorsi nemmeno 365 giorni da quando Berlusconi si è insediato sul trono di palazzo Chigi, e mentre risuonano ancora le parole della campagna elettorale scorsa, in cui si diceva peste e corna dell’attuale capo del governo, con il morto ancora in casa, con Veltroni da qualche giorno svanito   nel nulla da quale proveniva, con un PD che è  una nave senza nocchiero in gran tempesta, Ria cede alle sirene di Fitto, con un operazione di vergognosa filibusteria politica. Ma, colpo di scena, il PDL di Lecce si solleva e Ria perde il posto di candidato, così come Stefàno, transfuga sempre del PD è approdato alla corte la Poli-Bortone con la lusinga di avere la candidatura a presidente della Provincia, ma altro colpo di scena: trombato anche lui, o forse no, adesso che Ria non c'è più. Forse la Poli rientrerà nei i ranghi dopo aver fatto prendere la strizza al Popolo della Libertà, ciò che suona sempre di più come un insulto. Ci aspettiamo, naturalmente, che Ria dica: "... e quando mai sono passato al centro destra" e D'Alema a fargli il verso: "... tra me e Lorenzo c'è un'intesa politica a prova di bomba". Ma le frasi erano virgolettate? "Macchè, normale dialettica in un grande partito che i giornali hanno trasformato in una tempesta

E il popolo che fa? Sta giù e, come una squallida partita di tennis in cui non esistono regole, gira la testa ora di qua ora di là.

Plutarco nel “Moralia III” definisce la politica “la forma più alta e più nobile dell’etica”,  roba antica, vecchia, contenuta in un libro polveroso e pagine ingiallite, all’epoca quando scriveva queste amenità non c’era la televisione: che è questa libertà di stampa? che è questa coerenza?  “che ce ne futte a nuie” direbbero gli Squallor; che è questa paura della dittatura? Oggi "the only way to the italian dream" passa attraverso la De Filippi. Come ha dimostrato il Festival di Sanremo, con una coincidenza che ha del miracoloso:   la sera in cui si alternava al microfono delle vallette di Bonolis proprio la De Filippi nazionale, vinse un suo pupillo. Come è successo a Lecce, città in cui la politica è più sporca di una latrina, la De Filippi ha radunato sessantamila persone. Piazza Sant'Oronzo si è trasformata nel Maracanà delle chimere. In sessantamila sono accorsi a vedere, non i Beatles, non i Rolling Stones, ma un miracolo da far invidia a Padre Pio: il Nulla osannato più di Maria Callas.

16/4/2009

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