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Politica

Dal terremoto in Abruzzo al terremoto del 25 aprile

Ora anche Napolitano comincia ad essere seriamente preoccupato!

Finalmente Napolitano ha battuto i pugni sul tavolo. Forse se avesse fischiato prima il fallo (lodo Alfano) oggi non ci sarebbe stato bisogno di un richiamo verbale così chiaro ed esplicito. Tuttavia  questo dà la sensazione del pericolo in corso.

Molto tranquillamente Berlusconi ha fatto sapere di non aver gradito, ma che col capo dello stato regolerà i conti dopo il prevedibile plebiscito delle europee e provinciali, e il definitivo collasso del PD. Berlusconi ha capito che è arrivato il momento di sferrare l'attacco finale alle istituzioni democratiche e affonda i suoi fendenti come lama nel burro. Quando pone il problema della governabilità, pur sapendo di non averne bisogno visto l’ampio margine di voti in parlamento a suo favore,  lui ragiona ormai da presidente della repubblica in pectore. Ma da quel posto non vuole fare né il notaio né il garante, e nemmeno il picconatore. Lui deve trasformare l’Italia in una repubblica presidenziale  e per questo deve disbrigare la pratica degli ostacoli costituzionali.

Dall'altra parte Franceschini ha terremotato il 25 aprile: mentre i "comunisti" faranno l'ennesima scampagnata, come dice Brunetta, per ricordare qualcosa che nella mente degli italiani è sempre più lontana, lui, il comandante in capo, sarà nel luogo simbolo del sisma abruzzese a dare la dimostrazione che non c'è tempo da perdere dietro a "inutili" celebrazioni. Quella che sarebbe stata  una delle poche giornate di oblio di Berlusconi, Franceschini ha avuto la capacità di trasformarla nella sua marcia trionfale. Non la giornata della liberazione dell'Italia dal fascismo e dall'invasione straniera, ma l'ennesima occasione per  fare il ducetto, di cui in Italia, inutile nasconderlo, ci sono ancora tanti estimatori, perché “quando c’era lui…”.

È bene, quindi, che il PD, che dalla sua fondazione ad oggi ha sbagliato tutto, prenda atto che le prossime elezioni saranno un bagno di sangue (vedi l'ultimo sondaggio segreto di affariitaliani.it) e cominci a definire le sue strategie in senso chiaro di riposizionamento nell'area del centro-sinistra, riannodando i fili di un discorso con le forze progressiste tranciato di netto , abbandonando la deriva centrista. La campagna acquisti di Fitto in Puglia si sta dispiegando non solo nei margheritini del PD ma si è estesa anche all'UDC , riconquistando quell’area che, "obtorto collo" , aveva seguito Casini all'opposizione. Ciò renderà il PDL (rectius Berlusconi)  non solo invincibile ma  lo affrancherà anche dalla Lega. Casini sicuramente ricorrerà ai ripari cercando di tirar fuori dal PD quel che resta della Margherita.

È ora, dunque, che si apra un serio tavolo di trattative nell'area della sinistra, al quale nessuno si deve sedere con complessi di superiorità, per definire dei punti minimi per porre un argine a questo quadro drammatico. Su questi argomenti scriviamo da mesi e non sappiamo più in che salsa metterla, che parole nuove trovare: quello che invece di nuovo c'è è che ogni giorno che passa la situazione economica, sociale, civile, culturale peggiora.

23/04/2009

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