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Politica

L'ultimo disperato appello di Franceschini per salvare il PD

"Votate per me che sono il meno peggio"

L'ultima polpetta avvelenata confezionata dal PD nella versione "demo-clerical-perbenista è: "Votate per me che sono il meno peggio". La rincorsa affannosa della Lega, il cui ministro degli interni è raggiante perché è riuscito a dimostrare tutta la sua arroganza nei confronti di qualche disgraziato di pelle nera, operata da Fassino e Violante , rappresenta la cifra dell'Italia che ci aspetta se questo sciagurato appello passerà.

Oggi più che mai è visibile che la tragedia in cui versa l'Italia è stata determinata dal tentativo malriuscito di Veltroni di ricostituire la Democrazia Cristiana. Veltroni e la sua visione semplice e semplificata della politica ha assunto la guida del PD con delle primarie burla, avendo avuto buon gioco dalle vicende giudiziarie in cui erano incappati D'Alema e Fassino, salvati successivamente dalle immunità parlamentari.

Oggi nell'ex schieramento ingannevole PD-IDV (che una volta eletti avrebbero dovuto costituire un unico gruppo in parlamento, altro inganno) volano gli stracci. Fra i due ex alleati si è scatenato un litigio che non è nemmeno paragonabile alle faide fra cosche rivali, ma somiglia più all'accapigliamento fra due "vaiasse" che si contendono il guappo del quartiere.

Franceschini sa che quelle europee e amministrative saranno le elezioni che sanciranno la liquidazione del

PD, ma invece di richiamare al voto tutti i cittadini che hanno a cuore la carta costituzionale e dire apertamente a tutti gli elettori del centro sinistra di andare e votare per il partito che più li rappresenta in vista della ricostituzione di un nuovo centro sinistra, prosegue pervicacemente nel dare a Berlusconi la vittoria assoluta purché, anche se con 20 punti di distacco, il PD rimanga l'unico partito in circolazione.

È vero che l'IDV è il partito legato a Di Pietro più di quanto il PDL non sia legato a Berlusconi, poiché quest'ultimo persegue l'instaurazione del sistema voluto dalla P2, mentre il primo esiste perché esiste Berlusconi, e che PDL e IDV sono fondati sullo stesso populismo leaderistico, ma ci spaventa del PD non Franceschini o D'Alema o altri capataz, ma gli elettori e i militanti dell'ex DS che ancora e altrettanto pervicacemente, contro ogni evidenza, difendono un partito che non si sa bene cosa sia, non si sa bene dove voglia andare, non si sa bene cosa voglia ottenere: un partito che non ha un programma, che non ha valori condivisi, che ha tentato solo di insediarsi al potere, con la malcelata volontà di gestirlo attraverso clientele varie.

Mai visto tanto fanatismo, tanto negazionismo dell'evidente. Ma Franceschini, nel mentre dice che non si può votare per IDV perché è solo un partito antiberlusconiano, fa esso stesso leva sull'anti-berlusconismo, salvo poi, nei casi concreti, rimanere muto di fronte al saccheggio della legalità e della civiltà, salvo poi astenersi sul federalismo (alias separatismo fiscale), salvo poi festeggiare il 25 aprile non insieme alle forze antifasciste, ma con Berlusconi.

Siamo consapevoli che questa potrebbe essere l'ultima occasione in cui qualcosa che si definisce chiaramente di sinistra e ambientalista si presenta alle elezioni, ma proprio alla luce di questa ipotesi, non certo remota, il voto non solo inutile, ma sbagliato e utile a consolidare il regime che si è instaurato in questo paese, è proprio quello dato al PD. Perché non solo nell'anno trascorso dalle ultime elezioni ad oggi abbiamo tastato l'inconsistenza del PD e l'inesistenza dell'opposizione, ma il PD si è rivelato essere una ruota di scorta formidabile per il partito di Berlusconi e per la maggioranza di governo.

Per questo oggi serriamo le fila e condividiamo il progetto posto in essere da Fava e da Vendola, per difendere e proporre a modello politico una chiara lotta alle mafie e una chiara proposta di buon governo come quella pugliese.

Sotto questo punto di vista, in Italia, la Puglia è l'ultimo riferimento per un governo della sinistra che vorremmo, che, stretto dall'impellenza dei problemi da risolvere, ha cessato di essere idealismo parolaio ed è diventato idealismo applicato nel concreto delle leggi della giunta regionale.

10/05/2009

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