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Sezione "Pio La Torre" Alliste Alliste. Elezioni provinciali 2009 Alliste: elezioni europee ed elezioni provinciali La Nuova Sinistra, il “Popolo delle Veline” e “La Puglia dei miseri sotterfugi” Pensavamo di partecipare ad una competizione elettorale dove si è chiamati a misurarsi per idee, per storia, per impegno politico, per presenza sul territorio, per dirittura morale, per le battaglie condotte per il rispetto dei diritti dei cittadini, e non ad un concorso di bellezza dove contano il colore dei capelli o il nodo della cravatta. Nei seggi elettorali c'erano, travestite da rappresentanti di lista dei partiti di centro-destra, belle figliole il cui unico compito era quello di mettere in bella mostra i simboli dei partiti di Berlusconi e dei suoi vassalli in terra salentina, così il maschio, buttando l’occhio, riceveva un’indicazione di voto. C'è stato addirittura chi, come il sindaco di Alliste (La Puglia prima di tutto), che ha nominato rappresentanti di lista esterni al collegio numero 27 (provenienti da Taurisano, Parabita, Lecce) in 23 sezioni che hanno votato in questo collegio. Del "grande fratello" è questa degenerazione culturale che più preoccupa: l'inversione della gerarchia dei valori che ha trasformato la politica in uno spot pubblicitario dove tutti promettono benessere, felicità, successo, lavoro ma che alla fine è solo ricerca affannosa della propria personale sistemazione. C'è chi ha investito montagne di soldi in comitati elettorali in decine di comitati elettorali, distribuito rose rosse alle elettrici all'uscita dei supermercati con la propria foto, organizzato serate di pizzica con costosi complessi, megaparty in alberghi "esclusivi" della zona, pellegrinaggi a San Giovanni Rotondo con il contributo politico dei "fedeli" di soli tre euro, oltre al voto, s’intende! Perché un candidato investe così tanti soldi per una campagna elettorale? Noi di Sinistra e Libertà, che non buttiamo soldi perché ci sembra un insulto alla miseria, abbiamo chiesto al responsabile dell'ordine pubblico di Alliste (il sindaco) il rispetto degli spazi elettorali dei candidati, visto che in uno dei pannelli montati c'erano 36 suoi manifesti e nessuno dei nostri, che erano stati stracciati o ricoperti dalla sua effige. Noi che non abbiamo soldi per stampare gigantografie sei metri per tre o tanti manifesti o aprire comitati elettorali in ogni angolo di strada, siamo stati costretti a sporgere denuncia giovedì pomeriggio, prima del voto, ai carabinieri. Che mestiere fa chi spende così tanti soldi per un seggio nel consiglio provinciale? Una specifica norma di obbligherebbe coloro che fanno politica a rendere pubblica la propria situazione reddituale e patrimoniale quando si entra in un'assemblea elettiva: quanto si guadagnava prima e quanto si guadagna dopo, che patrimonio si aveva prima e che patrimonio si ha dopo. Naturalmente la norma è priva di sanzione per cui è una norma, dicono i manuali di diritto, imperfetta, invece è praticamente inutile. La politica non è più quel mandato onorifico che assumono le persone libere, la politica è diventato un reality show, scorciatoia che consente di raggiungere propri obiettivi aggirando l'insidioso ostacolo della meritocrazia, ricerca del biglietto vincente di quel gratta e vinci dove c'è in palio un posto nella nomenclatura potente e nullafacente. Scriveva Granisci nel 1918 "L'Italia è il paese dove si è sempre verificato questo fenomeno curioso: gli uomini politici, arrivando al potere, rinnegano le idee e i programmi propugnati da semplici cittadini, non solo per mancanza di energia morale dei singoli, ma soprattutto perché non sono mandati e sorretti al potere da partiti responsabili delle deviazioni individuali di fronte agli elettori e alla nazione. In Italia non esistono partiti organizzati, esistono consorterie, cricche, e camarille che operano nell'interesse particolari di clientele locali affaristiche. Sono politicanti che non rispondono ad un partito che per difendere il suo prestigio li obbliga a dimettersi se tradiscono la parola data. Essi rispondono solo a forze occulte, insindacabili, che tengono poco al prestigio e tengono invece molto ai privilegi parassitari. Il regime italiano non è parlamentare, ma è il regime dei pascià, con molte ipocrisie e molti discorsi democratici." È evidente che dal 1918 ad oggi non sono cambiate, anzi sono peggiorate. Nel regime dei pascià, c'è la carne venduta, quella razza politica che cambia partito nel giro di una telefonata, e c'è anche la carne da macello, quegli agnelli sacrificali che qualche capoccione ha mandato allo sbaraglio, in vista delle prossime elezioni regionali del 2010, usando le elezioni provinciali per misurare i suoi voti. In questo gioco al massacro, come nell'isola dei famosi, sono i cittadini che rischiano di essere eliminati che, ancora una volta, rischiano di essere rappresentati alla provincia di Lecce da mestieranti della politica. E in questo regime dei pascià quanto costa un voto? Ad Alcide Cervi la battaglia per conquistare il diritto voto costò la vita dei suoi sette figli. Mentre abbiamo assistito a regali di un blocchetto di buoni pasto della mensa scolastica; a candidati che offrivano birre; all'assoldamento di un esercito di personale per tagliare erbaccia. Il voto, il principio della democrazia, espressione della libertà, idea che si ha del futuro, il futuro che si desidera costruire per i propri figli, è stato compravenduto in tutte le maniere e in qualsiasi moneta e prezzo Quelli che oggi hanno cinquant’anni sapevamo che la loro vita sarebbe stata diversa e migliore rispetto a quella dei propri padri, che a loro volta avevano avuto una vita migliore rispetto ai loro. I giovani di oggi hanno invece la certezza che finiranno nel gorgo infernale della precarietà, laddove nessuna libertà è vera libertà perché la dipendenza economica crea sudditanza nei confronti di questo regime dei pascià. Così il sud continua a privarsi dei suoi figli migliori. Nell'Italia di Fabrizio Corona, di Noemi e di Papy, non emigra più chi ha solo le braccia da vendere, emigrano i cervelli, non per libera scelta, ma obbligati per sopravvivere, magari accettando un lavoro nei cali center sfruttati, malpagati e massacrati, senza nessuna prospettiva di futuro, perché qualcuno crede che il grado di modernità sia direttamente proporzionale alla precarietà e allo sfruttamento. Il vuoto della prospettiva sociale e politica si nasconde dietro ai PITT, PUG, POR, PON, acronimi della concezione tecnocratica della politica, che nascondo fiumi di denaro tolti ai poveri e dati a finti imprenditori che si trasformano non in posti di lavoro ma in BMW e Mercedes, mentre rimangono in secondo piano le cose concrete che possono dare un senso alla battaglia elettorale all'ente provincia che Berlusconi aveva bollato nella scorsa campagna elettorale politica come ente inutile, che aveva promesso di abolire. E a proposito di bolle e di balle, Berlusconi aveva promesso che nei primi cento giorni di governo avrebbe abolito anche il bollo delle auto, ma lui conosce i suoi polli e anche quella del bollo era una balla. E allora visto che le province sono ancora al loro posto a cosa possono servire? A cosa può servire un rappresentante di questo collegio della sinistra alla provincia di Lecce? Trasporti e microcredito. Non sarà certamente la pizzica-pizzica o la tarantella a risollevare le condizioni della nostra economia. Spostare uomini e merci nello spazio è il presupposto della ricchezza, dice la scienza economica. Il nostro territorio è percorso ancora dalla littorina ed ogni passeggero che circola su questa littorina qualche anno fa costava 500 euro. La priorità è quella di accelerare i lavori di ristrutturazione di questo mezzo di trasporto per collegare la stazione di Lecce o l'aeroporto di Brindisi con questa che oggi è una landa desolata. Le distanze fra Alliste e Lecce o fra Alliste e Brindisi, sono distanze che in qualsiasi paese sviluppato si percorrono in mezz'ora e in un'ora. Il turismo non vive di affitti selvaggi o di balli tribali, il turismo vive di collegamenti efficienti dove porti, aeroporti e stazioni servono per collegare questo lembo di terra all'Italia e all'Europa. Il microcredito alle aziende nasce da un'idea di un economista indiano, che ha vinto il premio nobel per la pace, attenzione il premio nobel per la pace e non per l'economia. Il microcredito è una forma di credito concessa alle fasce più deboli, quelle che non hanno garanzie da offrire per avere un prestito, che vogliono affacciarsi al mondo del lavoro, per avviare un'attività e la garanzia deve essere data non dalla casa di papa, ma dallo stato e per esso dalla provincia. Innalzare il livello del benessere significa innalzare il livello della libertà delle persone, innalzare il livello del benessere significa innalzare il livello della felicità delle famiglie ecco perché quell'economista ha vinto il premio Nobel per la pace e non per l'economia, perché è la fame che fomenta le guerra e la guerra più infame è la guerra fra poveri.
I vecchi compagni raccontano le storie di quando nelle piazze dei paesi la sera c'era chi aveva solo le braccia da vendere e poi c'era qualcuno che passava e decideva chi all'indomani avrebbe lavorato e chi no, chi all'indomani avrebbe mangiato e chi no. E non bastava essere un bravo lavoratore per poter lavorare: il fattore ti chiedeva in cambio anche la dignità. La nuova sinistra italiana si è presenta in questa campagna elettorale, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non con l'ansia degli sconfitti, e nemmeno con l'ansia di chi deve far carriera politica, né per misurare le potenzialità di qualcuno da giocare sul tavolo verde della roulette delle elezioni comunali. Il film su Peppino Di Vittorio, ci ha raccontato attraverso la sua vita, la storia della sinistra. Un bambino, orfano di padre, dovette lasciare la scuola per lavorare, quel bambino di otto anni che da i soldi alla madre e della sua parte compra libri e candele per studiare di notte; un bambino che rinuncia ad alimentare lo stomaco, per alimentare la mente. La storia di quel bambino di Cerignola, che diventò il capo del sindacato unito mondiale, racchiude la storia del nostro movimento che non è fatta di chiacchiere e distintivo, come qualcuno anche a sinistra continua a pensare. La nuova sinistra si riunita intorno al progetto di Claudio Fava e Nichi Vendola. Claudio Fava è figlio di Pippo Fava il coraggioso giornalista siciliano che il 28 dicembre del 1983 intervistato da Enzo Biagi disse a chiare lettere che la mafia stava in parlamento: denunciò pubblicamente l'intreccio fra affari, politica, cosa nostra e cavalieri del lavoro immobiliaristi che hanno saccheggiato Palermo, otto giorni dopo fu ammazzato dalla mafia La sinistra ha una storia di lotte per l'emancipazione, per i diritti civili, per i diritti sociali da difendere, perché la mafia non è solo coppola e lupara, la mafia è arretratezza culturale, la mafia prolifera nella soggezione generata dallo stato di bisogno, la mafia è clientelismo, la mafia è opere pubbliche fatte male, come la casa dello studente dell'Aquila, che ingrassano politici corrotti e palazzinari corruttori. C'è anche una storia di buon governo da difendere. Il Presidente della Regione Puglia ha vinto certamente contro Fitto la tornata elettorale del 2005, ma prima di tutto ha vinto con i tanti nemici interni che aveva nel centro sinistra, basta rileggere le dichiarazioni di pezzi grossi del centro sinistra all'indomani della vittoria alle primarie contro Boccia. Nel centro sinistra vi sono ancora delle sacche di rancorosi personaggi che preferiscono far vincere l'avversario piuttosto che far vincere un alleato scomodo, scomodo perché coerente, scomodo perché persona di parola, scomodo perché non prende i voti dei lavoratori e dei giovani e poi se li va a spendere con i banchieri. La Nuova Sinistra Italiana contro le centrali nucleari Questa sinistra serve nelle nostre istituzioni per evitare che una grazia diventi una disgrazia. Il Salento è una zona non scarso o nullo rischio sismico. Ma proprio per questo qualcuno a Roma ha deciso di piantare qui un paio di centrali nucleari, come se non bastasse la centrale di Cerano, come se non bastasse la diossina, come se non bastassero i morti di tumore di cui la provincia di Lecce detiene il record. Perché le centrali nucleari quando qui in Puglia quando la giunta Vendola sta incentivando l'utilizzo del sole e del vento per produrre l'energia elettrica? Un impianto fotovoltaico o un impianto eolico produce energia elettrica subito, una centrale nucleare invece richiede 20 anni per entrare in funzione, ma i pericoli iniziano non appena si pone la pietra. È necessario che nelle istituzioni vi sia un'opposizione "senza se e senza ma" per evitare questa disgrazia. Per questo ci vogliono nelle istituzioni persone che dicano parole chiare su questo argomento, che non si astengono, come nel caso del federalismo fiscale voluto dalla Lega ma che dicano subito e con forza no! Astensionismo e berlusconismo Ma tutto questo passa attraverso l'assunzione di responsabilità di tutti i cittadini noi. Invece c'è chi non si vuole compromettere, c'è chi non ha il coraggio di essere libero nemmeno del segreto dell'urna, e ancora, prima l'astensionismo aveva una matrice qualunquistica, oggi l'esercito degli astensionisti è composto da persone che più hanno creduto nella politica e sono sfiduciati. Le elezioni in Abruzzo, e quelle in Sardegna ci hanno restituito questo quadro sociologico. Il centro sinistra è uscito devastato, perché i cittadini che rinunciano al diritto di voto sono proprio gli elettori storici del centro sinistra. Sono tante le persone che ritengono che ormai sia inutile votare e se è vero che un operaio su tre vota per il centro destra, come dice quel simpaticone di Capezzone, questo è un dramma nel dramma. Non solo Berlusconi vince, ma il berlusconismo è penetrato nel sangue degli italiani, come è penetrato nella pelle di quell'artigiano di Melissano che a 55 anni è stato costretto a chiudere la sua azienda ed emigrare per lavorare in nero, vittima anche lui della schizofrenia politica che affligge quegli operai che non votano riferendosi alle loro materiali condizioni di vita ma sotto l'effetto dell'oppio sparso via etere dalla televisione. "Il lavoro precario sta privando del futuro un'intera generazione. Libertà non è un prodotto di plastica che si vende nei supermercati, ma è la libertà dalla paura, dalla miseria e dalla precarietà". Così Vendola ha sintetizzato il dramma di un'intera generazione, ma il Presidente Vendola non solo ha detto ma successivamente ha anche fatto: ha trasformato l'incubo in un sogno e poi in realtà per centinaia famiglie dell'ospedale di Torremaggiore liberandoli dal forcipe della precarietà che abortisce la libertà di pensiero quella delle cooperative burla che servono solo ad arricchire i capataz. Si tratta di lavoratori estemalizzati, che lui ha fatto intemalizzare cioè li ha fatti assumere dall'ospedale ed oggi ha liberato dalla schiavitù, perché di schiavitù si tratta, centinaia di famiglie. Il provvedimento “salva cattedre” della Giunta Vendola per neutralizzare la riforma Gelmini Ancora, qualche giorno fa Vendola ha tappato i buchi del ministro della pubblica istruzione Gelmini. Per i prossimi due anni scolastici, la Regione è pronta mettere sul piatto 22 milioni di euro di fondi europei per richiamare al lavoro mille docenti colpiti dai tagli del ministro dell' Istruzione. Il presidente Vendola, ha presentato ai precari della scuola pugliese il provvedimento "salva cattedre": la Regione proporrà al ministero classi con una massimo di 25 alunni, contro i 32 previsti dal governo Berlusconi e se tra i banchi siede anche uno studente disabile, la soglia massima di alunni per classe si abbassa a 20 unità. Questa scelta comporterà un aumento di oltre trecento classi e un aumento di mille cattedre, un aumento del personale Ata, un aumento del numero di tecnici di segreteria, un aumento del numero dei bidelli. L’uguaglianza delle giunte comunali di fronte alla Regione Puglia Il presidente Vendola ha mandato al comune di Alliste 50.000 euro per l'acquisto di due scuolabus. Ha stanziato 10 milioni di euro per l'assegno di prima dote ai bambini fino a 36 mesi. Altri 10 milioni sono stati stanziati e distribuiti per di curare gli anziani. Ed il presidente Vendola non ha fatto distinzione fra giunte amiche e giunte nemiche, come faceva il principino Fitto, che ad Alliste non ha mai mandato una lira perché dovevamo scontare il peccato originale di essere di centro sinistra. Il voto che fa bene ad un nuovo centrosinistra Per questo chi ha votato per “Sinistra per il Salento” ha votato per un centro sinistra che ha ben governato la nostra provincia e la nostra regione e vuole continuare questa esperienza di buon governo, il governo di un centro sinistra unito, non litigioso, esempio virtuoso di quello che poteva essere e non è stato per il governo nazionale, senza un Mastella che ha gettato l'Italia nelle mani di Bossi, Maroni e Borghezio e oggi è stato ricompensato con un posto al parlamento europeo, mentre l'iter dell'incriminazione a sua moglie continua perché non erano infondate le motivazioni che ne avevano portato all'arresto e lui si è vendicato facendo cadere il governo. Chi ha votato per “Sinistra per il Salento” e per “Sinistra e Libertà” ha votato per l'idea che ha del suo futuro, ha votato per riaffermare la conquista dei diritti e non l'umiliante pratica dei favori, ha votato per la certezza delle idee della politica e non per mercenari, perché noi non dobbiamo ubbidire come gli schiavi, noi dobbiamo solo ubbidire solo alla nostra coscienza, mantenere fede alle nostre parole, una stretta di mano per noi è il più vincolante dei contratti, la coerenza è un privilegio che solo le persone libere hanno, perché portano sulle spalle il peso del pensiero collettivo dei militanti che non ti chiedono favori ma di lottare insieme a loro per l'affermazione dei diritti e per la supremazia della legalità. Chi ha votato per “Sinistra per il Salento” ad Alliste ha votato nel nome di tutti quei lavoratori e quelle lavoratrici che non vendono il proprio voto che possono dire ai loro figli alle loro spose ai loro genitori è vero siamo sfruttati e malpagati ma non siamo servi di nessuno e siamo tanto liberi da poterci permettere il lusso di essere coerenti. 15/6/2009 |
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