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Sezione "Pio La Torre" Alliste Politica Né Stalin, né Mussolini lui è Berlusconi Dire che Berlusconi ha passato il segno è una di quelle frasi che fa ridere i polli. Berlusconi, luminare della menzogna, di tanto in tanto saggia fin dove può spingere i suoi affondi menzogneri. Sa che in Italia c'è una situazione drogata per quanto riguarda l'informazione. Saggia fino al punto in cui è arrivata l'insipienza dell'informazione, quel pezzettino che è rimasta nelle mani del PD. Un'informazione pilotata dal buonismo di Veltroni quello che, all'indomani del disastro elettorale, dell'aprile del 2008 dopo essere stato squinternato da Berlusconi, gli telefona per dire che riconosce la vittoria (sic!); del democristiano che, per non perdere i voti dei duri e puri dei DS, è stato prestato al "comunismo" che è Franceschini e da D'Alema che ha il terrore sacro della criminalizzazione di Berlusconi, convinto com'è che questo gli fa prendere più voti e per questo evita di parlare male del suddetto. Berlusconi sa bene, perché fin qui ci arrivano anche i cretini, che l'informazione in Italia, nella quasi totalità dei casi non dice niente che gli possa veramente nuocere, però, casomai qualcuno avesse avuto qualche rigurgito eroico butta delle battute che in qualsiasi paese normale avrebbero sbattuto fuori il primo ministro a calci nel culo. "La TV pubblica non può permettersi di parlare male del governo": questa la drammatica affermazione del primo ministro italiano. C'è chi lo ha paragonato a Stalin, c'è chi vorrebbe, ma non osa, paragonarlo a Mussolini, ma crediamo che questi paragoni storici siano fuori dalla grazia di dio. Lui sta semplicemente portando avanti la normalizzazione dell'Italia in aderenza a quello che è il progetto della loggia massonica "Propaganda 2". In qualsiasi paese normale nessun giornalista avrebbe pensato cosa fare a settembre, ma avrebbe proclamato uno sciopero chiedendo la ritrattazione pubblica dell'affermazione tanto grave quanto, per i motivi suddetti, falsa. La sua sortita è invece calibrata per dire: "Visto che non posso controllare la stampa estera e ancora non ho messo sotto controllo la rete, per evitare che qualche italiano di buona volontà vada a leggersi quello che dicono gli stessi sul Buffone d'Europa, la stampa italiana deve fare della controinformazione all'unisono". Noi abbiamo da tempo finito di preoccuparci di Berlusconi, lui è ormai un male incurabile che nessuna chemioterapia riesce a rallentare, siamo rassegnati di fronte alla indulgenza del sistema massmediatico italiano, noi invece siamo preoccupati dello stato di quiescenza in cui è stato posto lo spirito critico di quella parte di italiani che per decenni ha saputo resistere allo strapotere democristiano. 8/8/2009 |
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