Sezione "Pio La Torre" Alliste

Politica

Vendola visto da Alliste

Scivolato nelle sabbie mobili

Noi non abbiamo dubbi su Nichi Vendola, non per atto di fede, né per realismo politico (che, ahinoi,  ci manca) e meno che mai per religiosa venerazione verso il leader – il leaderismo non appartiene alla cultura della sinistra.

Troppo importante era, invece,  per lui dimostrare, e lo ha dimostrato, che un governo diverso è possibile e tanti atti della sua giunta lo hanno dimostrato.

Certo molti erano i nemici esterni, e lo si sapeva. Per la verità in tanti erano anche i nemici interni: in troppi non hanno mai digerito lo smacco delle primarie e per questo prima o poi l’avrebbe dovuta pagare, specie se la sua diversità politica cominciava a far vedere qualche frutto.

Chi ha vissuto nei DS sa quale crinale aveva preso questo partito  che non esitava a dimostrare la sua arroganza nei confronti di iscritti storici che cercavano di difendere le sezioni dagli attacchi di individui, pendolari del tesseramento, che però potevano garantire il controllo di pacchetti di voti basato sui sistemi mai soppiantati che si usavano ai tempi della DC. In termini di delegittimazione, specie  nei confronti delle liste avversarie di centro destra, abbiamo fatto tante figuracce.

Ovviamente Vendola  doveva governare con una coalizione e doveva accettare i nomi che i vari partiti avevano indicato, pena la possibilità concreta di vedere buttato a mare il bambino e l’acqua sporca. Ben sapendo, tuttavia, che di acqua pulita da sporcare se ne trova sempre tanta, un po’ più difficile è trovare i bambini. Emergono dai giornali di questi giorni le cronache di un andazzo alla regione Puglia che rendeva uguali uomini del centro-sinistra  e uomini del centro-destra: un “così fan tutti” che è fondamento della frase fatta “sono tutti uguali”. Difficile da smentire se le indiscrezioni saranno un giorno confermate Ovviamente, le verità giudiziarie vanno accertate nei tribunali. Viceversa  i giudizi politici sono più sbrigativi e il rimpasto ampio della giunta operato da Vendola quantomeno offre materiale per dire, da sinistra, che certi elementi che, obtorto collo, sono nostri alleati emanavano lo stesso medesimo lezzo di uomini che appartengono al sistema di potere che abbiamo sempre contestato e continueremo sempre a contestare: ma qui, a nostro discapito, soccorre sempre la faccenda del bambino e dell’acqua sporca.

Quel DS non ci convinceva più e avevamo visto giusto quando pensavamo che la faccenda sarebbe peggiorata con il PD: la scelta di rimanere nell’ambito della Sinistra e di non rompere le righe subito, ritirandoci a vita privata, era anche determinata dal fatto che avremmo potuto essere il catalizzatore di una nuova sinistra unita che si scadenzasse un obiettivo, non più rinviabile,   quello di costruire l’Italia possibile prefigurata nella costituzione. Un obiettivo nel quale i verdi, i socialisti, i comunisti e il mondo si sinistra non altrimenti qualificabile poteva aderire senza che nessuno gridasse al tradimento (anche se Ferrero e Diliberto la pensano diversamente). Questo in alto. In basso chi come noi esprime un gruppo in consiglio comunale, ieri dei DS, oggi di Sinistra Democratica o di Sinistra e Libertà, immaginavamo di poterci mettere al servizio della comunità, dando alimento, al tempo stesso a questo progetto ampio di sinistra e anche, perché no, per la riconferma di Vendola alla regione Puglia. Insomma, come sempre, eravamo disposti a fare gli uomini di fatica, ponendoci fra i cittadini e i nostri rappresentanti nelle istituzioni. Ma quando abbiamo provato di venire a contatto con i consiglieri regionali, con gli assessori regionali per informarli che noi eravamo a loro disposizione abbiamo trovato una serie di ostruzioni, l'impossibilità assoluta di  dialogare.  Tutto ciò è impossibile da concepire per chi, provenendo dal PCI  - la cui scala gerarchica andava rispettata senza discussione – era abituato a vedere circolare per le sezioni tutti i rappresentanti nelle istituzioni, onorevoli compresi. Sovente, invece, ci è capitato di apprendere notizie della regione Puglia e dei suoi assessori in consiglio comunale, dalla maggioranza di centro-destra. Nulla di male se si pensa che fra istituzioni vi sia dialogo istituzionale, appunto. Ma qualcosa è cominciato a non convincerci quando abbiamo sentito che qualche assessore, che noi avremmo dovuto conoscere a menadito per quello che avevamo da dire e per le battaglie condotte nei consigli comunali su certi argomenti, era a noi sconosciuto invece era ed è molto conosciuto, tanto da essere chiamato per nome, dagli esponenti di centro-destra.

Abbiamo detto all’inizio che, in maniera autolesionista, aborriamo il realismo politico, ma sappiamo bene che per vincere le elezioni bisogna raccogliere i voti e il centro-destra li raccoglie per i suoi candidati e così pure il centro-sinistra.  Ora, che la buona politica della giunta Vendola non abbia discriminato la nostra  comunità che ha scelto di essere governata dal centro-destra, è prova della saggezza di una amministrazione regionale sana. Un po’ suicida, non per noi, ma per Vendola troviamo il fatto di non averci "usato" per far sapere ai cittadini cosa di buono stava facendo. Se a questo si aggiunge che, nel caso di specie, il PD, perseguendo la sua vocazione “maggioritaria”, in corso d’opera, aveva arruolato nelle sue fila un esponente organico alla maggioranza di centro-destra la frittata è completa. Ripetutamente e per tempo, abbiamo chiesto a persone molto vicine a Vendola di poter rappresentare la realtà di un importante bacino. Volevamo comunicargli che alcuni comportamenti di suoi assessori, riconfermati e senza ombra alcuna nella nuova giunta, delegittimavano, a loro insaputa ovviamente, forse perché qualche loro stretto  amico mal li consiglia o male usa l’amicizia, le battaglie condotte dai consiglieri comunali che domani dovranno presentarsi nelle case a chiedere la riconferma di Vendola e disputarsi la partita contro questa maggioranza amica di Fitto.

La sinistra, Vendola ce lo insegna, non è un format televisivo per cui non prende i voti, come fa il centro destra con le televisioni. La sinistra  se esiste, esiste perché c’è nella realtà, c’è nelle sezioni. Ma se oltre agli iscritti, al segretario cittadino,  ai consiglieri comunali queste non sono frequentate e anzi sono snobbate dai rappresentanti nelle istituzioni, i fautori della politica del “così fan tutti” finiranno per guidare, come hanno guidato,  i "diversi" sul sentiero che conduce nelle sabbie mobili e li ci si impantana.

Oggi l’opinione pubblica non sa quali rivoluzionarie politiche sociali, ambientali, economiche abbia introdotto la giunta Vendola e laddove i cittadini hanno visto dei benefici, questi sono stati erogati, ovviamente, tramite i comuni.  L’opinione pubblica sa invece quello che scrivono i giornali, cioè sa che la giunta Vendola è finita nel gorgo del sexy scandalo con l’odioso risvolto che oggetto dei presunti atti di corruzione erano orientati verso la sanità. Non è male come argomento per Palese e Fitto in vista della prossima campagna elettorale, e nemmeno per coloro del PD che hanno preso l’ex assessore regionale alla sanità Tedesco (costretto alle dimissioni)  e per premio lo hanno mandato a fare il parlamentare.

10/9/2009

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