Sezione "Pio La Torre" Alliste

Politica

L'Italia vista dal resto del mondo

Si può ancora fare finta di niente?

Inghilterra:

The Times Roma brucia"

"Uno degli aspetti più deprimenti dello scandalo che avvolge il primo ministro italiano è che egli, nonostante un calo di consensi nei sondaggi, rimanga ancora al potere".

The Daily Telegraph "Altre cinque donne pagate da Berlusconi"

 "Aumenta la sensazione che la permanenza al potere del premier abbia i giorni contati" a causa dei suoi conflitti con i media, la Chiesa, gli alleati interni.

The Guardian "Compromessa la sicurezza nazionale”

The Daily Mail "Silvio e la sua galleria di ragazze da party"

Francia

Le Figaro "Trenta accompagnatrici per allietare le serate del Cavaliere"

Le Monde "Strategia della tensione"

Spagna

El Mundo "Prostituzione e cocaina sono le chiavi del successo, un imprenditore ammette che pagava droga e ragazze per Berlusconi"

Voz de Galicia “Fiesta con 30 chicas" per Berlusconi

El Pais "Un amico di Berlusconi gli organizzò 18 feste con prostitute"

Il premier italiano si appresta a incontrarsi in Sardegna con il premier spagnolo Zapatero, con il quale "ha ben poco in comune, ideologicamente e personalmente", ma l'incontro era stabilito da tempo.

Irlanda

The Irish Times  "Una soap opera"

The Irish Independent "Esplosive rivelazioni"

Australia

Mx “La collana di prostitute del premier”

Argentina

El Clarin “30 prostitute a 18 feste per ‘el capo’ “

È ovvio che qui in Italia c’è qualche carica istituzionale che fa finta di non capire, tranne il presidente della camera, tuttavia correo di questa deriva.  Non si tratta più di un’idea distorta o incredibile della democrazia, sulla quale si potrebbe, con qualche artificio dialettico, discutere e far passare per democratico ciò che democratico non è. Nemmeno più si tratta di discutere sull’abnorme conflitto di interessi  che vede governare chi possiede TV, giornali, banche, ipermercati, intere città che rimarrebbe relegato, nella sua enormità, nell’ambito del malcostume. Nemmeno più si tratta di chi cerca di sfuggire alla giustizia, non nascondendosi, non latitando, ma cambiando le leggi. Siamo ben oltre le barzellette sul pappone. Si tratta che al comando di un paese inserito nell’Europa e nella NATO vi è una scheggia impazzita che sa che non può mollare il potere perché potrebbe non godere  più dello status di persona al di sopra della legge. La sua folle rincorsa verso il consenso, attenuto in tutti i modi possibili e immaginabili e volte anche inimmaginabili,  ha al fondo questa verità .

Nella strategia di rincorsa al consenso c’era anche l’uso di prostitute di professione o "on demand"  che è una delle armi “più sofisticate” usate dai servizi segreti per venire a capo di fatti, nomi e circostanze che servono a debellare la sicurezza degli altri stati. Non riuscire a capire che Berlusconi è oggettivamente pericoloso e dovrebbe essere rimosso dall’attuale carica e posto sotto il diretto controllo dei nostri servizi di sicurezza è grave. È “bastato”,  si fa per dire, che saltasse una promessa di  candidatura alle europee a una di queste escort per far aprire uno scenario su un mondo che molti potevano immaginare, ma di cui non si aveva alcuna prova. E se l’uomo sotto i fumi della sua megalomania che, a quanto sembra, fa più danni della coca,  si fa registrare con un comune cellulare conversazioni intime da una call girl, sia pur di lusso, potremmo immaginare che cosa Matha Hari avrebbe fatto di quest’uomo: avrebbe messo in ginocchio il paese in pochi secondi. 

Non dimentichiamo che presso la procura di Napoli giacciono le registrazioni con altre conversazioni  dalle quali si evincerebbe che atti di libidine sarebbero all’origine della scelta di alcune ministre. Di quale altro segnale c’è bisogno per sollevare dall’incarico un tale signore facendogli capire, come lo stanno facendo capire i giornali liberi dei paesi liberi, che può dirigere il Milan o la Formula Uno, ma non un nazione perché oggettivamente l’Italia non è un paese affidabile e qualche capo di governo straniero potrebbe domani, sulla spinta della sua opinione pubblica, rifiutarsi di sedere al tavolo dove c’è seduto Berlusconi? Di questo si tratta.

Forse per noi italiani il concetto è un po’ difficile da afferrare perché in Italia c’è ovviamente il giornale di partito e questo c’è in tutti i paesi, poi c’è il giornale della CONFINDUSTRIA, poi quello della FIAT, poi quello dell’ENI, poi quello del “figlio di” o del “fratello di”, quello della finanza laica e molti di essi a volte, tramite esoterici processi di affiliazione, sono stati posti sotto il controllo di un "grande vecchio". Non solo, ma tutta la stampa nostrana attinge al finanziamento pubblico, il che seppellisce definitivamente l’idea di che cosa sia il giornale e il giornalismo. Così non è negli altri paesi. I capi di stato degli altri paesi, quelli normali, si preoccupano (eccome se si preoccupano!) di ciò che scrive il Times, il Wall Street  Journal, il New York Times, Le Figaro, il Financial Times. Ma anche qui per la verità c’è da fare un distinguo.

Anche nella prima repubblica i politici nostrani osavano criticare i giornali italiani per la storia che si è detto prima, ma non risulta che qualcuno di essi si sia mai permesso di criticare la stampa straniera, e comunque mai con questa virulenza, in quanto se ne riconosceva l’indipendenza di cui dava ampia prova non essendo tenera nemmeno nei confronti dei rispettivi  capi di governo. Non ci consola l’idea che Fini, oggi in preda ad uno sdoppiamento della personalità degno del Dr. Jakill, possa essere lui a sostituire Berlusconi e ci spaventa l’idea che, invece in vista del regolamento di conti interno al PD, quest’ultimo gli stia pregando lunga vita. C'è una classe dirigente intera che dovrebbe sparire perché ognuno a modo suo, ma senza grosse differenze quanto a responsabilità,  è stato complice del deragliamento dell'Italia

Le ammissioni dell’ex vicepresidente della regione Puglia  (o di sua moglie) sulla frequentazione di escort, quasi fossero delle scappatelle da regolare solo con un furibondo litigio in famiglia, offerte da un imprenditore, non crediamo per eccesso di simpatia nei suoi confronti, che aveva anche le chiavi del suo pied a terre, ci restituiscono, invece, il quadro comunemente condiviso dai due "schieramenti avversi" entro il quale di svolge la "lotta politica" che conduce alla logica: se loro per vincere si fanno corrompere anche noi per vincere dobbiamo farci corrompere e chi è fuori da questa logica è fuori, oggettivamente, dal gioco politico. È solo un antico e bacchettone, come Berlinguer, che era un galantuomo, ma che, come ha detto Veltroni, non aveva capito che il mondo era cambiato, non aveva capito la modernità come invece aveva capito Craxi.

11/9/2009

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