Sezione "Pio La Torre" Alliste

Politica

Strage in Afghanistan: un'altro po' di cacio sui maccheroni

Kamikaze

Il dg della RAI, Masi si è immolato  sull’altare della riconoscenza a Berlusconi assumendosi tutte le responsabilità dell’attentato non solo alla libertà e all’indipendenza ma  anche al conto economico del servizio “pubblico” televisivo.  Uno dei tanti sguatteri di Berlusconi è stato costretto a tanto per difendere il primo ministro e Vespa, inossidabile baciapile, anche se va ammirato per la coerenza, perché nemmeno ai tempi del centro-sinistra la sua devozione si è incrinata.

Così Vittorio Feltri, ventriloquo del casato di Arcore, manda messaggi sui desiderata del capo. Berlusconi non ha bisogno di pseudonimi, come Ghino di Tacco, per mandare a dire “vedete che la strada passa dal mio contado”. Lui assolda kamikaze che, una volta costretti a morire sul campo per far saltare di qualcuno (ieri Boffo e domani, chissà, Fini),  poi li fa resuscitare in qualche parlamento per godere delle immunità, ed evitare di essere giudicati per le malefatte ordinate dal capo.

Lasciamo il commento delle dichiarazioni dell’ex ministro degli esteri D’Alema, che ha voluto quella missione ("Abbandonare l'Afghanistan sarebbe una catastrofe") a Don Paolo Farinella, prete di Genova, che su “Micromega on-line” ha scritto: “ Sono morti inutili, morti che dovrebbero suscitare vergogna in chi li ha mandati e lì li ha tenuti e anche in coloro che vi sono andati per scelta libera e volontaria per avere uno stipendio proporzionato e ci soffermiamo sulle dichiarazioni di quel vero uomo duro che è il nostro ministro della difesa,  La Russa,  che definisce “infami e vigliacchi” (sic!) i kamikaze che hanno attaccato il convoglio italiano seminando terrore e morte. Riteniamo, alla luce di queste dichiarazioni, che  il  ministro della difesa italiano non sappia bene  come si combattono le guerre ed è per questo che gli piacciono tanto. Come se le Fosse Ardeatine  o i mille episodi degli squadristi in camicia nera non facessero parte di una storia da lui ampiamente condivisa.

In America sono i neri o gli ispanici del Bronx che vanno nelle zone di guerra e sovente ritornano in una bara con la bandiera a stelle e strisce, qui da noi sono i meridionali e stamattina, in una trasmissione radiofonica la zia di un ragazzo calabrese laureato, ma che per necessità ha dovuto arruolarsi  fra i “duri, massicci ed incazzati” riportava le telefonate del nipote che descriveva lo stato da “apocalyspe now” nel quale vivono e che la stampa non fa filtrare. Inoltre, aggiungeva la zia, del dottore parà: “volontari un corno! Ti ci spediscono a forza e nemmeno questo la stampa dice”.

Intanto il manovratore gongola, perché questa strage, come cacio sui maccheroni,  ha indotto all’annullamento della manifestazione per la liberta di stampa del 19 settembre a Roma. E perché  mai? Era un manifestazione, mica  un coca-party! A furia di esportare democrazia, anche con le armi, qui in Italia ce ne rimasta ben poca, ma evidentemente anche in questo caso siamo in presenza di kamikaze!!!

18/09/2009

Ritorna all'Indice        Ritorna alla Home Page