Sezione "Pio La Torre" Alliste

Economia

Da uno studio  della rivista medica The Lancet

Un mondo migliore è possibile: ma non è capitalista!

L'autorevole rivista medica The Lancet, fondata nel 1823, ha pubblicato i risultati di uno studio durato quattro anni, che hanno dato una spiegazione al fatto che negli anni '90 il tasso di mortalità fra gli adulti in età lavorativa (15-59 anni) nei paesi dell'est europeo è aumentato.

I dati sui quali si è lavorato sono stati forniti dall'UNICEF e riguardano il periodo 1998 2002. Il tasso di mortalità è aumentato di circa il 13%, che tradotto in termini assoluti significa 1 milione di morti.

Lo studio porta la firma di David Stuckler, Università di Oxoford, Lawrence  King, Università di Cambridge e Martin McKee, Scuola di igiene e medicina tropicale di Londra.

L'incremento della mortalità non riguarda ovviamente fucilazioni o altre cose del genere, riguarda invece gli effetti della privatizzazione selvaggia che ha imperversato nei paesi dell'Est, laddove essa è stata adottata come terapia d'urto per condurre nell'eden promesso dalle televisioni del capitalismo. Ovviamente tutto ciò passava anche dalla destrutturazione di quello che era lo stato sociale - per es., i controlli nelle fabbriche che prevenivano l'insorgere di alcune malattie, la disoccupazione e il conseguente alcolismo e via discorrendo.

Ovviamente i passdaran del capitalismo mai ammetteranno, come non ammettono, che le ricette economiche di una società fondata sul profitto portano a questi effetti. Perciò si è scatenata intorno allo studio serio, di una rivista seria, condotto da studiosi seri, che vivono nella Inghilterra liberista, una battaglia ideologica.

Noi non scenderemo a questi livelli perchè da sempre ragioniamo e pensiamo, indipendentemente da quello che pensano gli altri, con la nostra testa e riteniamo che l'obiettivo della politica di sinistra sia quello di vivere in un mondo migliore rispetto a quello di ieri. Questo è anche il motivo delle scissioni, delle critiche interne, del fatto che difficilmente riusciamo a portare, almeno in Italia, alla scadenza un governo che veda coinvolta anche la sinistra.

Che dopo la rivoluzione di Lenin l'impero sovietico non era il migliore dei socialismi possibili, ce lo siamo sempre detto. Nel 1968 tentò di farlo capire anche Dubček, e, a modo suo, anche Chruščёv tentò di avere un alzata di ingegno quando denunciò il culto della personalità nei confronti di  Stalin e le sue purghe, per questo fu dimissionato e guardato a vista del KGB fino alla sua morte. Infine, il commissario liquidatore dell'URSS, Gorbačëv, sancì la liquidazione, appunto di quel esperimento, nato fra tante speranze, ma finito con l'essere giustamente definito "socialismo reale" (non socialismo), che consegnò quel grande paese nelle mani di Elstin. Gli anni '90, appunto furono gestiti da Elstin per la Russia e da Clinton per l'America.

Sicuramente, senza essere così scientifici come i professori della Lancet crediamo di poter dire che quel po' di stato sociale, di garanzie sindacali, di scolarizzazione di massa, che abbiamo conquistato in Italia è coinciso proprio con il periodo in cui la DC in Italia vedeva avanzare pericolosamente il PCI e i ragazzi, i giovani, gli universitari, i sessantottini cominciarono a capire che uniti si poteva vincere.

La notte che abbiamo visto "la scimmia del IV Reich che ballava la polka sopra il muro" di Berlino si è interrotto un viaggio lungo, iniziato molti anni prima, fatto anche di contraddizioni, di momenti terribili, di storie non condivisibili, ma che comunque noi volevamo migliorare senza nasconderci l'enorme mole di lavoro che ci aspettava. Perchè? Perchè il capitalismo non era, non è e non sarà mai diverso da quella centrifuga che divide il mondo in due parti, come atto necessario per la sua sopravvivenza: chi ha molto, tanto, troppo e in chi ha poco o niente. Se per il socialismo "che passava il convento" è stata giustamente coniata il termine "socialismo reale", per distinguerlo dal socialismo che è il punto di approdo di una società giusta, il  capitalismo è, invece, quello che ha fatto scatenare una guerra in Iraq, l'ennesima, dove gli USA si sono impantanati, per tenere sotto controllo le fonti di energia, manomettendo e divulgando resoconti dei servizi di sicurezza sulla esistenza di armi di distruzione di massa.

Ovviamente è inutile continuare a fare degli esempi su quello che tutti sanno e vedono di quanto iniqua sia questa società. Le pagine di Gomorra hanno descritto, con dati certi e provati, dove il mondo dell'alta moda, il top dell'espressione esteriore del capitalismo,  costruisce le sue ricchezze: questo non è "capitalismo reale" questo è capitalismo e basta, baby!!!

22/1/2009

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