Sezione "Pio La Torre" Alliste

Politica

Chi deve far rispettare la costituzione di fronte alle menzogne che diventano verità?

“La sovranità appartiene al popolo,

che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”

 Berlusconi va ripetendo delle menzogne senza che nessuno abbozzi alcuna obiezione e, a furia di ripeterle, diventano verità.

Giudici comunisti e per questo la magistratura mi perseguita”.

“In tutti gli stati le altre cariche dello stato per non essere distolti dai loro impegni di governo hanno delle immunità

Il sistema dell’informazione è  in mano alla sinistra”

“La stampa estera parla male del presidente del consiglio italiano, quindi parla male dell’Italia”

“In una democrazia la vita privata deve rimanere riservata anche per il presidente del consiglio e le intercettazioni telefoniche (che potrebbero svelare i metodi selezione dei ministri del suo governo) mettono in pericolo la democrazia

Queste rappresentano alcune delle falsità che con ossessione vengono ripetute da Berlusconi e dai scudieri decine di volte al giorno. La potenza del quarto e quinto potere (stampa e televisioni) nel condizionare e formare l’opinione pubblica sono un fatto scientificamente provato.

Tutte queste falsità concludono con la falsità delle falsità che fa definitivamente fugare qualsiasi dubbio che potesse residuare negli ultimi teleutenti scettici: “io ho con me il popolo, io sono stato eletto direttamente da popolo e ho il dovere di governare e non posso dimettermi

Il fragoroso silenzio di fronte a queste affermazioni opposto dal maggior partito dell’opposizione,  dall’ambiguo partito di  Casini, che com’è ovvio gioca su tavoli diversi, e la scomposta richiesta di dimissioni da parte del solo Di Pietro, per parlare dei partiti in parlamento, di fatto avalla la versione offerta da Berlusconi.

Noi dobbiamo, invece, ripetere che gli elettori   eleggono il parlamento e non il capo del governo. Il primo ministro è la persona che viene indicata dalle delegazioni dei gruppi parlamentari al presidente della repubblica che, constatato che intorno a quel nome si può coagulare una maggioranza che sia pronta a dare la fiducia parlamentare, lo nomina. Quindi nessuna investitura popolare. Ma in nessun paese democratico l’investitura popolare è un lascia passare che garantisce impunità.

All’indomani della caduta della dittatura fascista l’assemblea costituente si pose il problema di come dare corpo e sostanza alla democrazia che significa pluralità di opinioni, possibilità di denunciare gli abusi del potere ed offrì, pensando a coloro che avrebbero rappresentato l’opposizione e la minoranza  di dare una copertura per evitare che il potere soffocassero le voci che dissentivano dal potere. Così fu introdotto l’istituto della immunità parlamentare che doveva essenzialmente riguardare le opinioni espresse dai parlamentari nell’esercizio del loro ufficio. Ben presto questo istituto si rivelò un mostro giuridico perché a farne ricorso a piene mani furono essenzialmente parlamentari della maggioranza per reati che nulla avevano a che vedere con esercizio di funzioni  di rappresentanti del popolo, ma sovente riguardavano reati comuni, insomma i reati che può commettere un comune lestofante.

Nel loro appello contro l’approvazione da parte del parlamento e la promulgazione da parte del presidente della repubblica della lodo Alfano i cento costituzionalisti firmatari hanno rilevato ciò, che a scanso di equivoci, c’è scritto appena si apre la costituzione: “La sovranità appartiene al popolo,  che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Qui, quand’anche le menzogne dette e ripetute da Berlusconi e la sua banda fossero vere, c’è un limite invalicabile: è vero che il popolo è sovrano, tuttavia non può in alcun modo andare contro la legge nemmeno se la maggioranza di cui godrebbe Berlusconi fosse di stampo bulgaro. Sono norme semplici, ma sono i capisaldi della democrazia, l’articolo 1, secondo comma della costituzione, è proprio un di quegli anticorpi contro derive dittatoriali, che possono avere varie forme non necessariamente quella di stampo sudamericano, ma anche forme che anche Orwell ha descritto in quella che poteva essere una fiaba o un cartone animato, ma in Italia è drammatica realtà.

Ora, chi è chiamato a far rispettare in prima persona la Costituzione? Chi deve mettere i puntini sulle “i”? Il presidente del consiglio non può sgomitare fino a costringere gli altri organi dello stato in un angolo! Il presidente del consiglio ha dovere di governare non quello di ordinare la demolizione delle istituzioni. Napolitano non può far finta di niente, ne trincerarsi dietro presunti obblighi impartiti acriticamente dalla costituzione. Nel caso dell’ennesima presentazione di una legge che abbrevi i termini di prescrizione non può far finta che questa sia una legge che regola situazioni astratte, ma regola gli appuntamenti di Berlusconi con la giustizia. L’Italia ha già vissuto una stagione in cui il Re consegnò, nel vigore dello statuto Albertino, almeno questo è un punto a favore del Re,  a Mussolini. La costituzione impedisce colpi di mani e sotto questo punto di vista sono ben individuati i soggetti che questi colpi di mano devono impedire.

14/10/2009

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