Sezione "Pio La Torre" Alliste

Politica

Mentre l'ex sinistra ha paura di parlarne, il capitalismo riscopre il posto fisso

Sputtanati da Tremonti

Alla fine il capitalismo straccione italiano ce l’ha fatta a dire la verità: il posto fisso è l’unico modo possibile e immaginabile per consentire un futuro ad una persona.

Non sappiamo quanto la confessione – quasi come quella degli alcolisti anonimi – di Tremonti sia etero diretta o quanto invece Berlusconi ne abbia visto un affare.

La battuta così detta sembra quella del “milione di posti di lavoro”, la prima bufala di Berlusconi che però convinse gli italiani a ignorare tutti i suoi scheletri anche fuori dell’armadio e votarlo. Un altro colpo di teatro dell’illusionista di Arcore per far dire agli italiani: “che mi frega di tutti i suoi guai giudiziari, delle sue gaffe, delle sue puttane, etc. , quello mi dà il posto fisso e quindi lo voto”.

Ma nel gioco delle parti Brunetta, che per essere notato deve fare per forza chiasso e Marcegaglia, la donna con le palle, bollano con “roba da secolo scorso”, questa immanente verità: Berlusconi potrà dire: “Vedete se avessi più potere io lo farei, ma oggi ho le mani legate e non posso darvi il posto fisso che vorrei”.

Fin qui gli esponenti di  centro-destra, pronti a speculare sulle disgrazie altrui,  e di quel capitalismo mendicante italiano, sempre con il cappello in mano per chiedere aiuti di stato, da un lato e libertà di fare carne da macello dei lavoratori, dall’altro.  Un capitalismo che non è mai stato in grado di confrontarsi sul mercato anche perché i capitani della nostra industria sono sempre figli di qualcuno, ma hanno la pretesa di pensare di se stessi  che siano dei self-made man (o woman), quando ciò non è vero. Imprenditore non è un titolo trasmissibile per grazia di dio e volontà della nazione come quello dei re, ma qui in Italia è così: essi, figli di papà, pensano che ereditati i macchinari abbiamo anche, chissà per quale arcano mistero, ereditato la capacità di “organizzare risorse al fine della produzione”.

Ma sì, qui crediamo che la destra e il capitalismo italiano sanno benissimo che partita stanno giocando, la stanno giocando fino in fondo e fino ad oggi sono nettamente in vantaggio.

Il problema serio è invece sull’altro versante. La verità detta da Tremonti,  che Tremonti e soci si guarderanno bene da perseguire ed attuare, ha però avuto l’effetto di uno sberleffo nei confronti  di qui politici che provengono da partiti i cui elettori erano proletari, degni di questo nome, e ceto impiegatizio.

Tremonti ha “sputtanato”, per usare un termine che sovente risuona ormai nelle stanze di palazzo Chigi, in un colpo solo, tutti coloro che avrebbero dovuto avere come riferimento quelle classi sociali, difenderne le ragioni e benessere che è anche il fondamento del benessere capitalistico che non può che fondarsi sulla durevolezza dei rapporti di lavoro. Non solo, Tremonti ha anche detto  a tutti quei fessi che votano il centro-destra e che ogni giorno si confrontano con la fame di pane, di sanità, di scuola che non possono continuare a pensare che la loro condizione di disoccupati e di precari sia determinata dal posto fisso che hanno altri lavoratori. Nessuna nazione si è sviluppata, questo è un dato storicamente confrontabile, su un mercato del lavoro basato sulla precarietà.  Né si può prendere dall’America il pezzetto di verità che conviene. A parte le enormi ingiustizie che comunque ci sono in quella nazione, ciò sia detto senza passare per antiamericani,  vero è che in America non esiste il concetto di posto che dura una vita, ma non esiste in America nemmeno l’impunità per chi evade le tasse  che è uno dei reati più gravi che si possano commettere e via discorrendo. Tutto ciò rende l’America un paese non esportabile, ogni nazione ha storie economiche,  classi sociali, condizioni naturali diverse ed originali e ciò che è bene per l’una non può essere bene per l’altra.

Questa battuta di Tremonti, che tale rimarrà, tuttavia ci restituisce il quadro dei frantumi della sinistra italiana, scavalcata a sinistra da Tremonti o di una sinistra che ha scavalcato a destra Tremonti  prima ancora della confluenza nel partito di centro del PD. A sinistra c’era una ricchezza di pensiero che la rendeva un luogo di utile dibattito, ciò che però  non veniva mai messo in discussione era la dignità dell’uomo, per questo  il lavoro buono e la certezza di ottenere un salario dignitoso era  un  principio non negoziabile

22/10/2009

Ritorna all'Indice        Ritorna alla Home Page