Sezione "Pio La Torre" Alliste

Politica

Da Palazzo Chigi, alla Puglia, al Lazio: i mostri giuridici alla fine creano mostri umani.

Ovvero: volevamo andare in America e siamo finiti nella Russia di Putin

Elezione diretta: un rimedio peggiore del male!

Sistema maggioritario, proporzionale con premio di maggioranza e liste bloccate, elezione diretta di sindaci e presidenti di enti locali. Tutte riforme più o meno condivise fino ad arrivare ad invocare, come riforma delle riforme, il sindaco d'Italia quale primo ministro con annessa svolta presidenziale del sistema istituzionale italiano.

Già oggi il primo ministro, insieme ai  suoi avvocati e al ministro della sua giustizia, dice, senza che gli altri organi dello stato abbozzino la benché minima reazione,  che, per il solo fatto che nel simbolo della lista c'era scritto "Berlusconi presidente", lui è stato eletto direttamente dal popolo  e solo ad esso risponde: primus super partes, appunto.

Questa investitura popolare presunta e quella invece vera che avviene nei "rami bassi delle istituzioni", per usare l'espressione di Napolitano, ci ha risospinto indietro nella storia, quando l'Italia era divisa in granducati, piccoli regni e stato pontificio.

Non poteva essere diversamente. L'Italia ha intrapreso la china del federalismo di fatto: ronde, esame di dialetto a scuola, parlamenti del nord, conio di macroregioni, come la "padania", e giù giù fino a un partito che si chiama  "Io Sud" e il desiderio di una nuova regione che si chiama "Grande Salento", mentre lo stato pontificio è sempre là. Tutto questo è alimentato dall'assenza di quei mediatori collettivi, che erano in partiti nazionali, e dall'abnorme importanza elettorale acquisita da singole persone che, in diritto o presuntivamente, sono state elette direttamente dal popolo.

Nella sua ultima gaffe diplomatica Berlusconi, dopo averli invitati ad una cena ufficiale, ha lasciato a digiuno i reali di Giordania,  ha preso un aereo di stato e se ne è andato nella dacia di Putin per una visita privata. Classico comportamento di  chi risponde solo a se stesso e che somiglia tanto alle "originali" prese di posizione di qualche dittatore centroafricano.

Così anche sindaco e presidenti misurano con le elezioni quanto il simbolo con il quale si sono presentati dipenda da loro e quanto potere hanno di condizionare le scelte di quel "partito, fino ad arrivare ai partiti-uomo, "IDV Di Pietro" piuttosto che "UDEUR Mastella". Ma nei "rami bassi"  anche i consiglieri fanno contare i loro personali voti tanto all'interno delle riunioni del partito di riferimento, quanto nelle istituzioni.

Se prima del '94 era inimmaginabile che una banca privata del sud potesse mai votare e far votare per D'Alema, candidato del Partito Comunista Italiano o del PDS,  questo è invece quello che è successo dopo la "grande stagione" delle riforme. Le conclusioni politiche di una tale inversione di rotta sono facilmente immaginabili invece, escludendo, tuttavia, che siano i banchieri privati del sud a cambiare i loro obiettivi.

Lo sbarramento ha inoltre mandato a benedire la questione morale nella selezione dei candidati: cosa sarebbe l'UDC di Casini, altro partito-uomo, senza Cuffaro? Ma anche Di Pietro ha le sue belle gatte da pelare in casa propria. I dodici o quindicimila voti presi personalmente da Frisullo nelle regionali pugliesi del 2005 hanno pesato tanto, molto, troppo sino al punto da seguire una propria strada, confondendo privato e pubblico, fino a far traballare la giunta Vendola, ponendola alla mercé degli indegni attacchi, proprio sulla questione morale, che adesso si trova a dover rintuzzare che rivengono da una persona sottratta alla galera dal parlamento e rinviata a giudizio.

Noi siamo qui!

Probabilmente Vassalli ci avrebbe insegnato che questa, chiamiamola pure, riforma elettorale non può funzionare con la costituzione. I costituenti optarono per il sistema parlamentare che ha come corollario  un sistema elettorale proporzionale. Sicuramente il proporzionale puro doveva essere corretto, e infatti basta una legge ordinaria per cambiarlo, ma non fino al punto da sfociare nel "porcellum", che è, fra l'altro un sistema incostituzionale in quanto i parlamentari non hanno vincolo di mandato, ma che di fatto è stato introdotto con il sistema delle liste bloccate.

Perché il PD sceglie Marrazzo come presidente della Regione Lazio contro "Epurator"? Perché porta voti e vince! In Puglia, come contrappeso a Vendola che ha vinto le primarie,  sceglie Frisullo, perché "ha i suoi voti" e, infatti si piazza alla vice-presidenza. Qui scatta la trappola infernale che porta ad assumere comportamenti che, posti in essere da un privato cittadino fino a che non sfociano nel penale, non avrebbero alcuna rilevanza, ma che invece rilevanza ce l'hanno, e come, quando si ricopre un incarico  come quello ricoperto da loro. Ma "i miei voti" o "ho vinto io" sono scambi automatici che ti guidano nel tunnel del potere, e come in qualsiasi tunnel sai quando ci entri ma non sai se e quando ne uscirai.

Il grande potere che è nelle mani del presidente degli Stati Uniti e la considerazione che gli americani hanno del loro presidente, una volta diventato tale, non possono essere catapultati in Italia. Così come la democrazia, nemmeno la cultura di un popolo si esporta e men che mai la libertà di stampa, sulla quale Berlusconi ci vuole mettere un dazio: "ai giornali che parlano male di me niente pubblicità" è stato l'anatema lanciato contro Repubblica, che era un invito al popolo delle partite IVA. Chiunque negli USA avesse detto una cosa del genere sarebbe stato internato in manicomio subito, compreso il comandante in capo!

Con la riforma elettorale, che in Italia ha dato origine a cinque diversi sistemi elettorali a seconda di quanto "basso sia il ramo"istituzionale in questione, ci hanno promesso l'America, ma siamo finiti nella Russia di Putin.

25/10/2009

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