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Sezione "Pio La Torre" Alliste Politica Il terreno marcio dove cresce il berlusconismo “Ma perché non lo tolgono di mezzo questo consiglio comunale? Basterebbe la giunta!”, disse un sindaco di centro-sinistra. La prima volta in politica di questo che sarebbe diventato, negli anni a cavallo del nuovo millennio, un sindaco, fu nel PCI. Nella formazione delle liste comunali, i criteri di selezione erano: un gruppo nutrito di peones, il capo carismatico, un paio di giovani e un paio di donne. Questi i criteri di selezione della classe dirigente: cultura politica meno ce n’è meglio è. La storia ci ha poi raccontato che ognuno di questi soggetti ha cercato il suo più o meno lungo momento di gloria politica, trovandola, in qualsiasi modo. Certo, le cose vanno peggio di prima, ma questo è solo un dettaglio che non importa a nessuno e meno che mai, a quanto sembra, ai cittadini. È molto probabile che Berlusconi spari contro le istituzioni ad alzo zero, né più né meno, perché ignorante in materia come il sindaco di centro-sinistra di cui sopra, che non riusciva ad inquadrare il consiglio comunale nell’architettura istituzionale. Le dichiarazioni del primo ministro italiano, fatte al congresso del PPE, sono chiaramente da impeachment e la manfrina di Napolitano e Fini aggiunge preoccupazione a preoccupazione, se è vero come è vero che il secondo chiede “chiarimenti” (ma più chiaro di così!!!) e il primo parla di “attacco violento”, piuttosto che di sovvertimento dell’ordine costituito. Espressioni deboli di fronte alle “corazzate” di cui dispone Berlusconi e di fronte alla quiescenza dell’opinione pubblica che, il giorno dopo quelle dichiarazioni, continua a svolgere la sua vita come se nulla fosse successo, mentre l’opposizione parlamentare rimane muta, dosando le sue insignificanti dichiarazioni con il bilancino del farmacista, perché ha paura di essere additata come comunista. Così l’opposizione extra-parlamentare che, nel mentre assolve al gravoso compito di fare le scarpe a qualche compagno, non riesce proprio a trovare un po’ di tempo per dedicarsi alla politica in senso lato. Quel che è successo nei nostri paesini (liste civetta di centro-sinistra per far vincere il centro-destra, piuttosto che consigli comunali con sindaco PD e due gruppi di opposizione, sempre del PD) così come quello che sta succedendo oggi in Puglia, è il terreno marcio in cui berlusconismo vegeta rigogliosamente. L’insofferenza verso le regole è la malattia letale dell’Italia, un paese dove tutto si può comprare perché tutto è in vendita, prima fra tutti la dignità di uomini, di donne, di padri, di madri. La dignità è la merce di scambio di un paese affamato, di un paese i cui miti sono dei delinquenti, di un paese che si sceglie come classe dirigente solo chi dimostra di apprezzare la dignità come merce di scambio. Poco importa con quale bandiera questa classe dirigente scelga di candidarsi, l’importante che dimostri disprezzo delle regole, sappia gestire spregiudicatamente il potere, si guardi bene dall’avere riferimenti etici, abbia predisposizione al trasformismo e sia pronta a negare oggi quello che con convinzione ha detto ieri. Risuonano ancora nelle orecchie di molti di noi i comizi congiunti di Loredana Capone e Nichi Vendola, così come le sviolinate del capogruppo in regione del PD nei confronti di Vendola. Tutto vero fino a giugno. Oggi, per lo stesso capogruppo del PD, Vendola è un problema e deve farsi da parte, in virtù di quale valore superiore non si è ancora capito, ma questo è semplicemente un dettaglio che non interessa a nessuno. Nemmeno a coloro che dalle politiche di Vendola hanno avuto solo benefici. Berlusconi sta realizzando quello che quel sindaco di centro-sinistra voleva, così come ha già realizzato la legge elettorale che tutti i politici volevano. La politica dello “sgomitamento”, quella del passare sul cadavere del proprio amico e piazzarsi nella “top ten” dei sicuri eletti e da lì seguire il percorso del potere per il potere. Il resto può solo andare a raccogliere topi, come giustamente dice il vice-ministro Castelli a Saviano. Siamo convinti che se la camorra un giorno dovesse riuscire a far saltare Saviano in aria non potrebbe che fare cosa gradita a larga parte della classe politica di oggi, nessuno escluso. 12/12/2009 |
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