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Politica

Milano, il duomo scagliato contro Berlusconi

Quanti Ponzio Pilato al capezzale del "miracolato"

Il fatto che ieri una persona abbia scagliato in faccia a Berlusconi un oggetto è e resta un fatto che ci interessa fino ad un certo punto, e cioè fino al punto in cui distoglie l'attenzione del paese, delle forze politiche, delle istituzioni da alcuni problemi politici e giuridici che stiamo vivendo.

Sotto il punto del danno portato alla persona non ha alcuna rilevanza politica. Chi fa politica, a qualsiasi livello la faccia, sa può essere oggetto di contestazioni violente, qualche volta anche di qualche spintone.

I precedenti storici danno ragione a questa tesi: tutti coloro che hanno una certa età ricordano del mancato attentato a Reagan, quando gli fu sparato un colpo di pistola che lo colpì ferendolo, oppure quando il principe di Carlo di Inghilterra, in visita in uno dei paesi del Commonwealth, mentre stava intervenendo su un palco fu avvicinato da  un facinoroso che sparò un colpo di pistola. Il principe Carlo non si scompose e continuò il suo discorso, così come a Bush figlio gli fu tirata una scarpa in Medio Oriente, non c'era scorta intorno a lui, ma l'uomo era abbastanza atletico e la scansò. Nel  caso di Reagan non centravano i democratici, nel caso di Carlo d'Inghilterra non centrava chissà chi, nel caso di Bush non centrava Al Qaeda. Sono solo cose che capitano, ma che nel caso dell'Italia, in cui una buona parte è rappresentata da persone che la pensano esattamente come Emilio Fede, la questione è diventata un buon elemento per tirare la volata al buon samaritano, nella fattispecie Berlusconi.

Le visite di cortesie effettuate da tutti avrebbero dovuto rimanere un fatto privato e basta, senza dare a queste particolari significati politici e meno che mai far dimenticare i colpi di clava sferrati da Berlusconi, e da tutti coloro che sono "nel suo libro paga", all'ordine costituito. Sotto questo punto di vista ha ragione la Bindi, oggetto di un attacco la cui ferocia e forza offensiva non ha precedenti nella nostra storia: siamo sicuri che la Bindi avrebbe preferito ricevere un sasso in testa, piuttosto che la RAI  offrisse il microfono  al presidente del consiglio per offenderla come solo lui sa fare. Ma il personaggio non è nuovo a queste dimostrazioni, tutti ricorderanno l'offesa micidiale lanciata al parlamento europeo contro Martin Schulz e si sa che colpisce più la lingua della spada.

Ci saremmo aspettati, invece, parole chiare, nette su quanto Berlusconi va affermando da tempo sulla riforma della giustizia, sulla costituzione, sul presidente della repubblica, sulla corte costituzionale e ci saremmo aspettati che i Bersani, i Di Pietro e, se è vero quello che dice,  il genero di Caltagirone avessero convocato tutte le forze democratiche di questo paese, ivi compresa la sinistra extra-parlamentare e avessero emesso un comunicato congiunto di questo tenore: "La prossima volta che ti azzardi a fare dichiarazioni golpiste o a presentare in parlamento provvedimenti che tendono a sovvertire l'ordine costituito e ad abrogare con leggi ordinarie  la carta costituzionale ti butteremo addosso una manifestazione e uno sciopero generale che in Italia non si sono mai visti".

Invece essi, tranne l'unica donna con le palle del  PD, sono corsi subito al capezzale del "miracolato" a lavarsi le mani per quel po' di sangue versato, così come fece Pilato decretando la morte di Gesù Cristo.

14/12/2009

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