Sezione "Pio La Torre" Alliste

Politica

Elezioni Regionali in Puglia

Emiliano come Re Erode

di Luigi Crespino

Che Emiliano avesse la lingua biforcuta, per quanto riprovevole, è un fatto ormai organico a quel partito, ed è all’origine della vita da separati in casa che conducevano le due componenti dei DS.

Noi di Alliste abbiamo più volte avuto modo di saggiare  questo atteggiamento, che definire ambiguo è un eufemismo, da parte della Federazione di Lecce DS nei confronti della nostra sezione, impegnata nella competizione elettorale delle comunali del 2006: comunicati stampa che smentivano l’operato del legittimo segretario di sezione, fax degli organi di garanzia indirizzati a componenti di liste di centro-destra, rappresentavano le varie trappole disseminate lungo il percorso per farci cadere.

Nonostante ciò, racconto una storia minima, ma che può dare l’idea con chi avevamo a che fare, la sezione,  anziché andare allo sbando dopo la sconfitta delle comunali,  riprese una nuova vita, con tesserati che raggiunsero il numero di 55 con 26 donne.  Iniziò un periodo prolifico per la sezione “Pio La Torre”. Ma quando decise di fare un’assemblea per darsi un nuovo segretario, furono inviati alla sezione due componenti degli organi di garanzia che iniziarono a dire, che non era il caso, che bisognava avviare il percorso congressuale, che era fuori dalle regole.

Caspita, pensammo noi, tutto questo macello per un segretario di sezione, quando non c’è chi non ricordi che, dopo Occhetto,  D’Alema e Veltroni gareggiarono a colpi di fax. Si scelse il segretario nazionale con i fax. Ma a questa obiezione nessuno seppe dare una risposta. Si capiva che a quel partito gente come noi non era gradita.  Loro contavano sul fatto che dopo la sconfitta quella sezione sarebbe ritornata in mano agli affaristi e ai carrieristi, che noi avevamo espulso dal partito.

Il giorno dopo elezioni comunali del 2006, infatti, un latore della lista civetta di centro-sinistra, la cui anima era l’ex sindaco dei DS, che la sezione aveva sfiduciato, si recò sul comune e si congratulò con i vincitori e proferì queste parole: “Complimenti! È come se avessi vinto io”.

Per tutto questo il “biforcustismo” di Emiliano non ci meraviglia. Quella maggioranza dei DS, con l’alleanza con ceti che da sempre il PCI  aveva combattuto, doveva distruggere tutto quanto potesse essere un termine di paragone con la loro scelta di perseguire il potere dovunque e comunque, giocandosi la partita con le stesse armi della corruttela e del clientelismo che avevano garantito alla DC un potere indiscutibile e incontrastato per mezzo secolo.

L’accelerazione di Emiliano è stata determinata da identici motivi. Infatti, il “nottambulo della taranta”, insediatosi alla guida regionale del partito democratico in maniera rocambolesca, che con l’esito delle primarie non ha nulla a che vedere, aveva convocato l’assemblea regionale del partito per il 28 dicembre prossimo (il giorno degli strage degli innocenti). Emiliano aveva promesso che non avrebbe partecipato per garantire la massima serenità di scelta. Ma qualcuno, nel corso di questi giorni deve averlo consigliato: “Come Erode devi ammazzare il bambino che vuole usurparti la candidatura”.

Le dichiarazioni scomposte del sindaco di Bari, all’indomani dell’Assemblea Nazionale di “Sinistra, Ecologia e Libertà”, in cui si è sancita la nascita del partito, hanno rappresentato l’antipasto della dichiarazione di ieri.

Il PD sa per certo che senza SEL e Vendola in Puglia non vincerà, ma sa anche che con SEL e Vendola può vincere e questo consacrerebbe SEL, sulla scena nazionale, come interlocutore imprescindibile: quindi il dictat: regaliamo pure la Puglia a manutengoli di Berlusconi, purché questo bambino muoia soffocato.

Il problema del PD non  è vincere, questo è ormai chiaro da quando ha fatto cadere Prodi l’ultima volta, il problema del PD era, ed è, distruggere qualsiasi cosa che possa nascere alla sua sinistra, perché deve essere ormai chiaro che alla sinistra del PDL ci deve essere un partito mutli-classista, stile DC, che si chiama PD. Al massimo qualcuno con la falce e martello, ma nulla che possa somigliare a  una sinistra che aspiri a governare e che possa dimostrare che il PD non ha nessuna idea di società, ma ha una sconfinata sete di potere.

27/12/2009

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