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Politica

Elezioni Regionali in Puglia

Emiliano: il destino nel nome

Non so se ricordate quella gustosa scenetta del film “Lo chiamavano Trinità” in cui i due buoni  si accorgono di essere spiati da un tirapiedi del prepotente di turno. I nostri gli giungono alle spalle e  lo catturano e gli chiedono: “Chi sei? Chi ti ha mandato?” Lui risponde: “Emiliano non tradisce!!!”

Scocciati, i buoni, conoscendo la tipologia del soggetto, estraggono la pistola e gliela infilano nel naso, a questo punto il pusillanime risponde: “Emiliano dice tutto”.

Bene il nome del sindaco di Bari evoca proprio questa scena. D’altra parte lo scarso acume del soggetto lo si poteva evincere quando portò (senza saperlo, lui dice, preoccupante per uno che di professione fa il magistrato) D’Alema ad una festa organizzata da uno di quei soggetti ambigui all’origine dell’ecatombe di vari maggiorenti del PD alla regione Puglia.

Il differente spessore dei soggetti a confronto in questa vergognosa sceneggiata, il cui regista è D’Alema, lo si è visto dalle dichiarazioni rilasciate da Vendola e dal sindaco di Bari al TG1 delle delle 13,30.  Vendola ha cercato di svolgere un ragionamento politico e ha riconfermato la sua disponibilità alle primarie (così care al PD, solo quando l’esito è scontato). Emiliano si è prodotto in una serie di offese personali verso Vendola, che non colpivano non solo lui ma tutti gli aderenti a “Sinistra Ecologia e Libertà”: “Vendola ha spaccato PRC, ha spaccato i Verdi, ha spaccato Comunisti italiani, quindi è uno che spacca tutto”. Nemmeno un appunto di carattere politico che, ovviamente, non potrebbe prescindere dal chiamare in causa i suoi compagni di partito.

Ora  Emiliano, dopo essersi smentito più volte, si è prodotto nell’ennesima smentita: oggi, che è chiaro che nemmeno nel suo partito lo vuole, invoca le primarie.

Lui sa bene come si svolgono le primarie: si mobilitano tutte le conoscenze del centro-destra. Se non vogliamo prenderci per i fondelli, così è successo ad Alliste, così succede negli altri paese e città.

È ormai chiaro che il PD è un partito allo sbando. Un partito che non ha mai abbandonato quel centralismo, in questo caso, non democratico, in quanto i diktat di D’Alema non ammettono contestazioni. Un partito che ha perso il contatto con la realtà: non aderisce al “No B Day” se non in ordine sparso; che preavvisa le sue manifestazioni con mesi di anticipo, sperando che nel frattempo qualcosa accada per non doverle fare.

Ma di politico in tutto questo discorso, in questo continuo sputtanarsi di Emiliano e soci, c’è ben poco. Si dice, la notizia sta circolando senza, ovviamente, che vi sia ancora un riscontro, che un amico di D’Alema, che, per i tanti danni causati ai risparmiatori di questo paese specie nel meridione, non ha nulla da invidiare a Tanzi, stia ritornando ad interessarsi della Puglia.

29/12/2009

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