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Sezione "Pio La Torre" Alliste Politica Calasanzio: "Mentre mio nonno e mio zio fronteggiavano a viso aperto mafia e mafiosi, Craxi rubava e si arricchiva. E questo ora gli frutterà una bella targa". L’onda lunga dell’indecenza Quello che fa impressione non è che la storia la vogliano riscrivere i vincitori - “l’esaltazione della X MAS”, “il fascismo non fu il male assoluto”, “l’equiparazione dei repubblichini ai partigiani” e via discorrendo - ma è che a questo coro indecente si uniscano anche i vinti, e anche qualche cantautore che, con “Il cuoco di Salò”, ha cantato che dalla “parte sbagliata si muore”, facendo così felice La Russa, senza però spiegare da che parte stavano i sette fratelli Cervi piuttosto che quelli delle Fosse Ardeatine. Più volte Veltroni è ritornato sulla storia degli anni ’80 di questo paese bocciando Berlinguer come bigotto bacchettone e promuovendo la spregiudicatezza di Craxi, lui che disse che comunista non era mai stato e si iscrisse al Pci perché affascinato dalla personalità di Enrico. Pensate con quale convinzione salì tutti i gradini della carriera politica, passando attraverso la direzione dell’Unità sino alla segreteria dei DS. L’Italia è quello strano paese in cui un sindaco revoca la delibera che vorrebbe intitolare un aeroporto siciliano a Pio La Torre. È necessario cancellare dalle targhe alcuni nomi pericolosi, affinché nessuno domani possa avere la curiosità di domandare chi era Pio La Torre, visto che è molto probabile che gli studenti sappiano chi era Attilio Regolo, ma nulla sanno su Mussolini – forse volutamente. La Moratti, da ultima, vuole riscrivere anche la recente storia giudiziaria degli anni ‘90. Immaginate quale potrebbe essere la risposta se qualcuno chiedesse perché una via o un parco è stato intitolato a Bettino Craxi. Oppure, cosa avrebbe in mente di scrivere sotto la targhetta “Via Bettino Craxi”: politico italiano morto latitante ad Hammamet condannato in via definitiva dalla giustizia italiana a 10 anni di reclusione”? L’ultima di una lunga serie di sentenze di condanna risale a 11 anni orsono e quando morì altri processi erano in corso. Delle operazioni illecite da lui compiute si disse che la quantità di denaro gestita era tanta e tale da aver deviato il corso della democrazia. Quindi non fu solo una vicenda di ordinaria ruberia, ma vi fu l’esondazione, la tracimazione del malcostume ben oltre il livello di guardia, ben oltre un arricchimento personale spropositato , ma un arricchimento talmente spudorato che causò l’annegamento delle regole dello stato democratico. Per questo ancora oggi viviamo immersi nel fango dell’onda lunga del craxismo. Non solo per i prosecutori diretti di quella storia che sono politici, giornalisti prezzolati e via discorrendo, ma è una fanghiglia nella quale è sprofondata tutta la politica e tutti i partiti che, se sono presenti in parlamento, è solo perché hanno mutuato quel modo di fare politica. Ed è secondo questa logica che D’Alema è sceso in Puglia. La Puglia un feudo conteso fra lui e Fitto. La Moratti sa che una strada vale più di una qualsiasi pagina di storia. Se c’è una strada intitolata vuol dire che era un pezzo grosso, vuol dire che era una persona da imitare. Ecco perché tante strade o piazze o aeroporti non devono portare certi nomi: perché non siano esempi da imitare. Tuttavia, per non essere deglutiti anche noi da quest’onda lunga puzzolente di corruzione e di indecenza, vi invitiamo a leggere gli articoli dei tre link sottostanti e magari stamparli e conservarli perché potrebbero far parte di quella storia che non leggeremo mai. Travaglio: Il bottino di Bettino come e quanto rubava Giulietti: Con la targa a Craxi vogliono riscrivere la storia del paese Calasanzio: Mio nonno e mio zio uccisi dalla mafia non avranno mai una via 31/12/2009 |
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