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Sezione "Pio La Torre" Alliste PoliticaBreve riassunto di un week end di ordinaria follia Aspettando le idi di marzo Nella macabra disputa fra Malta e Italia su chi doveva sciropparsi la "rogna" dei migranti sul cargo Pinar, Malta vince sull'Italia: 150 a zero! Anzi no: 149 a zero, nel corso della partita una donna incinta è morta. La culla dei Cavalieri Templari, tutti spada e chiesa, gli ha mandati a quel paese e l'Italia alla fine, ma solo alla fine, ha dovuto consentire lo sbarco dei 150 esseri umani, compreso il cadavere della donna. L'Italia diserta la Conferenza di Ginevra organizzata dall'ONU, perché il testo della risoluzione finale è razzista nei confronti di Israele. A proposito, che intenzioni ha il rockettaro ministro dell'interno Maroni, sull'ennesimo episodio razzista nella partita di calcio Juve Inter? E se si bloccasse il campionato, così come si è disertata la conferenza di Ginevra? Eh no! "Business is business" e quindi "the show must go on"! Alla faccia di Moratti che se fosse stato a Torino, dice, avrebbe ritirato la squadra: per favore regalate un cellulare a Moratti! "I terremotati abruzzesi saranno nelle loro case nel 2010, anzi no dopo l'estate, anzi no prima dell'estate": Berlusconi è o non è l'uomo che fa... non solo dentiere, ma essenzialmente annunci che gli fanno vincere le elezioni. Alla fine anche Bertolaso, dall'autorevole tribuna di "Domenica In", ha dato ragione a Santoro e ha sentenziato che a L'Aquila non è stato il terremoto ad uccidere, ma la mafia dei costruttori. A questo punto ci aspettiamo un risarcimento per "Annozero": Bertolaso al posto di Vauro. Intanto il "compagno" Franceschini ha messo con le spalle al muro Berlusconi: "Verrai o no il 25 aprile insieme a me a marciare a Milano?" Intervistato sullo spinoso argomento, Berlusconi preso alla sprovvista, siccome non sa cosa è il 25 aprile, ha detto che ci deve pensare. Ma appena il Dottor Letta glielo spiegherà, siamo sicuri che sentenzierà: "Bruxelles val bene passeggiata antifascista". D'altra parte ogni giorno, week end e pasqua compresi, il primo ministro è andato a L'Aquila per girare i consigli per le elezioni, almeno sabato 25 aprile, dopo la passeggiata sottobraccio a Franceschini, potrà pranzare finalmente a Villa San Martino e fare un altro spot, quello del presidente fascista antifascista. Diliberto ha detto: "Non votate sinistra e libertà". È altamente probabile che il segretario del PdCI nel leggere le opere di Carlo Marx abbia saltato un rigo del "Manifesto": "Proletari di tutto il mondo unitevi" e non già "proletari di tutto il mondo usate la falce per tagliarvi le gambe e il martello per darvelo in testa". Marx è stato uno fra i più grandi pensatori del secolo scorso, e, dopo averlo studiato e capito, sappiamo che il superamento del capitalismo non dipende, per nostra fortuna, dall'esistenza di Diliberto e Ferrerò. D’Alema, in un’intervista di sabato scorso che, per fortuna, è andata in onda a ora tarda, perché lo spettacolo era abbastanza indecente, ha prodotto il meglio del suo repertorio cabarettistico: con uno di quei suoi soliti ragionamenti, che ultimamente però fanno diverse grinze, ha affermato che lui non crede che in Italia ci sia un pericolo per la democrazia, che non è il caso di parlare di regime, c’è solo, ha continuato, un particolare un po’ increscioso che in nessuno dei paesi democratici il capo del governo possiede direttamente o indirettamente tutte le televisioni e un gran numero di giornali. Ha nominato il nome di battaglia del più famoso partigiano e, compiaciuto, ha rievocato l’episodio di quando a sei anni si dichiarò in classe ateo e quindi renitente all’ora di religione. Noi l’avevamo lasciato ultimamente a quando la religione gli creava un certo interesse. Il furbacchione, comprendendo il pericolo elettorale, molti compagni ex DS non sono proprio contenti di avere a capo del partito un democristiano (stesso partito di Ria, con annessi e connessi), si è di nuovo buttato a sinistra, sperando di fermare il presidente che ha dato lustro alla Puglia Invece certo è che mentre lo sciame sismico, con epicentro a palazzo Chigi, sta facendo crollare giorno dopo giorno e pezzo dopo pezzo la casa democratica costruita con la costituzione, i rancori personali dei "falcemartellisti uniti" da un lato e lo stato di entropia nel quale è il PD dall'altro, hanno trasformato la vittoria elettorale di Berlusconi dell'aprile 2008 in un regime di cui al momento non è dato di vederne la fine, a meno che Fini, che, a differenza di D'Alema, vede un pericolo di cesarismo, non chiuderà la partita alle idi di marzo. Speriamo bene!
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