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Sezione "Pio La Torre" Alliste PoliticaLe scorribande di D'Alema in terra di Lecce Pane e volpe Sezione SD Alliste-Felline Il ventriloquo di D'Alema, il fido Nicola Latorre (Latorre tutto unito e non staccato, con Pio La Torre non ha nulla da spartire) ha avuto da ridire sulla candidatura di Nichi Vendola. D'Alema (Andreotti minore) da sempre, molto ma molto tempo prima del PD, ha lavorato per fracassare quello che c'era alla sua sinistra. La discesa nel collegio di Gallipoli non solo ha rovinato lui e per sempre, ma ha rovinato le sorti della sinistra, che mostrava segni di ripresa dopo i Vitalone, i Fitto, i Leccisi e compagnia cantando... Anche lui, idolatrato, si è circondato di nani e ballerine. Sarebbe gustosissimo rileggere il libro edito da Kaos "Il compagno Massimo": sono suoi scritti, discorsi e interventi fino al 1989, prima della conversione al "liberismo". Cavolo, fino al 1989 parlava come un compagno, più o meno come Fini, prima di essere risucchiato nel vortice della "lucida follia" di Berlusconi, parlava come un fascista. Fra l'altro, l'arruolamento di Lorenzo Ria nelle file del centro-sinistra è opera di D'Alema. Oggi fra i due volano insulti: un po' come quelli che volano fra una coppia che divorzia. Ma D'Alema non demorde. Ancora oggi considera la provincia di Lecce un suo feudo. Giungono notizie, infatti, che, nel corso della sua ultima calata in questa terra, con un invito a cena (sempre il D'Alema del patto della crostata nel palazzotto romano di Berlusconi) abbia riarruolato nelle fila del morente PD un pezzo grosso di Sinistra Democratica. Anzi il capo della mozione Mussi nell'ex federazione DS di Lecce: quello che... "il socialismo non può sparire dal parlamento, oh yeah; quello che... "l'Italia è l'unico paese europeo senza una forza socialista, oh yeah"... PS: In quella "ultima cena" si è pasteggiato a pane e volpe! 12/4/2009 |
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