Sezione "Pio La Torre" Alliste

Ecologia e Sinistra

La riconversione energetica: un progetto vincente

per aggregazioni politiche nuove

dopo la fine delle illusioni sull’auto-regolazione dei mercati

Sviluppo, una nuova programmazione

di Stefano Sylos Labini

da «Terra» il 18/09/2009

Lo sbarramento del 4% alle elezioni europee ha avuto l’effetto di far aggregare diverse forze politiche di sinistra in due liste elettorali: Sinistra e Libertà e la lista di Rifondazione e dei Comunisti Italiani.

A questo punto spero che tali aggregazioni rappresentino il primo passo verso la costituzione di una più vasta alleanza rosso-verde altrimenti il rischio è quello di non avere una massa critica sufficiente per negoziare poi un accordo con il Partito Democratico e l’Italia dei Valori. Inoltre, credo sia importante sottolineare che la riconversione energetica basata sulle rinnovabili e sul risparmio-efficienza sia il progetto vincente sul piano occupazionale e imprenditoriale (per ciò che attiene alla creazione di profitti). Solo così si possono attirare i sindacati, gli industriali e le forze politiche come il PD in un progetto di crescita sostenibile. E qui entra in gioco l’esigenza di una politica di programmazione dello sviluppo perché il mercato da solo non è in grado di trainare la riconversione energetica dell’economia e di riportare la disoccupazione su livelli socialmente accettabili.

 Una nuova programmazione dello sviluppo dovrebbe comprendere tre linee di azione.

1. Una politica industriale per promuovere la ricerca, la produzione e la diffusione delle nuove tecnologie energetiche. In questa ottica lo Stato dovrebbe svolgere un ruolo centrale utilizzando la domanda pubblica (nazionale, regionale e locale) e le imprese ancora sotto il controllo pubblico a cui si affiancano le università e i centri di ricerca. L’intervento pubblico dovrebbe avere una rilevanza particolare nel Mezzogiorno che ha un tessuto industriale molto debole e dispone di cospicui finanziamenti europei. Per quanto riguarda i privati, è necessario mettere a punto incentivi fiscali e creditizi specialmente sul lato dell’offerta e delle misure per garantire una maggiore concorrenza nei mercati energetici che sono tipicamente oligopolistici.

2. Un piano per l’occupazione che sia associato con la crescita delle dimensioni delle piccole imprese. Nelle piccole imprese vi è spesso un’occupazione precaria con poche tutele e la produttività del lavoro è più bassa di quella delle imprese di dimensioni maggiori. La crescita dimensionale delle imprese richiede un aumento degli investimenti e permetterebbe sia di ottenere una crescita dell’occupazione sia di conseguire incrementi di produttività e avanzamenti tecnologici. In una tale strategia, le banche, poiché hanno un ruolo centrale nel finanziamento degli investimenti, andrebbero coinvolte nel processo di concertazione con i sindacati e con le imprese. L’obiettivo è quello di far assumere al settore del credito impegni precisi di fronte al paese per costruire un nuovo patto sociale finalizzato a rilanciare gli investimenti, l'occupazione e la produttività del settore privato.

3. Delle misure per garantire a tutti i lavoratori le tutele fondamentali (salute e sicurezza, assicurazioni antinfortunistica e pensionistica, retribuzione minima oraria, divieto di discriminazioni). Una possibilità per aumentare le tutele dei lavoratori e per incentivare la crescita delle dimensioni delle imprese consiste nell’estensione dell’articolo 18 (divieto di licenziamento senza giusta causa) anche nelle imprese con meno di 15 addetti poiché l’assenza dell’articolo 18 costituisce un freno alla crescita delle imprese che preferiscono rimanere piccole per avere maggiore libertà di manovra sui lavoratori. Nel contempo, occorre mettere a punto una politica fiscale per aumentare i salari; si tratta di un passaggio obbligato per sostenere i consumi e quindi la produzione e gli investimenti delle imprese.

 In conclusione, credo che sia necessario costruire un’ampia aggregazione “rosso-verde” pianificando il percorso per arrivare ad una struttura organizzativa articolata sul territorio e ad un programma politico unitario.

26/09/2009

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