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Sezione "Pio La Torre" Alliste Prospettive della sinistra "Menomale che Nichi c'è"? No, grazie!!! di Luigi Crespino "E se domani, sottolineo se, all'improvviso..." la canzone di Mina continua ipotizzando il "possibile" "impossibile". Il Manifesto è giornale serio e, generalmente, sintetizza nei titoli il contenuto dell'articolo. Allo stato non si ha ancora, ed è preoccupante, un resoconto dell'intervento di Vendola al Coordinamento Nazionale di SEL che si è svolto ieri a Roma. C'è, invece, un resoconto esplicito sul sito nazionale di SEL di quanto ha detto Claudio Fava: c'eravamo lasciati a Roma con l'impegno di convocare il congresso dopo le regionali e "il dopo le regionali" è ora!. Se il titolo dell'articolo del Manifesto (SEL è un partito berlusconiano ed io mi trovo meglio nelle "fabbriche di nichi") davvero ha espresso il senso di quello che Vendola ha detto al Coordinamento nazionale di SEL sarebbe preoccupante e fuori dalla cultura della sinistra. Cosa c'è di berlusconiano in un movimento, che si muove verso la fondazione di un partito, che fa riferimento alla Sinistra, all'Ecologia e alla Libertà, beh sarebbe interessante saperlo. Come sarebbe interessante scoprire cosa ci sia di moderno, liberatorio e antiberlusconiano in qualcosa che si riferisce a "Pinco Pallino nato a .... il ..... CF ..... residente a ..... professione ...."! Nemmeno la fabbrica di automobili italiana per antonomasia, che da sempre abbiamo associato alla famiglia Agnelli (il cui fondatore Giovanni - il nonno del più recente Giovanni) associò alla sua industria il suo nome e infatti la chiamò Fabbrica Italiana Automobili Torino, cioè FIAT. Mario Ferretti, compianto cronista sportivo, descrisse con le parole ciò che in una radiocronaca non può essere visto e parlò di "Un uomo solo è al comando. La sua maglia è bianco celeste. Il suo nome è Fausto Coppi". No, grazie! Non stiamo parlando della Cuneo-Pinerolo (Giro d'Italia 1949). Stiamo parlando di come organizzare qualcosa che sopravvive agli uomini e al loro legittimo diritto di cambiare idea, senza essere obbligati a seguirli. Persino i presidenti degli Stati Uniti d'America, Obama compreso, si devono confrontare all'interno di un partito. Nemmeno nella patria dell'individualismo, laddove se non arrivi primo sei semplicemente un perdente, qualcuno si sogna chiamare un partito con il suo nome. No, grazie! Una cosa è la grande cultura di un uomo, la sua grande onestà, il senso del rispetto dello stato e delle leggi, delle istituzioni: chi mai avrebbe qualcosa da ridire su Dossetti o su Scalfaro. Grandi personalità del cattolicesimo democratico. Ma se fossi stato elettore di quella ipotetica circoscrizione elettorale in cui erano contemporaneamente candidati nella lista della DC le personalità sopra richiamate, mentre in quella del PCI c'era candidato Ingrao o Iotti, sicuramente, con tutto il rispetto che ancora oggi posso portare per quel sant'uomo di Dossetti e per quella persona onesta e seria che è Scalfaro, la preferenza sarebbe stata per quelle persone altrettanto serie e degne che avevano scelto di stare in un partito di sinistra. Sono trascorsi solo dieci anni dalla fine del '900, eppure se ne parla come se fosse l'età della pietra. Mi spiace dover constatare che ho dovuto aspettare un esponente di quel liberalismo anticomunista alla Montanelli, che è Travaglio, per risentire integralmente l'intervista che Berlinguer rilasciò a Scalfari sulla questione morale, che lo considera, anche se morto, "più vivo di tanti morti viventi" 18/4/2010 |
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