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Sezione "Pio La Torre" Alliste Prospettive(?) della sinistra Commenti fuori luogo sulla denominazione del nostro sito Maccartismo amico di Luigi Crespino All’esito disastroso di Sinistra Arcobaleno (cartello elettorale formato da PRC, PdCI, SD e Verdi), qualcuno, che aveva la sua piccola casetta, si riparò subito dentro e da lì fece patire accuse a pioggia di tutti i tipi. La più esilarante delle quali era che gli elettori avevano punito quel cartello perché nel simbolo mancava la “falce e il martello”. La capacità di analisi di alcuni era talmente carica di rancore che non si pensò nemmeno come possibile causa alla cosiddetta “separazione consensuale” fra PD e Sinistra radicale a livello nazionale (separazione a metà, perché negli enti locali quella separazione non ci fu: infondo qualche poltroncina va sempre bene); non perché, mentre ancora risuonavano nelle orecchie le ipocrite grida dei comizietti dei "leaderini" sull’unità come fatto già compiuto, alla fiera di Roma nel dicembre 2007, i quattro rappresentanti dei quattro microrganismi già si divisero sulla canzone con la quale concludere la manifestazione: i falcemartellisti irriducibili volevano “Bella ciao”, Pecoraro-Scanio voleva “Eppure soffia” di Bertoli; men che mai riuscirono a capire che gli elettori volevano un partito (come accoratamente consigliò in quella sede Pietro Ingrao) e non un cartello elettorale. In mezzo alla tempesta rimasero Mussi e Fava e coloro che li seguirono (non diciamo Sinistra Democratica, perché qualcuno potrebbe arrabbiarsi), che continuarono nella loro opera di paziente di ricucitura. In mezzo a quella tempesta Mussi e Fava e tutti coloro che li seguirono e li seguono ancora oggi, non ebbero bisogno di legarsi all’albero maestro per non cedere alle sirene del PD, il cui vero obiettivo, d’altra parte, non era sconfiggere Berlusconi (solo un una persona cerebralmente offesa avrebbe potuto pensare di sconfiggerlo), ma perché, finalmente, veniva a compiersi almeno uno degli obiettivi che si era posto il nuovo partito: distruggere in Italia la sinistra. Oggi, dopo le regionali, si sente, invece, odore di esaltazione ma se vogliamo misurare la sinistra, quella organizzata in partiti, che esiste in Italia, dobbiamo contare le seguenti componenti: Federazione della sinistra, qualcosa in più del 3%; Sinistra Ecologia e Libertà, qualcosa in meno del 3% PSI, diciamo 3% secco. A queste componenti, dopo le regionali, qualcuno, vivendolo come dato immediatamente ribaltabile nel resto dell'Italia, ne ha aggiunte due altre: SEL Puglia 9,74% (circa 195mila voti!), ma che contribuisce non poco al quel “qualcosa meno del 3%” su base nazionale; i voti al solo candidato presidente circa 125mila. Ma gli elettori in Italia sono oltre 47milioni e l'Italia è lunga più di mille chilometri. Credo che questa sia una descrizione onesta dello scenario politico. Dopodichè se qualcuno ritiene di costruire su queste basi non dei sogni, che hanno la loro dose di legittimità, ma dei castelli di carta è anche padrone di farlo, ma prima si impongono tre considerazioni: in primo luogo, in politica 3+3+3 non fa mai 9, in genere fa, questo l’esperienza ci dice, meno dello sbarramento imposto dalla legge elettorale; in secondo luogo, qualcuno in Puglia dà per scontato che le capacità taumaturgiche di qualcuno possano rivoltare le sorti di un dato nazionale che vede i partiti che si oppongono al PDL e alla Lega (quindi compresi altri partiti di destra come UDC) collezionare una serie di risultati elettorali umilianti; infine, varebbe la pena di tenere in conto che in Puglia, gli aventi diritto al voto sono poco più di 3,5 milioni di cittadini e che nelle ultime regionali l’astensionismo ha superato il 36%, cioè oltre 1,3 milioni di pugliesi non hanno votato e un altro 4% ha annullato il proprio voto. Astenuti, bianche e nulle, in Puglia, hanno sommano più di 1,4 milioni di pugliesi, cioè il 40%. A tutto ciò va aggiunto, perché sarebbe miope non aggiungerlo, che la Puglia, come il resto dell’Italia, politicamente è di centro-destra, a meno che non si vogliano diversamente qualificare l’UDC, il partito di Casini e di Cuffaro, e IO SUD, cioè il partito che fino a ieri votava AN e che l’altro ieri votava MSI. Ciò detto, sembra che in Puglia il discorso miri più a costruire il castello di carta, che a far diventare realtà un sogno, che ha avuto in Puglia un suo primo, ma limitato, banco di realizzazione. Questa sensazione l’ho avuta ieri, pubblicizzando su Facebook un bellissimo articolo di Gianni Ferraris, penna arguta che scrive per il Sito di Città Futura di Alessandria, che, gentilmente, mi allevia la fatica di tenere aggiornato il sito della sezione “Pio La Torre” di Alliste. In questo articolo Gianni dissertava, con ironia, sul federalismo demaniale voluto, fortissimamente voluto, dalla Lega, partito egemone della nazione Padana, dalla quale lui, ironicamente, dice di provenire. Bene, qualcuno qui in Puglia, ha sentito la necessità di apporre un commento, non sull’articolo, ma sul fatto che il sito internet che ha pubblicato questo articolo ha la seguente denominazione www.sinistrademocratica-alliste.it ; il commento è il seguente: “Vi informo che Sinistra Democratica si è sciolta il 24 aprile 2010. Forse dovreste cambiare il sito". Credo che, dopo il fuoco amico, siamo al “maccartismo amico”. Il compagno che scrive questa cosa, non voglio usare parole più pesanti che pure mi verrebbe di usare, dovrebbe avere rispetto di chi sa bene come stanno le cose a livello nazionale; dovrebbe avere rispetto di chi usa il sito certo, ma in secondo luogo, per parlare dei "massimi sistemi", ma prima di tutto per comunicare ai suoi cittadini come opera l’amministrazione del comune di centro-destra (quota Fitto-Berlusconi) in cui vive ed opera la Sezione “Pio La Torre” esprimendo un gruppo consiliare di minoranza (anche in considerazione del fatto che le delibere che noi pubblichiamo non sono visibili sul sito del comune); questo compagno dovrebbe capire che la denominazione di un sito non si cambia facilmente, quando è l’unico mezzo che si ha per comunicare con i propri concittadini; dovrebbe mettersi in testa, altresì, che non riteniamo di ledere alcuna "maestà", date queste premesse, se continuiamo ad avere ancora questa denominazione; credo, infine, che finché il sito www.sinistra-democratica.it, dove ancora sentono il bisogno di scrivere signori che si chiamano Fabio Mussi, Claudio Fava, Alfiero Grandi, Carlo Leoni, Moni Ovaia e tanti altri, non deciderà di cambiare denominazione, nemmeno noi la cambieremo, per rispetto verso chi non ha cambiato opinione per un esito elettorale, qualunque questo sia stato di sconfitta (nazionale) o di vittoria (regionale). Se il percorso di SEL cominciasse con un po’ più di rispetto verso gli altri saremmo a buon punto, ma se, come qui a Lecce, il buon giorno si vede dal mattino penso che siamo messi male! 22/5/2010 |
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